Rai abbandona a se stesso il povero digitale terrestre
La freddezza dimostrata da Cappon nel suo intervento napoletano e il rinvio quasi "sine die" delle date di switch off da parte del nuovo governo pongono di fatto un dubbio amletico, peraltro condiviso da molti addetti ai lavori: sarà davvero il Dtt a sostituire la vecchia cara televisione analogica? Risposte sicure non se ne possono ancora dare, ma è probabile di no. Il concetto, oggi gettonatissimo e apprezzato anche dal garante Calabrò, della "neutralità tecnologica", cioè della non ingerenza dei regolatori sul processo di sviluppo delle piattaforme digitali verso le quali il mercato televisivo va, sembra chiudere le porte al digitale terrestre. Tra sei anni in tutta Europa lo spegnimento dell'analogico ci sarà, ma probabilmente in quella data la televisione digitale avrà sviluppato standard e potenzialità più adeguate, multicanali, interattive, flessibili e convergenti rispetto alla magra proposta che ci offre oggi il digitale terrestre. Perché, allora, non ascoltare le parole di Camiglieri (Sky) e trasformare da subito Dgtvi in associazione per la tv digitale non solo terrestre?