Il giorno di RaiUno ai minimi dal 2000

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Televisione
  giovedì, 10 maggio 2007
 00:00

La tv satellitare, l'Iptv e la webtv affascinano,male reti generaliste sono ancora le più consumate, e Rai è da sette mesi la rete italiana che produce i maggiori ascolti, sia in prima serata che nel giorno medio.

Anche se la quota d'ascolto media di prima serata non è del 25%; è del 23,8% in aprile, è stata del 23,9% a marzo,è stata del 25,7% in febbraio ed è stata del 23% in gennaio.

Ad oggi la media della stagione 2006-2007, iniziata in settembre, è del 23,6% in prima serata e del 23% nel giorno medio. Non è la peggior prima serata degli ultimi anni (considerando i periodi omogenei a questo andò peggio nel 2001-2002 e nel 2002-2003) ma è il peggior risultato del giorno medio negli ultimi sette anni.
Si poteva quindi proseguire senza troppi strappi verso il termine della stagione e conquistare senza affanni il vessillo del primato, che molto probabilmente arriverà lo stesso, ma accompagnato da minor gloria.

È la strategia di marketing sulle ultime scelte editoriali di Rai 1 che lascia perplessi. Abbandonare la famiglia per correre dietro a programmi e conduttori che, in tutta onestà, considerare "sperimentali" è fare loro un onore che non meritano, non è affine né al logos né al pathos di Rai 1. Né sperimentazione di tal fatta può essere compito affidabile alle reti ammiraglie.

La Rai può disporre di molti canali su varie piattaforme e tanti può utilizzarne per costruire il nuovo, sembra però non esservi oggi nella concessionaria pubblica la cultura adatta a progettare una visione multicanale e multipiattaforma o le competenze e la visione d'insieme che ne stimolino lo sviluppo; oppure manca la volontà e non si sono costruite le strutture adatte.

Fatto sta che meglio sarebbe utilizzare appieno il ventaglio delle possibiltà di sviluppo offerto dalle nuove piattaforme riprogettando anche l'esistente, costoso e troppo spesso superfluo.
Una migliore visione progettuale consentirebbe anche una maggiore comrnercializzazione dei prodotti televisivi; vecchi e nuovi.

La rete Rai che perde più ascolti è senz'altro la seconda. Dal 2000 ad oggi ha sacrificato sull'altare della politica il 23% dei propri spettatori; dal 1995 il decremento è addirittura del 34,6% e per la prima volta nei primi otto mesi di una stagione dell'anno Rai2 arriva a produrre una quota d'ascolto inferiore al 10%.

Nessun altra rete ha performance negative confrontabili a questa, né è le cito ricorrere alla tv  a pagamento per motivare simili debacle.

La tv a pagamento ha sinora eroso soprattutto i pubblici Mediaset, ma su quei segmenti ha espresso quasi tutte le sue potenzialità, da due mesi erode i pubblici della concessionaria pubblica, e senza una buona strategia di marketing, una visione ad ampio raggio e un'adesione ai richiami e agli impegni multimediali del contratto di servizio, la Rai rischia anch'essa gravi perdite.

Francesco Siliato
per "Il Sole 24 Ore"

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