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Darwin Pastorin torna in regia per fare grande La7

• 6 min lettura
Fonte: Il Corriere dello Sport | Condividi 📲
La teoria di Darwin attraversa ogni sua opera letteraria o programma televisivo, quindi il prodotto made-in-Pastorin è immediatamente riconoscibile. Come, infatti, risultava riconoscibile «Le partite non finiscono mai» dell'ultima stagione e «Il cielo sopra Berlino» dei passati Mondiali. Ma Darwin è uomo di larghe vedute, le sue teorie, passate al setaccio delle prove, possono anche subire aggiustamenti. Specie quando, come tutti i direttori di vaglia, sa ascoltare i buoni consiglieri e accoglierne i suggerimenti. Ecco, il prodotto di Pastorin è lievitato strada facendo l'anno scorso e sta assumendo contorni ancor più intriganti in questi giorni di cantiere.
La teoria di Darwin, ormai si sa, prefigura una televisione con l'anima che racconti il calcio per il calcio, le storie degli uomini del calcio, il talento come massima espressione del calcio, gli sviluppi e gli effetti del dopo-partita (da cui il titolo del programma); il tutto con toni pacati e con la forza della ragione. Cosa poneva in secondo piano la teoria di Darwin? Un ritmo più veloce, qualche idea coraggiosa, un contatto più diretto con lo spettatore. Per colmare questi vuoti (è anche questione di tempi, un direttore non può pensare a tutto) e per rafforzare la sua teoria, Darwin ha chiamato accanto a sé un giornalista con la G maiuscola, vecchio stampo se vogliamo (ce ne fossero!) ma col fiuto e il passo dei vecchi bucanieri di categoria: Emilio Piervincenzi, una salda carriera a «Repubblica» poi folgorato dall'avventura televisiva.
L'astuto Darwin ha lasciato che Piervincenzi annusasse l'aria nella sua stagione d'esordio, per poi allentargli le brighe, nominarlo vicedirettore e assegnargli compiti ideativi e organizzativi. Risultato: conclusione in salita per «Le partite non finiscono mai», un clamoroso successo il «6 Nazioni» di rugby, un trionfo la Coppa America di vela da Valencia con picchi di share sei-sette volte superiori alla media della rete.
Il tandem Pastorin-Piervincenzi, felice invenzione del primo, è una di quelle combinazioni che riescono raramente, la fusione di due qualità contrarie che generano la giusta miscela. La fusione ha prodotto, prima di tutto, un autore, l'anno scorso il programma andava un po' a braccio (e si vedeva), con troppe pause e momenti grigi: P&P hanno chiamato Giovanni Filippetto, lunga militanza Rai, uno dei meritevoli della prima serie di «Sfide», approdato da poco a La7.
Poi la decisione più coraggiosa: Pastorin abbandona volontariamente la conduzione, lasciando la bacchetta del comando a un'altra sua creatura, Cristina Fantoni: «E' bravissima, è maturata al punto giusto, sa tenere in pugno lo studio, io preferisco dirigere da dietro le quinte». La Fantoni sarà affiancata spesso da un personaggio delio spettacolo legato al calcio da una pubblica passione: Claudio Amendola o Luca Zingaretti, Enrico Bertolino o Pino Insegno, Valerio Mastandrea o Carlo Verdone: L'intenzione è di alternare un attore ogni mese, dribblando così l'ostacolo della breve disponibilità consentita loro dagli impegni di lavoro. Numerosi e promettenti contatti sono in corso.
Subirà altre variazioni la squadra di P&P. Via Zibì Boniek (è un peccato, ma nessuno ha potuto trattenerlo), via, probabilmente, anche Carolina Morace, la quale, forse memore del suo passato di calciatrice, ha chiesto un aumento - oggi si dice adeguamento - del proprio compenso (oltre 10.000 euro mensili per le quattro presenze in studio e la partecipazione ad alcune partite del digitale), inferiore solo a quello di Buffon. Il motivo: «Ho avuto una grossa proposta da Sky». Richiesto di una conferma, Massimo Corcione, condirettore di Sky, ha risposto: «Non c'è stato nessun contatto, né la Morace rientra nei nostri progetti». E allora? Pastorin non l'ha presa bene: «O accetta la nostra offerta, leggermente declinata rispetta al vecchio contratto, oppure faremo a meno della Morace». La direzione sta già pensando alla sostituzione della riottosa opinionista, i nomi che corrono sono quelli di Mario Somma, Walter Novellino e Rino Gattuso.
