Mediaset allunga in Borsa, si scommette possibili nuove trattative con Vivendi

Mediaset allunga in Borsa, si scommette possibili nuove trattative con Vivendi

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Fonte: RadioCor / Ansa

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Economia
  mercoledì, 28 settembre 2016
 12:39

Mediaset allunga in Borsa, si scommette possibili nuove trattative con VivendiIl clima tra Mediaset e Vivendi non sembra distendersi e il nodo Premium ancora non si scioglie. Legali e advisor sono ancora al lavoro ma i francesi non avrebbero ancora portato una proposta alternativa al tavolo dell'ad Piersilvio Berlusconi. Il cda, secondo quanto trapela, si è mostrato «molto combattivo» e «ha espresso apprezzamento per tutte le condotte messe in atto dai vertici aziendali». Secondo quanto si apprende, ha deliberato di proseguire nel contenzioso «secondo le linee guida già espresse e ha dato mandato - riferiscono fonti vicine al dossier - agli amministratori di intraprendere se opportuno nuove azioni per ottenere la massima tempestività».

Significa un via libera strategico (i manager già avevano pieno mandato) alla procedura d'urgenza (ex articolo 700) per anticipare la discussione in Tribunale della causa contro i francesi, al momento fissata per il 21 marzo. Il gruppo della famiglia Berlusconi ha chiesto al giudice di imporre a Vivendi «l'effettiva esecuzione del contratto vincolante concluso tra le parti l'8 aprile 2016». Mediaset ha stimato i danni in 50 milioni per ogni mese di ritardo nell'adempimento dell'accordo e Fininvest in «una cifra non inferiore a 570 milioni di euro».

Il Biscione è forte di un contratto che appare 'blindato', i francesi continuano a fare 'melina' guardando al 30 settembre (data fissata in origine per il closing dell'accordo) come una 'dead line'. Secondo alcuni osservatori però si tratta di un 'gioco delle partì perchè nessuno dei due contendenti vorrebbe abbandonare il progetto di costituire un polo europeo della tv che sfidi gli 'over the top' americani e al tavolo dove siedono per i francesi i professionisti di Cleary Gottlieb e per Mediaset i legali dello studio Chiomenti e Vincenzo Mariconda il clima, riferiscono, sembra più collaborativo. L'ipotesi di un nuovo partner che possa entrare con una quota della pay tv italiana non sembra decollare, per ora nessuno si è affacciato alla finestra e sia Sky che Telecom, chiamate in causa hanno smentito un interesse.

«Lo abbiamo già ampiamente detto, non abbiamo niente in corso, no comment» ha ripetuto il presidente di Telecom Italia Giuseppe Recchi a margine dell'Ft Etno Summit a Bruxelles. Il gruppo telefonico è impegnato nella stesura del nuovo piano industriale che farà un primo passaggio sul tavolo del cda venerdì prossimo a Milano. «Il nostro piano industriale è previsto per febbraio» ha detto Recchi senza aggiungere dettagli sulla strategia futura in preparazione da parte della società e ribadendo di non essere preoccupati dall'arrivo del francese Iliad sul mercato italiano. Con la fusione Wind-3G «il consolidamento sta avvenendo, e come spettatori accogliamo con favore la situazione, noi continuiamo con il nostro lavoro come sempre», ha sottolineato Recchi, aggiungendo che con Iliad «non abbiamo nessun problema, è un mercato competitivo, noi siamo il principale fornitore di servizi e sappiamo come affrontare la situazione».

Mediaset accelera dopo la riunione del cda di ieri con gli operatori che scommettono su una possibile soluzione pacifica della diatriba su Premium. Se e' vero infatti che il cda ieri ha dato mandato al management per valutare eventuali nuove azioni legali in assenza di un accordo, non va dimenticato che il dialogo tra le due societa' resta aperto: Arnauld De Puyfontaine, ceo di Vivendi, sara' a Milano venerdi' per il cda Telecom e in quell'occasione potrebbe incontrare Pier Silvio Berlusconi.

"Il 30 settembre e' la data entro la quale si sarebbe dovuto siglare closing, ma potrebbe essere superato in caso di eventi straordinari come il braccio di ferro in corso. - precisa un report di Equita - Una soluzione che permetta a Mediaset di deconsolidare la pay-tv sarebbe positiva. Rimarrebbe da risolvere il posizionamento strategico per Premium considerando che nel 2017 ci saranno le aste per i diritti della Champions e la Serie A".

Secondo Icbpi, sull'ipotesi di partnership per Premium (40% per entrambe le societa') un elemento di difficolta' sembra essere rappresentato dall'ingresso di un terzo partner:

"in assenza di un'intesa su questo fronte, per evitare una lunga battaglia legale, le parti potrebbero accordarsi sull'annullamento del contratto, con risarcimento economico a favore di Mediaset. - sottolinea il broker - Quest'ultima soluzione darebbe a Mediaset maggiore flessibilita' nella gestione di Premium, anche in vista della possibile ricerca di un nuovo compratore".

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