Diritti Tv Serie A 2021 - 2024, secondo round. Vantaggio DAZN su Sky

Diritti Tv Serie A 2021 - 2024, secondo round. Vantaggio DAZN su Sky

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Fonte: Ansa

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Sport
  giovedì, 11 febbraio 2021
 06:00

Diritti Tv Serie A 2021 - 2024, secondo round. Vantaggio DAZN su SkyI club di Serie A si preparano ad un nuovo round in assemblea sui diritti tv, ma potrebbe non bastare per decidere sulle offerte di Dazn e Sky per trasmettere il campionato nel triennio 2021/24. In un hotel di Milano è prevista una nuova riunione delle società, ma gli schieramenti non sono ancora ben definiti tanto che crescono la possibilità che si vada ad oltranza. Anche perché le proposte delle due emittenti scadranno solo il 29 marzo prossimo e per questo è probabile che i club si possano prendere fino all'ultimo giorno disponibile per decidere. La partita dei diritti tv si intreccia con quella dei fondi: accettare l'offerta migliore di Dazn spingerebbe molti presidenti a lasciare cadere l'offerta per la media company, della quale Dal Pino è stato principale promotore e resta convinto: e anche se non ha diritto di voto la sua posizione può influire sulle prossime scelte.

«Contrariamente a quanto si prevedeva in epoca di pandemia, le offerte dimostrano che il calcio italiano è appetibile: questo non deve frenare l'ingresso dei fondi, anzi accelerarlo», ha detto alla vigilia dell'Assemblea il presidente del Torino e di Rcs, Urbano Cairoin un'intervista all'ANSA, nella quale ha ammesso il vantaggio chiaro di Dazn. «Le offerte dimostrano che il 10% delle Lega vale più di un miliardo e settecento milioni». Le proposte economiche in questo momento vedono avanti Dazn, con l'offerta da 840 milioni di euro annui per trasmettere 7 match in esclusiva e 3 in co-esclusiva, mentre Sky ne offre 70 per i tre in comune ma soprattutto 750 milioni per tutte le gare con possibile incremento di 50-70 milioni in caso di creazione di un canale light.

Il centro del contendere negli ultimi giorni si era spostato dal tema economico a quello infrastrutturale: la garanzie di una copertura adeguata restano centrali, come ha spiegato Cairo, ma la differenza di offerta («a conti fatti, ballano tra 170 e 200 milioni», dice il presidente del Torino) ha fatto pendere la bilancia verso la piattaforma streaming, anche se la scelta finale non è imminente.

Secondo diverse indiscrezioni, Tim sarebbe pronta a collaborare con Dazn per fornire la struttura necessaria a raggiungere al meglio la maggior parte dei tifosi, senza difficoltà per guardare quindi le partite in streaming. Un lavoro su cui la stessa Dazn ha tuttavia investito negli ultimi anni, riuscendo ad ottimizzare il proprio segnale (con il rebuffering, ovverosia il blocco dello streaming, ridotto al -0,4%). Secondo alcuni esperti del settore, la rete di telecomunicazioni in Italia è già comunque solida e performante, come dimostrato durante il lockdown. I numeri dell'Agcom parlano di un mercato in cui, sulle 19,5 milioni di linee attive, 16,8 milioni sono legate a Tim: le linee non ancora coperte da banda ultralarga in tecnologia rame sono circa 1,6 milioni (di cui 1,2 milioni coperte dalla tecnologia FWA in Ultrabroadband) mentre il resto lo fa la copertura UBB garantita dal satellite o con un intervento ad hoc con la tecnologia FWA. Secondo alcuni esperti, quindi, la copertura non sarebbe un problema.

Resta una piccola minoranza di presidenti ancora convinti che più che i soldi a pesare sia la capacità della tv di valorizzare il prodotto. I due schieramenti, quello ampiamente maggioritario pro-Dazn (in cui farebbero parte alcune tra le big come Inter e Juve oltre alla Lazio di Lotito) e quello pro-Sky, ancora non sembrano aver raggiunto i 14 voti necessari per chiudere la questione già oggi, anche considerando quanto sia delicato il tema pure a livello giuridico: serviranno ulteriori approfondimenti anche per quanto riguarda la possibilità di rimettere in vendita il pacchetto due (quello da tre gare in coesclusiva per cui Sky ha offerto 70 milioni) inserendo anche una partita da trasmettere in chiaro. E sullo sfondo rimane sempre il tema dei fondi e dell'offerta da 1,7 miliardi per il 10% della Media Company, una trattativa ora più vicina al naufragio, ma per la quale Cairo ha chiesto più tempo.

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