'Annunziata ha detto no? Noi diciamo ni'

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  venerdì, 18 maggio 2007
 00:00

Con la scelta di separarsi dalla Palomar per la produzione del programma «In 1/2 ora», Lucia Annunziata ha sbattuto in faccia a tutti la realtà di una tv di Stato a sovranità limitata: dalla concorrenza.

Se anche non avesse il suo passato di presidente Rai, sarebbe ugualmente una questione di indipendenza giornalistica. Sarà questa una scelta condivisa, o Annunziata combatterà da sola sulle sue simboliche barricate?

Fabio Fazio non deve essere troppo contento se «Che tempo che fa» lo produce un'azienda di Berlusconi: a notizia appena uscita, si era detto «impressionato», e prende tempo.

Daria Bignardi, la «perfiDaria» delle «Invasioni barbariche», in onda su La 7, sempre prodotte da Endemol, invece la sua scelta l'ha già fatta: «E' legittima la posizione di Lucia, è divertente, nel suo stile. Ma non farò niente del genere. Per come lavoro io, che penso solo al programma, la produzione non conta poi molto. E non mi impressiona pensare che indirettamente produce Berlusconi. Siamo sempre un po' di qualcuno, tanto vale farsene una ragione. Sono stata lasciata molto libera, sia a Mediaset sia a La 7, ma sarei pronta a ricredermi se le cose dovessero cambiare, se dovessero intervenire sulla scelte delle interviste. La forza stia nel prodotto: fino a che il prodotto funziona, non c'è problema. Per mia religione, non credo alle dietrologie».

Non teme per il suo format?
«Il format è mio e lo gestisco io. Poi, tutto è un format, lo era anche prima, solo che non si chiamava così».

Insomma, dice Bignardi, finché le «Invasioni» attirano ospiti di riguardo e inserzionisti pubblicitari, l'indipendenza è salvaguardata.

Il programma Endemol più seguito in assoluto alla tv italiana è «Affari tuoi», Raiuno. Il suo conduttore, Flavio Insinna, non è un giornalista ma un artista, anzi, come lui dice civettando, un «operaio di lusso».

Ebbene, la posizione di questo «operaio di lusso» è diversa. A suo modo politica anch'essa.

Che cosa farebbe se Canale 5 si prendesse il gioco dei pacchi chiedendole di condurlo?
«E' semplice: non lo farei».

E' così antiberlusconiano?
«Ma no. Semplice coerenza umana e professionale, riconoscenza verso la Rai che mi ha dato la possibilità di gettarmi in questa avventura per me straordinaria, una cavalcata bellissima. Se tutto va bene, si finisce il 1° giugno: poi, come dice nonna Angela, Dio vede e provvede. "Affari tuoi" è un prodotto Rai, non andrei a farlo altrove. L'attore non ha bandiera, ma l'uomo sì».

Quindi lei non si trasferirebbe mai a Canale 5?
«Mai non si può dire. Ora no».

E poi c'è Carlo Degli Esposti, presidente Palomar, società che la Endemol possiede al 51 per cento. La Palomar produce cose nobili come la serie di Montalbano. E Degli Esposti è amareggiato, a Lucia Annunziata ha anche scritto: «E' stata una decisione precipitosa, la sua. Mi sarei aspettato una maggior considerazione di quello cha la Palomar ha fatto per garantirle la piena libertà di espressione e il riconoscimento del pubblico dopo la tormentata presidenza Rai. La stessa piena libertà è e sarà garantita a tutti i giornalisti, registi, attori, scrittori e dipendendenti che lavorano e lavoreranno con Palomar. Nessuno dovrà temere per la propria indipendenza».

Che cosa le ha scritto?
«Le ho ricordato che l'ho difesa con determinazione dopo la famosa puntata con Berlusconi, come durante tutta la campagna elettorale».

«Striscia la notizia», per parte sua, sottolinea ai suoi 7 milioni di spettatori la francescana semplicità del programma: «La Rai non poteva produrselo da sola?». E questo è infatti il manzoniano sugo di tutta la storia. Che cosa fa la Rai mentre le società producono? Di sicuro una cosa la fa: paga. Con i soldi (anche) nostri.

Alessandra Comazzi
per "La Stampa"

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