Buffon, invece, ha confermato il proprio impegno, anche se non per tutte le puntate (ma ci sarà in quella inaugurale del 27 agosto). E senza fare follie (ha accettato un compenso inferiore a quello della Morace...), La7 ha messo a segno un bel colpo, portando fra i suoi commentatori Claudio Gentile, ex campione del Mondo e tecnico esonerato (malamente) dalla Nazionale Under 21 campione d'Europa, che arriva in tv col dente avvelenato. Dello studio faranno anche parte il placido Xavier Jacobelli e il polemico Giancarlo Padovan, direttore di «Tuttosport», al quale è stato riservato un faccia a faccia con Aldo Agroppi su una coda velenosa della giornata di campionato.
Ecco, lo studio apparirà come la novità più evidente e curiosa della nuova edizione. Primo, stavolta ci sarà il pubblico: secondo, non sarà un pubblico passivo, ma avrà licenza di intervenire, porre domande scomode, rispondere a mini-sondaggi, guidato e coordinato da Sara Sartini, giovane intervistatrice felicemente sperimentata da Piervincenzi a Valencia.
L'interattività fra la trasmissione e i suoi spettatori non finirà qui. Convinti (giustamente) che anche l'epoca delle e-mail sia agli sgoccioli e che You Tube sia il pioniere del futuro televisivo, P&P offriranno largo spazio ai video messaggi che gli sportivi saranno invitati a inviare alla redazione di La7: dal filmato del figlio calciatore all'intervista strappata a Totti all'uscita da Trigoria, dal gollonzo nella partita di calciotto fra amici alla scoperta di un talento su un campo di periferia. Se ben gestito, il video messaggio può aprire davvero una nuova frontiera nel modo di fare tv sportiva.
Ultima trovata: Francesco Izzi sarà l'inviato scomodo che ogni lunedì andrà a caccia del personaggio del momento. Con tenacia e ironia, alla Staffelli. Sulla carta, ce n'è abbastanza per allestire una divertente trasmissione calcistica. Ma tutto questo sarà sufficiente a convincere almeno un milione di spettatori (la media dell'anno scorso è stata di 800.000) ad aspettare le 11 di sera (se va bene...) di un giorno lavorativo e non chiudere occhio prima di mezzanotte e mezza? Oppure, visti i risultati di rugby e vela, non converrebbe anticipare l'orario di 60/90 minuti perché le partite finiscano, eccome, con generale soddisfazione di chi ha già messo la sveglia per il mattino dopo?
LE TRATTATIVE - La7 sta cercando di acquistare i diritti televisivi per le partite delle italiane impegnate in Coppa Uefa. Contatti in fase avanzata con Palermo, Fiorentina e Empoli, ma anche con la Sampdoria se, come probabile, passerà l'ostacolo del secondo turno preliminare.
Il 22 agosto, inoltre, La7 organizzerà un vero e proprio evento da Villar Perosa, in occasione della tradizionale passerella della Juventus: diretta della partita fra Juve A e Juve B, interviste, bordo campo, ecc.
DIGITALE TERRESTRE - Il digitale si sta rivelando un buon affare anche per La7. Ottocentomila le tessere vendute finora e un trend sempre in aumento. Tra le dieci squadre di La7, spiccano quest'anno Fiorentina, Palermo, Sampdorai e Reggina.
Alberto Barnabei, delegato dalla direzione alla gestione dello staff di «Carta più», potrà contare su una squadra di telecronisti e opinionisti di prim'ordine. Bruno Pizzul in testa, ma anche Izzi e Giancarlo Antognoni (neo acquisto), Claudio Gentile e Pietro Paolo Virdis.
Per gli abbonati al digitale, un nuovo programma alle 23 di ogni venerdì. Tìtolo ancora da decidere, «sarà un salotto in maniche di camicia - sintetizza Piervincenzi che a volte vi parteciperà - dove in maniera del tutto informale e con il sostegno di filmati, i nostri giornalisti e opinionisti, assieme ad alcuni ospiti, discuteranno dell'attualità calcistica».
Franco Recanatesi
per "Il Corriere dello Sport"

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