Diritti Tv Serie A 2018 - 2021, dubbi Sky - MediaPro agitano i club divisi su mosse future

Diritti Tv Serie A 2018 - 2021, dubbi Sky - MediaPro agitano i club divisi su mosse future

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Fonte: Adnkronos / Ansa

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  giovedì, 19 aprile 2018
 06:00

Diritti Tv Serie A 2018 - 2021, dubbi Sky - MediaPro agitano i club divisi su mosse future La trama legata ai diritti tv della Serie A si infittisce sempre di più e assomiglia più ad un libro giallo che ad una tematica economico-sportiva. La storia, sempre più intricata, si sta muovendo in queste ore alla vigilia dell'Assemblea della Lega a Milano su due filoni principali: da una parte ci sono i club, preoccupati per la situazione di stallo che si è venuta a creare a pochi mesi dall'inizio del prossimo campionato e spaccati tra di loro sulla questione del canale della Lega; e dall'altra Mediapro che sta lavorando sul ricorso cautelare presentato da Sky Italia e accettato dal tribunale di Milano che ha deciso una sospensione del bando fino al 4 maggio.

All'interno di questo scenario, a quanto apprende l'Adnkronos, si innesta un ulteriore problema: alcuni club vorrebbero far 'decadere' il nuovo presidente della Lega Serie A, Gaetano Micciché. Il presidente, che non è ancora pienamente in carica, starebbe lavorando in maniera troppo assidua per trovare una soluzione pacifica e questo non sarebbe ben visto da alcune società che avrebbero in mente di sfruttare una piega del regolamento. L'elezione del presidente di Lega, infatti, doveva avvenire a 'scrutinio segreto' e così è stato, ma poi non sono mai state aperte quelle buste e a voto palese si è avuta l'unanimità da parte dei rappresentanti dei 20 club della massima serie. Ora alcuni club starebbero pensando, essendoci 30 giorni di tempo per impugnare la delibera, di avanzare la richiesta di aprire quelle buste nella convinzione che qualcuno non abbia votato per Micciché.

Senza l'unanimità infatti il neo presidente aveva detto che non avrebbe accettato l'incarico, ma potrebbe venire meno la sua elezione per una serie di questioni tecniche legate all'articolo 10 comma 1 dello statuto della Lega calcio. In parallelo alla battaglia legale fra la società spagnola e l'emittente satellitare, all'interno della Lega si profila un nuovo, possibile, scontro politico, legato all'epilogo della vicenda dei diritti tv: qualora saltasse questo bando, la Lega può procedere con una quarta asta o con la creazione di un canale tematico e di fronte a questo scenario non c'è più la stessa compattezza che ha permesso il 5 febbraio di assegnare i diritti tv a Mediapro per oltre tre miliardi di euro per tre anni, e di eleggere alla presidenza Gaetano Miccichè, che entrerà in carica quando verrà completata la governance e finirà il commissariamento. Alcune delle venti società non sarebbero entusiaste della gestione della situazione diritti tv da parte di Micciché, eletto il 19 marzo alla guida della Lega con una votazione che è stata definita unanime, e che offre un appiglio procedurale agli scontenti. Dopo lo scrutinio segreto, tuttavia, non sono state aperte le schede e, su sollecitazione del dg della Roma Mauro Baldissoni, si era proceduto con le dichiarazioni pubbliche dei venti club, tutte a favore del presidente di Banca Imi, la banca d'investimento di Intesa Sanpaolo. Lo stesso Micciché aveva posto come condizione alla sua candidatura quella di avere il consenso di tutte le società

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