Mondiali in tv : quando le mogli diventano single
Da sempre il Mondiale (in Italia più che altrove) è il punto più basso dei rapporti tra uomo e donna, il momento in cui l'espressione ? differenza sessuale ' assume la sua più dolorosa dignità e l'incomunicabilità tra i sessi smette di essere una fandonia da psicologi televisivi e diventa luminosa verità biologica.
Mentre la donna scopre la sua cosmica solitudine, l'uomo si trasforma in un ominide in canottiera, ipnotizzato dalla tv, con l'iride a forma di pallone e un filo di bava verdastra che gli cola dalla bocca, dalla quale gli unici suoni che escono sono dei grugniti alternati a rutti, o colorite imprecazioni all'indirizzo di altri degnissimi popoli della Terra. Le donne italiane sanno che l'unico dialogo possibile coi loro mariti sarà questo: "Passami una birra". "Eccola, carino quel Gilardino lì". "Zitta, momento delicato? ma che bastardo di arbitro".
Impossibilitate a produrre rumori, mentre il loro matrimonio si inabissa tra un fuorigioco e un cross, alle donne italiane non restano che due scelte: accudire l'umanoide che immaginavano di aver sposato (mentre lui virtualmente sta con Totti) o rinchiudersi in un bunker atomico aspettando narcotizzate il 10 luglio.
Il calcio non prevede quote rosa.