Ezio Greggio presenta la tv che vedremo
«Perché sono l'uomo dell'alta stagione in tv?».
No, o almeno non solo: perché lei, anche se la fa, sembra non prendere troppo sul serio la tv, come se non fosse compreso nella parte.
«Beh, della tv bisogna farne parte a rate. Bisogna guardarla con distacco, ma si deve anche farla con distacco, perché quello non è il mondo reale. È un mondo che esiste solo in quella scatola. Antonio Ricci, il papà di "Striscia", invece non perde mai di vista la realtà. Alle volte io e lui ci guardiamo e ci chiediamo: ma perché si fanno certe trasmissioni?».
A proposito di Antonio Ricci: naturalmente lei torna con «Striscia» edizione numero 19.
«Sì, dal 25 settembre».
E al suo fianco, chi ci sarà?
«Palmira».
Prego?
«Palmira Hunziker. Le regalo uno scoop. È questo il suo vero nome, Palmira Michelle Hunziker: l'altro giorno ho visto il suo passaporto».
Palmira o Michelle, tra voi sembra che ci sia un grande affiatamento. O è tutta scena?
«No, no, c'è davvero».
E come se lo spiega?
«Forse perché è la prima volta in vita mia che lavoro con una racchia».
Racchia è una definizione un po' esagerata...
«L'ha mai vista prima del trucco? È una cosa impressionante... Non ha un punto del corpo che non sia stato ritoccato».
Altri difetti?
«La Hunziker mangia in una maniera impressionante. Di rado ho visto una persona mangiare così».
Bum!
«È vero, l'altra sera mi ha invitato al ristorante e ha mangiato come se fosse digiuna da otto giorni. E naturalmente ho dovuto pagare io: ha fatto finta di aver dimenticato il portafoglio».
Quindi, ai lettori di Sorrisi consiglia di non accettare mai un invito a cena dalla Hunziker.
«Sì, lettori di Sorrisi state all'occhio: non accettate per alcun motivo un invito a cena di Palmira».
Stia tranquillo, i lettori di Sorrisi non sono stupidi e sicuramente di fronte a un invito a cena della Hunziker rifiuteranno. Ma andiamo avanti: dopo la coppia Greggio-Hunziker tornerà Enzo Iacchetti e poi via via gli altri. Dica la verità, lei è un po' geloso dei suoi colleghi conduttori di «Striscia»?
«Quando sei sposato da 20 anni e tua moglie balla il tango con un altro, non c'è problema. "Striscia" fa parte di me anche quando non la conduco io. La seguo sempre e magari segnalo ad Antonio le cose che possono servire. Michelle, Enzino Iacchetti, Franco Neri, i bravissimi Ficarra e Picone: siamo tutti parte della stessa squadra. Lo scorso anno "Striscia" è stata sempre strepitosa secondo me».
E quest'anno?
«Ci saranno novità, ma è ancora presto per parlarne. Poi, Antonio Ricci ha ancora la testa su "Cultura moderna"».
Le piace «Cultura moderna»?
«Teo Mammucari è ormai un altro di famiglia, bravissimo. Oggi in tv c'è una serie di tromboni travestiti da simpatici, invece lui va lì e si diverte davvero. Infatti funziona sempre, con le veline, con le velone e persino con la cultura».
È in grado di indovinare i personaggi misteriosi di «Cultura moderna»?
«Io non avrei sbagliato un nome, avrei indovinato prima ancora di avere tutti gli indizi».
Ri-bum!
«Sì, perché Antonio Ricci mi ha fatto vedere prima la lista dei personaggi».
Non è colto, in senso «moderno»...
«No, lo ammetto, non sono modernamente colto».
Via, non si butti giù: lei ha molti amici importanti a Hollywood, come Mel Brooks, un mito del cinema comico. A proposito: lei, che è un supercomico, non è mai caduto nella tentazione di fare parti drammatiche? Molti suoi colleghi sembrano avere un complesso d'inferiorità, come se si vergognassero di far ridere la gente.
«Dev'essere una vergogna primordiale, perché un tempo i giullari erano gli ultimi degli ultimi, li lasciavano fuori dalle città, li pagavano con polli e verdure. Io, invece, credo che oggi di comici ci sia bisogno. Se guardi i prezzi nei negozi, se osservi la realtà che ci circonda, poi hai bisogno di qualcuno che ti aiuti a usare quei muscoli facciali che difficilmente durante la giornata riesci a muovere: i muscoli che ti fanno sorridere. Ridere è diventata un'esigenza di mercato. E il comico è l'attore più completo in assoluto».
Quindi, grazie a Dio, lei continuerà sempre a farci ridere.
«Invece no: anzi, annuncio ufficialmente ai lettori di Sorrisi che sarò il protagonista del prossimo film di Pupi Avati. E avrò un ruolo drammatico!».
Come è possibile?
