Mediaset: la crisi degli ascolti del Grande Fratello

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  mercoledì, 14 febbraio 2007
 00:00

Si vede che la sua straordinaria esperienza di maxi-donna-calendario per soli uomini è lontana, se ora Alessia Marcuzzi critica così le ragazze del suo Grande Fratello 7:
«Io non sono pudica, ma non riuscirei ad andare in giro in perizoma davanti a milioni di persone».

E ad aggiungere sale sulla ferita di Canale 5, che certo non vive un momento felice, arriva il Marcuzzi-pensiero sul GF7: va male perché è sbagliato, prima di tutto il casting. Ormai i concorrenti sembrano voler entrare nella Casa «soprattutto per fare sesso».

Alessia MarcuzziE' l'anticipazione di Chi, il settimanale di punta della flotta editoriale di casa, oltretutto ora guidato da un direttore che è a tutti gli effetti anche un personaggio di Canale 5. Ma non siamo su Scherzi a parte e l'intervista alla Marcuzzi Alfonso Signorini l'ha organizzata sul serio, per una copertina decisamente anti-Ruini: Alessia, infatti, presenta la sua «coppia di fatto» e sostiene i Dico.

Già, perché l'unico risvolto decisamente degno d'interesse della vicenda è quello politico-culturale. Canale 5 ha incassato l'attacco della sua stellina più proverbialmente «bifidus activa» proprio alla fine della mattinata del tracollo Auditel: un infimo 13-14 % per Nati ieri, subito cinicamente ribattezzata nelle chiacchiere di corridoio

Abortiti oggi. Il flop si deve vuoi a un colossale errore di contro-programmazione (il lunedì è già un giorno medical-televisivo di tradizione, tra Er e Grey's anatomy, e la fiction di Raiuno era comunque fortissima), vuoi alla scelta di un classico vecchio prodotto melenso-bigotto della cattolicissima Bernabei-Lux Vide, in insolita trasferta extra Rai.

E anche le alterne fortune del GF, come s'intuisce dietro le parole della stessa Marcuzzi, celano uno scontro sotterraneo tra chi vorrebbe forzare sulla scelta dei personaggi e sul «pepe» da aggiungere nella Casa, e chi invece, in testa il nuovo direttore di Canale 5 Donelli, preferisce evitare altri motivi d'attrito con i cattolici.

Insomma, un tempo si diceva che i dirigenti Rai rimettevano i mutandoni alle ballerine, ora qualcuno a Canale 5 vuole rimetterli alle «sorelline». L'eterno ritorno del sempre uguale è alla fine anche il motivo della crisi del GF 7: sembrano terribilmente prevedibili persino le cosiddette «sorprese», come l'ultima di fare entrare un’indiana, tanto per provare a ripetere il successo del Gf inglese con la stellina bollywodiana.

Alla fine, se ormai funziona più dell'originale la «seconda lettura» di Mai dire Grande fratello, vuol dire che la Casa è più ridicola che «realitistica». Qualcuno dovrebbe appendere ai produttori di Endemol il motto che il premier Romano Prodi ha lanciato dall'India: «Torneremo grandi, noi italiani, quando smetteremo di guardarci solo l'ombelico».

 Ecco, i ragazzi della casa sembrano ormai esattamente solo i campioni di una certa indulgenza autoriflessiva della generazione più «ombelicale», non lo spaccato di una società esterna viva e vera. Recitano troppo, e male, magari pure dei brutti copioni, che qualcuno vorrebbe ancor più melenso-bigotti. Il problema è sempre all'altezza tanto cara alla Marcuzzi, ma non sono le chiappe al vento, quanto proprio l'ombelico come unico orizzonte da mettere in vista.

E' impensabile che la generazione YouTube si possa ancora appassionare solo al reality «IoTubo»: ci vuole qualcos'altro, e quest'anno non pare che ci sia.

Paolo Martini
per "La Stampa"

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