Rugby e basket si pentono: ''Non vogliamo la pay tv''

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Fonte: La Stampa

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Sport
  sabato, 31 gennaio 2009
 00:00
Un mondo, quello della palla ovale, lo dice urbi et orbi. L’altro, la palla a spicchi, vive di sussurri e spifferi, ma sembra allinearsi. Rugby e basket si interrogano e lo fanno in controtendenza perché guardare (o strizzare l’occhio) ad una tv in chiaro può apparire un po’ fuori moda. I numeri indicano la svolta, cifre costruite intorno a valori come l’audience, i picchi d’ascolto, la media spettatori davanti al piccolo schermo e la voglia di investire degli sponsor. La somma racconta di un prodotto che può spostare umori e conti. Di un possibile ripensamento dettato non dalla ricerca della migliore qualità (dove Sky è in prima fila), ma dall’esigenza di rientrare in un confine dove sia assicurata una maggiore visibilità.
 
Cominciando dal pianeta rugby, dal Campidoglio, arriva un contropiede inatteso. L’uscita è del gran capo del nostro movimento, l’occasione il sipario sul Sei Nazioni alle porte. Spiega Giancarlo Dondi: «Per un movimento in ascesa come il rugby l’immagine conta di più dei soldi. Con il massimo rispetto per Sky, occorre trovare una soluzione perché almeno le partite della Nazionale restino in chiaro e visibili da tutti».

Le sfide in questione non sono quelle che, dal 7 febbraio, impegneranno i ragazzi di Mallet nella competizione continentale più prestigiosa perché la decima partecipazione azzurra al Sei Nazioni sarà coperta in diretta (e in chiaro) da La7. La denuncia di Dondi corre all’anno prossimo, quando i diritti per le gare del torneo saranno di proprietà di Sky. Nessuna presa di posizione contro la tv a pagamento, ci tiene a sottolineare il numero uno del rugby italiana. Ma una questione di opportunità lo porta a sperare in un cambiamento di rotta: La7 ha inviato una lettera al Comitato del Sei Nazioni per sensibilizzarlo sulle modalità di cessione da parte del Comitato stesso dei diritti, di cui è titolare, a Sky (una sorta di invito a verificare la conformità Ue dell’operazione). «I biglietti per la sfida al Flaminio con l’Irlanda sono esauriti da oltre tre mesi, i ragazzi si stanno appassionando al rugby come non mai e - precisa Dondi - anche le quote rosa aumentano. Bisogna fare qualcosa per offrire lo spettacolo del Sei Nazioni in diretta per tutti anche in futuro».
 
I tempi, però, sembrano scaduti. Sky si è aggiudicata i diritti per una cifra intorno ai 13 milioni, somma che si traduce nella possibilità di mandare in onda in diretta tutte le partite del Sei Nazioni. Un investimento importante che fa da prologo ad un impegno altrettanto originale come è stato ai tempi dell’ultimo mondiale. I dati della tv a pagamento portano sul podio sfide come Scozia-Italia del 29 settembre con un ascolto medio di 365.620 spettatori, Nuova Zelanda-Italia (349.386) e Inghilterra-Scozia (241.622). Numeri importanti, pensa Dondi. Ma nella testa del presidente del rugby italiano appaiono anche altre variabili. L’assist arriva dal recente passato: Italia-Irlanda su La7 un sabato pomeriggio di due anni fa si è fermata al 15% di share con 2 milioni di media spettatori. «In un momento di crisi come questo - continua Dondi - mi fa piacere sottolineare come i nostri sei maggiori sponsor ci abbiano confermato fiducia. Spero sia sempre così». Loro, gli investitori sulla palla ovale azzurra restano alla finestra. «Non c’è alcuna clausola Sky», fanno sapere aspettando con curiosità il Sei Nazioni criptato del 2010.
 
Se il rugby è uscito allo scoperto, il sistema basket comincia a riflettere. «L’accordo con Sky scade a giugno, c’è una normativa recente sulla vendita dei diritti tv da rispettare. Poi, se rimanessero invenduti, allora - spiega il presidente della Lega Basket Valentino Renzi - potremo aprire alle trattative private». Quello della pallacanestro e Sky è un matrimonio senza strappi o malumori.

Il passato Rai pesa, i tempi della mezza partita di campionato sulla tv di Stato rimangono un ricordo davanti ad un presente fatto di un anticipo al sabato sera, uno alla domenica a pranzo e un posticipo la domenica sera. Tutto in diretta e arricchito da novità come l’istant replay. Ma, se in scena entrano i numeri, qualcosa potrebbe cambiare quando, a giugno, si riapriranno i giochi per la cessione dei diritti tv (da Sky i club incassano una media di 100 mila euro a stagione).
 
Rai, Mediaset e La7, ora, potranno mettere in campo la forza del digitale terrestre dove le finestre per le sfide in diretta sarebbero più di una. E, poi, l’andamento degli ascolti fa pensare soprattutto gli sponsor combattuti tra offrire il proprio prodotto a un cliente mirato (quello in pay) o a un pubblico più generalista, ma meno attento. Gara-5 di finale Montepaschi-Lottomatica del 12 maggio scorso (quella più vista) ha fatto registrare 329.833 contatti, mentre l’intera serie ha avuto un’audience ben più bassa (74 mila spettatori). L’ultima finale sulla Rai (Montepaschi-Skipper) nel 2004 prima che i diritti passassero a Sky racconta invece di 756.000 tifosi alla tv.
 
Guglielmo Buccheri
per "La Stampa"
(30/01/09)

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