«Ci siamo visti Pupi e io, lui mi ha raccontato un'idea che sta scrivendo per me, una storia drammatica, di grandi sentimenti. Ma questo non toglie che io ami il cinema comico. Per questo adoro Carlo Vanzina, spero di fare un film con lui. Gliel'ho anche detto: Carlo, la prima volta che hai un personaggio cinico, spregiudicato, un personaggio di quelli alla Gassman, chiamami che arrivo di corsa».
Dovevamo parlare di tv e siamo finiti a parlare di cinema. Torniamo al dovere: lei che cosa guarda in tv?
«Sono uno spettatore anomalo, perché la tv è per me una cosa da usare. Guardo soprattutto i tg. Mi piace Sky Tg24, quello del buon Emilio Carelli. Mi sembra equidistante e ha un bel gruppo di ragazzi giovani, una bella squadra: ogni tanto ha dei meteorini che sembrano dei bodyguard. E c'è anche una giornalista che potrebbe essere la figlia di Stanlio...».
E oltre ai tg?
«Seguo l'attualità sportiva».
Quindi quest'anno, da juventino sfegatato, seguirà la Serie B.
«Che fatica, oh che fatica! Io mi faccio solo questa domanda: Luciano Moggi, perché? Con una squadra così che bisogno avevi di fare tante telefonate? Per me il calcio è bello se è vero. Già la Juve aveva questa nomea: gli Agnelli, gli arbitri, la sudditanza... Però così non si può fare!».
Continuerà a essere juventino?
«Sì, anche se ci vuole l'argano per riportarla in Serie A. Perché il verdetto sarà anche giusto, ma una volta che mandi la Juve in B già l'hai punita, hai punito Moggi, gli arbitri e tutti gli altri... Invece 17 punti di penalizzazione sono troppi: la punizione giusta per la Juve è la B».
Che effetto le fa una tv senza Biscardi? Anche lui ha pagato lo scandalo.
«Mi dispiace, Aldone è sempre un punto di riferimento, la tv senza Biscardi è difficile da immaginare. Speriamo che gli tolgano la penalizzazione e lo rimettano in onda, magari lo fanno ricominciare dal "Processo alle bocce", in diretta dalle bocciofile».
Comunque, lei seguirà lo stesso il campionato di calcio.
«Certo. Ma mi dispiace per i tifosi che non c'entrano nulla. Per fortuna c'è ancora un calcio sano e il mio amico Alex Del Piero ne è un simbolo. Restando alla Juve ha dimostrato di essere un uomo, un esempio per tutti».
E Capello che se n'è andato al Real Madrid?
«Da juventino giudico solo quando faccio "Striscia", così ho l'alibi della redazione! Però Capello aveva detto una cosa e poi ne ha fatta un'altra un minuto dopo».
Torniamo alla tv: le piacciono i reality show?
«Li guardo a pezzettini, ma solo per far battute durante "Striscia". Guardi, ora uso un giro di parole: a me quelle trasmissioni lì fanno...».
No, no, zitto! Quella parola su Sorrisi non la scriviamo, ma ha reso lo stesso benissimo l'idea.
«Mettiamola così: trovo lodevole l'iniziativa di prendere dei disperati del nostro mestiere e portarli su un'isola. Poi però, con la scusa di un problema tecnico, bisognerebbe lasciarli là. E tornare dopo un anno a vedere che cosa è successo».
Che cosa pensa dei quiz? Quest'anno ci sarà l'arrivo di Amadeus a Canale 5.
«Il quiz è un genere nobile, Amadeus è bravissimo, è uno molto tagliente, soprattutto se ti avvicina con il naso! Solo i grandi sanno fare i quiz. Gerry Scotti, per esempio, o Mike, inossidabile: delle volte si confonde tra una trasmissione e l'altra, parla con un grande e pensa sia un bambino di "Genius"... E sono molto contento anche per Pupo, perché ne ha passate di tutti i colori e adesso funziona. In altre parole: io i quiz non li guardo, ma li rispetto e li considero un classico della tv».
Come le fiction.
«Quelle le seguo ma soprattutto le faccio, le produco perfino. E mi stupisco che ci siano attori di cinema con la puzza sotto il naso che disdegnano le fiction».
Bene, è finito lo spazio. Grazie per la chiacchierata e in bocca al lupo per «Striscia». Ah no, scusi, ancora una cosa. Ci stavamo dimenticando di un grande ritorno: Michele Santoro.
«Alla fine Santoro si è fatto una vacanza incredibile! No, scherzo, noi di "Striscia" lo aspettiamo, logico che se ci darà qualche spunto... Come Emilio Fede ed Enrico Mentana è un fornitore della Real Casa. Sono sicuro che qualche spuntino abbondante quei tre ce lo faranno fare».
A giudicare da come lo dice, deve avere più appetito della Hunziker.