Ha cucinato per l'incontro privato tra il Papa e Cossiga, per la figlia di Charlie Chaplin, per Luciano Pavarotti, Ayrton Senna e Vasco Rossi, ma per lui «Masterchef è stata la ciliegina sulla torta», perchè, dice, «nonostante avessi già preso 7 stelle Michelin, è una di quelle cose che nella vita se ti capitano sei molto fortunato». Bruno Barbieri, uno dei tre giurati di Masterchef Italia ha svelato trucchi e aneddoti al Festival IMMaginario 3.0, di Perugia al quale Sky partecipa con ospiti e anteprime assolute.
Il cooking show, tra i più seguiti della precedente stagione televisiva su Sky Uno, torna con una nuova edizione dal 13 dicembre: insieme a Barbieri, Carlo Cracco il fuoriclasse della cucina e il guru della ristorazione Joe Bastianich.
«Noi siamo così. Non siamo costruiti, non è facile far andare d'accordo tre galli in un pollaio, ricordo che alla prima o seconda puntata abbiamo fatto una litigata tremenda per dei passatelli con le vongole veraci. L'idea c'era, il piatto era buono, per Joe era sì, per Carlo era no, per me sì: è scoppiata una guerra, ci siamo ammazzati».
Barbieri svela:
«Inizialmente fui contattato da Magnolia perchè avrei dovuto fare Hell's Kitchen, sarei dovuto essere il Gordon Ramsey italiano. Poi saltò , ma tennero il mio numero. Mi richiamarono per fare i provini di Masterchef. E mi ha dato molto perchè comunque mi ha portato notorietà».
A chi gli fa notare che in questo momento basta accendere la tv e ovunque ci sono cooking show, Barbieri replica:
«Sicuramente Masterchef è un programma completamente diverso, è un programma vero, e la gente che sa di cucina si rende conto che dietro a questo show c'è un sentimento gastronomico, c'è una grande manovalanza, si respira la cucina. Tiziano Ferro ha fatto un fan club e lo scorso anno ha rinunciato a fare la sua tournee a dicembre proprio per vedere Masterchef, questo vi fa capire la forza del programma».
Ottomila persone alle selezioni, c'è qualcuno che approfitta del meccanismo tv?
«Arriva gente che prova a fare tutti i talent, da X Factor al Grande Fratello, o spesso cuochi travestiti da persone normali, ma noi facciamo questo mestiere da 30 anni, ce ne accorgiamo subito di chi bara. Noi giudici interveniamo nelle selezione quando sono rimasti in cento, prima li selezionano gli autori. Non è facile, io una sera ho assaggiato 37 porzioni di uova».