Rai, Dall'Orto «Ora rivediamo i programmi» Maggioni «Canone non può essere usato così»

Rai, Dall'Orto «Ora rivediamo i programmi» Maggioni «Canone non può essere usato così»

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Fonte: Adnkronos / Ansa

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Televisione
  martedì, 21 marzo 2017
 10:21

 Rai, Dall'Orto «Ora rivediamo i programmi» Maggioni «Canone non può essere usato così»«È da mesi che lavoriamo per cambiare i contenuti del daytime, quella parte di televisione che più di tutte, proprio perchè si rivolge a un pubblico largo, deve essere coerente con l'identità del servizio pubblico», adesso «ripensiamo tutti i contenuti». Lo afferma - alla Stampa, dopo la chiusura dello show di Rai Uno 'Parliamone sabato' - il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall'Orto

«Un errore lo possiamo fare tutti. Ma sabato - afferma il dg - è successa una cosa enorme: se si arriva a rompere il patto di fiducia con i telespettatori e a dare una rappresentazione completamente inaccettabile delle donne, significa che nessun campanello d'allarme è suonato. Per questo il programma è stato cancellato».

Ha ripercorso, spiega, «tutta la catena di controllo e purtroppo ogni passaggio è stato rispettato», e la cosa è ancora più grave perché «il problema non riguarda solamente la conduttrice», ma «un gruppo di lavoro ha ritenuto che fosse accettabile un contenuto inaccettabile per il servizio pubblico».

Farete qualcosa per contenere lo strapotere dei manager esterni?

«La verità - risponde - è che quanto più un'azienda ha le idee chiare sulla sua mission, tanto più è indipendente da figure esterne di questo tipo. I manager come Presta», marito e agente di Paola Perego, «ci sono in tutte le tv del mondo, fanno il loro mestiere, ma sei tu azienda che devi avere la forza per decidere in maniera autonoma senza sottostare alle pressioni».

«Come azienda cercheremo di capire come sia nata una pagina di questo tipo. In questo caso è saltata la catena di controllo, tra autori e capostruttura. È arrivato il momento di guardarci in faccia per capire come sia potuto succedere e cosa non abbia funzionato nella rete».

La presidente della Rai Monica Maggioni, in un colloquio con Repubblica assicura che andrà fino in fondo.

«Il problema - dice a proposito della slide con i presunti 'pregi' delle donne dell'Est proposto dallo show in daytime - non è una battuta inconsapevole, ma la costruzione di una pagina su un tema del genere. È un'idea di donna che non può coesistere con il servizio pubblico». «Non posso pensare», afferma, «che trenta minuti su una questione del genere siano stati pagati col canone».

Intervistata dal Messaggero, Maggioni marca le distanze tra lo show e una Rai «in cammino costante da anni»:

«Questa è una Rai che si pone il problema di dare una visione del mondo in cui le donne sono parte delle lotte sociali e della costruzione di senso del Paese, una Rai che cerca di non andare in automatico nel pensare che l' esperto sia per forza un maschio», un'azienda «in cui sempre più donne hanno ruoli apicali».

Cita poi un tweet dell'agente Lucio Presta:

«adesso i politici saranno contentì. Riferendosi alla chiusura della trasmissione, volendo ridurre questa scelta seria e intelligente dell'Azienda alla risposta al can can politico. Questo, lo voglio dire molto chiaramente, è inaccettabile. È venuto il momento di riflettere a più ampio spettro su chi siano le persone con cui noi costruiamo la televisione pubblica. A questo mondo nessuno è intoccabile e nessuno è da criminalizzare a priori. Ma ognuno è responsabile di quello che fa, dice o produce», conclude.

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