Sorpasso epocale: pay tv batte canone
Cosa ha evidenziato la vostra ricerca?
Ha mostrato come nel corso del 2005 l'esborso sostenuto dagli utenti per i servizi a pagamento, includendo fra questi la pay tv da abbonamento, i servizi di video on demand (in Italia forniti solo da Fastweb) e i servizi da pay per view (forniti da Sky, Fastweb e dalla piattaforma digitale terrestre), abbia superato per la prima volta l'esborso per gli utenti del canone radiotelevisivo, che si aggira attorno ai 1600 milioni di euro.
C'entra qualcosa l'evasione dal canone?
Certo. Come abbiamo sottolineato in un'altra indagine, il mancato pagamento da canone, per evasione o morosità, toglie alle casse dell'operatore pubblico alcune centinaia di milioni di euro: 300-400, forse anche di più. E' difficile da calcolare. Ma il mancato pagamento del canone è fisiologico, anche se si riduce progressivamente in quota percentuale anno dopo anno. Il sorpasso storico è dovuto all'incremento forte della spesa per servizi di pay tv, determinato soprattutto dall'arrivo dei servizi pay per view sul Dtt.
I quali magari scoraggeranno ancor di più gli italiani a pagare il canone...
Questo però non succede in altri paesi dove il canone è ben più elevato e dove anche i ricavi complessivi del mercato pay tv sono ben più consistenti, e penso evidentemente alla Gran Bretagna. Questo alone di diffidenza che circonda il canone è tutto italiano, forse perché il servizio pubblico radiotelevisivo si alimenta anche da risorse pubblicitarie. Ma non penso che un incremento dei servizi di pay tv possa scoraggiare il pagamento del canone. Che comunque è un tributo dovuto, fino a prova contraria.
C'è un'altra novità che balza agli occhi...
L'altro aspetto è che i ricavi degli editori da pagamento diretto diventano sempre più consistenti. Negli ultimi anni hanno subito un incremento notevole, a tal punto che la loro quota percentuale si avvicina sempre di più ai ricavi da pubblicità sul totale del mercato. Se dovessero crescere fortemente i ricavi da pay tv, prima o poi ci potrebbe essere il pareggio o addirittura, nel medio periodo, il sorpasso. Dubito che ciò avvenga già nel 2006, più probabilmente nel corso del prossimo anno.
Curioso, specie in considerazione dell'anomalia italiana, che vede una concentrazione spaventosa degli investimenti pubblicitari sulla tv.
Nel sistema italiano la quota parte delle risorse pubblicitarie allocate sul mezzo televisivo è superiore a quella degli altri paesi europei, per tanti fattori. Ciò nonostante, il numero degli abbonati all'operatore satellitare è cresciuto notevolmente dalla fusione Stream-Telepiù. Il mercato italiano, traballante, poco sviluppato, caratterizzato da un tasso elevatissimo di pirateria, ha cominciato a decollare realmente. A questo si sono aggiunte le offerte del digitale terrestre e dovrebbero aggiungersi anche quelle della cosiddetta Iptv, la tv via Adsl, che è ai blocchi di partenza. Aumentando la penetrazione del numero delle abitazioni digitali (vedi la tavola qui sopra), crescerà il volume delle risorse derivanti dal pagamento diretto.
In Gran Bretagna il sorpasso epocale è avvenuto?
Lì il valore dei ricavi da canone è pari 2.319 milioni di sterline, quello da pay tv è pari a 3.585 e quello da ricavi da pubblicità è pari 3.481. Quindi i due sorpassi ci sono già stati. Ed è naturale che con lo sviluppo della tv multicanale la struttura del mercato italiano assomigli sempre di più a quella del mercato britannico.