De Puyfontaine (Vivendi):

De Puyfontaine (Vivendi): "In Italia per investire e non per tagliare"

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Fonte: RadioCor

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Economia
  venerdì, 08 aprile 2016
 10:07

De Puyfontaine (Vivendi): "In Italia per investire e non per tagliare"«Siamo in Italia per sviluppare e investire nel lungo periodo e non per ridurre gli organici». In una intervista a Il Sole 24 Ore, il ceo di Vivendi (azionista di Telecom con il 24,9%, ndr) Arnaud de Puyfontaine, componente del board di Telecom e prossimo a entrare nel cda di Mediaset, prende le distanze sulle indiscrezioni che parlano di 15 mila presunti esuberi nel gruppo di tlc ora guidato da Flavio Cattaneo in relazione al piano Enel sulla banda larga.«Abbiamo sentito il dovere, come azionista al 24,9% di Telecom, di chiarire che il tema non è assolutamente in agenda», ha spiegato.

De Puyfontaine interviene anche in merito all'accordo tra Mediaset e Vivendi, che sarà sancito oggi (alle 17 è convocato il cda del gruppo di Cologno Monzese mentre quello di Vivendi si sarebbe già tenuto nei giorni scorsi) e che passerà dalla cessione di Premium ai francesi. In particolare, sull'ipotesi di mettere insieme la pay tv con Telecom Italia:

«Su Mediaset non commento, se non che fa parte degli interlocutori con i quali abbiamo buone relazioni in Italia. Il nostro obiettivo è costruire un media group latino con partner - chiave delle tlc. Noi crediamo che una relazione più stretta tra le tlc e il nostro mondo - dove la competizione arriva da Google, Facebook, Netflix - sia la via giusta per il successo».

Per quanto riguarda invece il futuro di Telecom risponde che «vogliamo far nascere una nuova Telecom Italia, mettere in grado il gruppo di crescere e di costruire una storia di successo, cosa che non è stata fatta nelle passati decadi. Occorre avere le risorse per investire in infrastrutture, perchè siamo convinti che in questo campo si deve essere in posizione di leadership». Per quanto riguarda gli investimenti e i tagli dei costi per Telecom il ceo di Vivendi precisa: «Non chiediamo un taglio dei costi, ma vogliamo un contesto di maggiore efficienza, per investire con maggior efficacia cioè investire per un Roe più alto, aumentare l'Ebitda e il Capex».  L'eventualità di un aumento di capitale, invece, «non è in agenda».

Il processo di cessione delle torri Inwit (per cui sono arrivate le offerte vincolanti di Eitowers e Cellnex-F2i), con il cambio di management, sembra a questo punto rallentato. «Quando si cambia management occorre ripensare i piani e dare la possibilità al nuovo management di farli suoi - dice de Puyfontaine - Bisogna ancora discutere che ruolo hanno le torri mobili nel contesto del business di Telecom».

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