Il calcio in tv? Solo quattro squadre

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Fonte: Il Corriere della Sera

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Televisione
  giovedì, 09 agosto 2007
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Chiambretti - TorinoChe bravi Federico Casotti e Valentina Ballarini e che bel programma quello trasmesso da Sportitalia per festeggiare la presentazione del nuovo Toro (martedì, ore 19.45).

Città vuota ma stadio pieno (20.000 spettatori) per l'amichevole internazionale contro i belgi del Bruges. Prima Piero Chiambretti (con vecchia maglia granata del Centenario) ha presentato l'intera rosa della squadra (dal magazziniere al presidente Urbano Cairo che, in un impeto di prosopopea, ha percorso la passerella, al suono della Marsigliese), poi c'è stata, la partita, vinta dai granata per due a uno.
 
Sto esagerando, è ovvio, scrivo da tifoso, ma porre l'accento su questo programma, dargli rilievo, serve a segnalare un'anomalia del sistema mediatico: le tv, ma anche i giornali, si occupano solo di quattro squadre: Juve, Inter, Milan e Roma. Lippi nelle botti

Le altre non esistono, o quasi. Proprio in questi giorni c'è una pubblicità di Sky che la dice lunga sul problema: si vede una cantina piena di botti rotonde, come tanti palloni, e una headline promette: «La più grande annata di calcio. Degustala e poi decidi». Però, a rappresentare la favolosa annata ci sono solo i distintivi di quattro squadre, quelle appena nominate. Le altre non si vedono, esistono solo come outsider o come sparring partner.
 
Il criterio per cui si paria solo di quattro squadre è puramente televisivo: siccome il bacino d'utenza di questi club è il più alto si applica il rigido criterio dell'audience. Anche se è un criterio poco sportivo, anche se si rischia di innescare un pericoloso circolo vizioso. Noi tifosi del Genoa, dell'Empoli, della Fiorentina, dell'Atalanta, del Livorno, del Palermo, della Lazio, della Sampdoria, del Cagliari, della Reggina, dell'Udinese, del Parma, del Catania, del Siena, del Napoli dobbiamo accontentarci: di salvarci dalla B a fine stagione, di una partecipazione in una desolata tv locale, di vedere le regine degnarsi di venire a giocare contro di noi. Altro che par condicio noi dobbiamo solo abbassare le pretese, ripiegare, limitarci, allevare campioni per venderli alla Banda delle Quattro. Noi siamo l'altra parte del calcio, quella che non si vede. Grazie Sportitalia per la bella e ruspante serata!
 
Aldo Grasso
per  "Il Corriere della Sera"

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