Biscardi: 'Il segreto del Processo? E' fatto per la gente'

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Fonte: Quotidiano Nazionale

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  venerdì, 24 agosto 2007
 00:00

Aldo BiscardiRieccolo. Implacabile. Ma soprattutto instancabile: lunedì si riaccende Biscardi. «Con questo sono ventotto anni. Ventotto di fila, dico: nessuna trasmissione al mondo ci è riuscita. E' un record mondiale, magari finirà su qualche libro».

Praticamente uno scoop. Anzi, per restare in tema uno sgub, se non si offende
«Figuriamoci, ci sono abituato. Ho sempre accettato le critiche, anche quelle peggiori, non sono mai sceso sul piano di chi mi vuole male. Alla fine parlano i risultati: per restare all'anno scorso il Processo ha avuto quasi tre milioni di spettatori a puntata».

Un segreto ci sarà. A parte — come dice lei — le «formidabili esclusive».
«Scoop, esclusive, la formula è questa e funziona. Ma soprattutto funziona la genuinità: in tanti hanno scritto e pensano che il Processo sia trash, mettono in risalto gli aspetti peggiori, almeno secondo loro. Con tutto il rispetto dico il contrario: è un programma popolare fatto per la gente. Sennò non sarebbe durato così tanto, alla faccia di...».

Di chi?
«Di nessuno, non riesco a portare rancore. E poi che bisogno c'è di arrabbiarsi? Parlano i risultati, il mio è un primato».

Ventotto anni: quanti ancora in tv?
«Finche il Padreterno vorrà. In tutto questo periodo ho mancato solo una puntata, mia madre morì di lunedì... Ventotto anni partendo dalla Rai e attraversando altre emittenti, da Telepiù a Tmc e La7, fino a 7Gold. Mi piacciono le sfide, l'ultima cosa che voglio è sembrare immodesto, ma mi piace vincerle».

C'è qualcuno che non inviterebbe al Processo?
«Non porto rancore. Se fosse funzionale alla trasmissione inviterei chiunque, anche il mio peggior nemico: il pubblico lo sa, per questo mi segue. Se uno è antipatico ma fa ascolti non me ne frega niente».

Biscardi e il rapporto con la gente: come è cambiato dopo Calciopoli?
«Quando esco è un delirio... Pensi, io sono cattolico: mi vengono a chiedere gli autografi anche mentre sono in chiesa. Questo mi dà onestamente fastidio».

Insistiamo con gli scoop: qual è stato quello più bello?
«Il Presidente Pertini venne in trasmissione. Doveva starci dieci minuti, rimase 3 ore. Era il 1986. Senza modestia aggiungo che da me ci sono venuti tutti».

Parliamo delle novità di quest'anno.
«La formula è confermata, ci saranno collegamenti fissi anche da Torino, Genoa e Napoli. Aumenterà il numero delle rubriche, Grande attenzione al calcio toscano, che ha quattro squadre: saranno 'difese' dal direttore de La Nazione, che sul territorio è il giornale leader. E poi abbiamo acquisito nuove frequenze in Sicilia e Sardegna. A proposito: c'è una nuova valletta, si chiama Reda, viene dalla Lituania. Ultimo scoop, forse il più importante: dedico i 28 anni.di Processo, a mia moglie Elsa, mi ha sopportato per tutti questi anni».

Angelo Giorgetti
per "Quotidiano Nazionale"

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