Milly Carlucci: 'Troppa volgaritÓ in tv e per strada'

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  venerd├Č, 16 febbraio 2007
 00:00

Milly Carlucci da. "L'altra domenica" di Arbore su una Raidue allora alternativissima a Notti sul ghiaccio oggi (da sabato) su una Raiuno molto per famiglie con nonni e pupi.

Milly Carlucci con Paolo BelliSono passati trent'anni. Da Arbore, lei che studiava architettura, c'era arivata attraverso Gbr, una delle prime tv libere romane. Faceva l'inviata speciale con Isabella Rossellini e Michel Pergolani mentre Roberto Benigni si esibiva come stralunato critico tv accanto a una lampada parlante assai futuribile.

├é┬źMi inviavano nei posti pi├â┬╣ strani. Mi ricordo una sagra della mucca in Val d'Aosta e un palio degli asini da qualche altra parte. Ma lavoravo nel programma pi├â┬╣ di culto del momento. Una occasione rarissima perch├â┬ę, di solito, si scopre di esser stati di culto quand'├â┬Ę finito. Non ero una valletta muta: avevo diritto di parola e l'usavo. Se penso alle divette di oggi sento di esser stata fortunatissima├é┬╗.

Allora, per├â┬▓, i canali erano due: bastava comparire su uno o sull'altro perch├â┬ę la gente per strada ti fermasse.

Altri tempi. E infatti quella di Milly Carlucci ├â┬Ę una carriera d'altri tempi. Subito Giochi senza frontiere. Poi un tentativo a M├â┬Ędiaset, nell'88, per Risat├â┬Čssi-ma con Banfi, Boldi, Rie e Gian e Berlusconi che controllava ogni puntata, concentratissimo nella costruzione del suo impero mediatico.

Differenze tra quella Rai e quella Mediaset di ieri?
├é┬źEnormi. La Rai nasceva da lontano aveva figure professionali capaci, tanta burocrazia e molti filtri prima di arrivare al gran capo. A Mediaset ci s├â┬Č arrangiava con l'entusiasmo e l'improvvisazione ma sentivi che il gran capo era l├â┬á. Anche lo stile fa subito diverso. Mediaset proponeva Drive-in rompendo ogni schema, la Rai si dipingeva come la Casa degli italiani├é┬╗.

Oggi le differenze sembrano quasi annullate.
├é┬źMagari servirebbe una sola rete sovvenzionata dal canone come una isola franca, libera dall'Auditel├é┬╗.

Indiscussa signora del piccolo schermo Milly Carlucci non ├â┬Ę diventata una icona come Raffaela Carr├â┬á, Simona Ventura, Maria De Filippi: come mai?
├é┬źMi piace adattarmi alle cose che faccio e non viceversa. E poi non seguo le tendenze. Non ho mai voluto fare un reality. Li detesto, E li detesto da prima che arrivassero da noi. Ne vidi uno in Germania dove un gruppo di persone s'annoiava a morte. Misero nella casa una spogliarellista che faceva la doccia nuda e il pubblico arriv├â┬▓. Non sono moralista. Ma se si vuole conquistare l'attenzione cos├â┬Č, basta mandare in chiaro qualche filmetto pornografico├é┬╗.

E' vero che la tv di oggi ├â┬Ę pi├â┬╣ volgare?
├é┬źSiamo noi pi├â┬╣ volgari, pi├â┬╣ aggressivi, pi├â┬╣ violenti. Abbiamo paura che la globalizzazione ci faccia perdere il lavoro. Detestiamo ogni rivale. Abbiamo smarrito l├â┬á cortesia: per la strada e in tv. Per di pi├â┬╣ abbiamo proibito ai ragazzi di coltivare i loro sogni. Per├â┬▓, quand'ero bambina, mi ricordo le critiche che piovvero addosso a Peppino De Filippo che faceva dire al suo Pappagone: "Ecque qua", un giochino di parole che oggi ci lascia esilarati├é┬╗.

Quando ha cominciato, Vallettopoli esisteva?
├é┬źSe c'era si praticava con stile. Del resto la stessa Marilyn s'├â┬Ę sorbita molti divani di produttori├é┬╗.

Cosa c'├â┬Ę per lei dietro l'angolo?
├é┬źLa speranza di uno spazio mio dove parlare con le persone. Mi piace progettare e so di essere comunicativa. Vorrei ascoltare storie di gente normale├é┬╗.

Simonetta Robiony
per "La Stampa"

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