Diritti Tv Serie A 2021 - 2024, Cairo: «Dazn in vantaggio ma vogliamo garanzie»

Diritti Tv Serie A 2021 - 2024, Cairo: «Dazn in vantaggio ma vogliamo garanzie»

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Fonte: Ansa

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  mercoledì, 10 febbraio 2021
 16:05

Diritti Tv Serie A 2021 - 2024, Cairo: «Dazn in vantaggio ma vogliamo garanzie»Dazn in vantaggio per l'assegnazione dei diritti tv nel triennio 2021-2024, la richiesta di garanzie tecnologiche per il campionato tramesso in streaming, e la prospettiva dell'ingresso dei fondi di investimento che non tramonta, anzi può crescere. Alla vigilia della nuova Assemblea della Lega di serie A che prenderà in esame le offerte di Dazn e Sky, Urbano Cairo, presidente del Torino e di Rcs, in una intervista all'ANSA esprime ottimismo sulle prospettive che si sono aperte nel calcio italiano nonostante il difficile momento causato dalla pandemia.

«Le offerte dimostrano che il calcio è appetibile, e il discorso fondi non deve fermarsi, anzi può accelerare: il 10% della Lega di A può valere più del miliardo e 700 milioni di cui si era parlato», dice Cairo. La disputa all'interno della Lega è tutta ancora da definire, e infatti Cairo si dice convinto «che domani non si voti, abbiamo ancora del tempo davanti».

Ma anticipa la sua linea per l'Assemblea e per le prossime settimane.

«Noi dobbiamo decidere per valorizzare al meglio il calcio italiano e sicuramente le offerte ricevute, quella di Dazn in particolare, testimoniano il fatto che è molto appetito - dice Cairo - E questo è un fatto, perchè vedo che da altre parti, Germania e Inghilterra, invece i diritti sono scesi. Questo anche perchè da noi non sono mai entrate le Telco, e invece sono molto, molto importanti. Secondo me, il calcio italiano può fare ancora un passo avanti, a differenza di altre Leghe tipo Premier, Germania e Spagna, dove le Telco già erano entrate: a noi mancavano, e questa è una cosa che non possiamo trascurare»

Il presidente del Torino e di Rcs ha parlato delle proposte che saranno prese in esame domani dall'Assemblea di Lega:

«Dal suo punto di vista Sky ha fatto una proposta interessante, ma rispetto all'altra proposta c'è un gap notevole: complessivamente, considerato anche che Sky prenderà tre partite con l'offerta Dazn, ballano 170-200 milioni l'anno che non è poco. Sono numeri molto grossi in periodo Covid, che già ha fatto perdere molto alle società: non possiamo dimenticarlo. Sky è stato importante per noi in questi venti anni, ha fatto un'offerta che rappresenta uno sforzo significativo. Però dobbiamo decidere per il meglio, dobbiamo anche vedere l'aspetto tecnologico, verificare che la serie A si possa vedere in streaming contemporaneamente per milioni di device, e Dazn ci deve rassicurare. L'offerta è molto più vantaggiosa, inserisce anche una Telco che mancava, a differenza di altri paesi. Se ci sono già tutte queste cose e dal punto di vista tecnologico si possono avere buone riassicurazioni - la conclusione di Cairo - devo dire che la cosa è indirizzata. Sky fa un prodotto molto bello, ma lavorandoci anche Dazn può crescere. Quel che conta molto è il tema tecnologico, Va verificato con molta attenzione la capacità di andare su milioni di device in streaming».

L'assegnazione dei diritti tv, si dice convinto Cairo, darà impulso all'ingresso dei fondi, che per alcuni presidenti dovrebbe subire uno stop.

«Credo che questa cosa non sia minimamente legata al tema dei fondi - sostiene al contrario il n.1 del Torino -. È indipendente dal fatto che si faccia un accordo con Sky o Dazn, comunque deve andare avanti: non mi aspetto sicuramente che il tema dei fondi vada a chiudersi, perchè secondo me è un grande interesse di tutti avere i fondi che entrano e valorizzano il prodotto in un certo modo; poi vediamo se è giusto dire che il 10% vale 1.7 miliardi o se invece non debba valere di più, a causa del fatto che questo triennio era considerato un pò negativo e invece il buon lavoro di De Siervo e di chi ha negoziato ha portato a livelli molto maggiori del previsto. Questo può voler dire che il 10% vale non 1.7 miliardi ma di più: lo vedrà il comitato che tratta. Io non ci sono, faccio le mie osservazioni da società che partecipa alla Lega».

In conclusione, dice Cairo

«in questo momento noi dobbiamo scegliere l'offerta migliore, perchè in un momento economicamente difficile non possiamo disperdere risorse; poi dobbiamo essere sicuri che l'offerta migliore consenta alla gente di vedere il calcio e di vederlo bene, e questo è molto importante; infine - ribadisce - abbiamo la fortuna di poter inserire una telco, cosa che non era mai stata fatta prima, e probabilmente nel mondo il sistema satellitare è maturo, tant'è che Inghilterra a Germania sono scese» «Se noi andiamo con Dzan, perchè tecnologicamente è tutto a posto, non deve essere un freno ai fondi ma un acceleratore perchè quel 10 per cento può valere di più - chiude Cairo -. Negozieremo una o due settimane ancora, o più. Aver inserito i fondi può essere di impulso a tutto il settore, con una nuova governance manageriale che valorizza tutto il calcio. Entrano risorse fresche, 1.7 miliardi o di più, e visti i risultati del triennio secondo me sarà di più. Poi se tra sei o sette anni i fondi vorranno uscire e la Lega non vorrà ricomprare il 10%, quel 10% andrà in Borsa magari insieme ad un altro 10% nostro venduto al doppio, e quindi a 3.5-4 miliardi. A questo punto la Lega e le società avranno ulteriori risorse da investire sugli stadi per tornare a livelli altissimi». 

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