Dal Foro Italico alla TV, Ferri (Sky Sport)
analizza l’ascesa di Sinner e il boom del tennis italiano.
“Un cambiamento epocale per lo sport”
In un Foro Italico vibrante, il tennis italiano ha scritto stasera, 17 Maggio 2026, una pagina destinata a rimanere scolpita nella memoria collettiva. Non si tratta solo di sport, ma di un fenomeno sociale che attraversa generazioni, unendo figure mitologiche come Adriano Panatta ai nuovi eroi come Jannik Sinner. In questo scenario, Sky Sport non è stata una semplice finestra sugli eventi, ma il motore di una narrazione corale e profonda. Federico Ferri, direttore di Sky Sport, ha analizzato la portata storica di queste giornate e l’impegno che si cela dietro il racconto televisivo di un’eccellenza italiana.
L'atmosfera che si è respirata sembra suggerire qualcosa che va oltre il semplice torneo di tennis.
«Sento profondamente la storicità di questa giornata e di questo intero periodo. Abbiamo avuto la straordinaria opportunità di condividere con i nostri abbonati, e non solo, un vero e proprio pezzo di storia del nostro sport e, con ogni probabilità, un pezzo di storia del nostro Paese. Per decenni abbiamo narrato le gesta di Adriano Panatta come un’impresa isolata, un vertice quasi irraggiungibile; vederli oggi insieme, Adriano e i campioni di oggi, è stata un’emozione unica. C’è una tensione palpabile, un entusiasmo che esplode in urla appena si intuisce il passaggio dei giocatori sul ponte che collega il campo centrale alla Players Lounge. È una passione travolgente che ci spinge a non voler mai "mandare a casa" i telespettatori, perché la sensazione è quella di trovarsi nel cuore di un cambiamento epocale.»
Questo sforzo narrativo richiede una macchina organizzativa imponente. Quanto conta per Sky Sport l’aspetto umano e professionale anche di chi lavora nell’ombra?
«È un punto a cui tengo moltissimo. Se riusciamo a portare questa qualità nelle case di chi ci guarda, è grazie a tante persone che lavorano ogni giorno con un entusiasmo e una passione fuori dal comune. Dico sempre, con la consapevolezza di chi sa che per fortuna non siamo in miniera, che il nostro è comunque un grande lavoro, faticoso e complesso, specialmente per chi opera dietro le telecamere. In queste due settimane al Foro Italico è stato fatto un lavoro straordinario, che considero un vero servizio allo sport che amiamo. Nella "casa dello sport", il tennis merita questo amore e questo rispetto quotidiano. Mi preme ringraziare chi ci ha seguito nei lunghi pre e post-partita, perché la filosofia di Sky è chiara: non ci limitiamo alla cronaca del match, ma cerchiamo di raccontare tutto ciò che accade intorno, dalla preparazione agli allenamenti, restituendo la stessa passione dei tifosi che affollano le tribune.»
Un momento di grande impatto istituzionale è stata la presenza del Presidente Mattarella. Si era parlato di possibili tensioni passate, ma l’immagine restituita è stata di grande armonia.
«La presenza del Capo dello Stato mette definitivamente fine a certe ricostruzioni errate, come quella voce infondata secondo cui Mattarella fosse rimasto offeso da Sinner. La realtà è che il Presidente vola molto più alto. Aveva già deciso di essere qui ben prima dell’inizio del torneo, vincolando la sua presenza alla partecipazione di un italiano in finale. È stato molto bello vedere questo contatto fisico e generazionale. Mattarella ha persino chiesto che il suo nome non comparisse ufficialmente nella scaletta della cerimonia di premiazione, per discrezione e rispetto del protocollo sportivo, e ha desiderato fortemente che fosse Adriano Panatta, insieme al presidente Binaghi, a premiare Jannik.»
Possiamo dire che Mattarella stia diventando per questa generazione quello che Pertini fu per l’Italia del 1982?
«Il parallelismo è suggestivo e calzante. Non credo ci sia stato un Presidente così vicino allo sport come Mattarella, anche perché ha la fortuna di vivere in un’epoca d’oro per i colori azzurri. Se ricordiamo con affetto Pertini al Bernabeu, oggi abbiamo un’altra immagine iconica da inserire nella nostra memoria e nell’archivio dei nostri ricordi sportivi. È stato significativo vedere Jannik Sinner ricordare con classe tutti gli altri successi italiani, come quelli di Jasmine Paolini, dimostrando una maturità che onora questa stagione di successi. Per noi di Sky Sport, documentare questo legame tra le istituzioni e il campo è parte integrante di un impegno che sentiamo come un dovere verso la bellezza dello sport.»
Articolo a cura di Simone Rossi
per "Digital-News.it"
(twitter: @simone__rossi)
