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Storica acquisizione di Mediaset con Russia 2018, la Rai punta alla Champions

• 4 min lettura
Fonte: Ansa | Condividi 📲

Storica acquisizione di Mediaset con Russia 2018, la Rai punta alla ChampionsIl mondiale senza Italia continua a destare sorprese e svolte storiche, anche nei diritti. Questa volta infatti tutte le 64 partite della Coppa del Mondo FIFA 2018 che si giocheranno in Russia saranno visibili sulle reti Mediaset. È la prima volta per la tv commerciale italiana, che oggi annuncia già che offrirà ai suoi telespettatori «gratuitamente e in esclusiva l'evento sportivo più importante del 2018».

Oltre che in Italia, si sottolinea nella nota di Cologno Monzese, «Russia 2018» sarà visibile in diretta anche sulle reti spagnole del Gruppo Mediaset, primo e unico polo televisivo europeo di tv in chiaro. Ma ad entrare nei dettagli sarà domani Pier Silvio Berlusconi in persona, e sarà lui a spiegare dove andranno in onda le partite, anche se si parla già di Canale 5 e Italia Uno. Ma il punto su cui in molti gli faranno domande sarà ovviamente quello dei costi, sempre elevatissimi per questo tipo di eventi. Le ultime indiscrezioni di stampa hanno indicato che il gruppo avrebbe messo sul piatto una offerta da 78 milioni per ottenere i diritti tv dei 64 match della competizione a cui non prenderà parte la Nazionale italiana di calcio.

Anche perchè è già partito il coro delle polemiche, interne ed esterne, contro la Rai rimasta al palo. Del resto era un abbandono annunciato in qualche modo dal direttore generale Mario Orfeo. Commentando il ritorno in Rai delle Olimpiadi invernali in Corea del 2018 che la Rai trasmetterà quindi dopo 8 anni di assenza - e la stesura dello schema negoziale per le Olimpiadi estive del 2020 in Giappone - aveva detto che si trattava di «eventi a cui il sevizio pubblico non può rinunciare perchè ci sono tanti atleti azzurri». «L'eliminazione dell'Italia oltre ad essere un dispiacere per noi tifosi, cambia la scelta sui diritti - aveva aggiunto Orfeo sempre in occasione della presentazione del 101/o Giro d'Italia - una scelta commerciale, non di servizio pubblico». Specificando che la Rai non avrebbe partecipato a nessuna asta folle. Quindi tutto ruoterebbe intorno alla questione del prezzo su cui si rincorrono i rumors con una forbice però piuttosto ampia che va dalle indiscrezioni di 78 milioni di euro alla stima di alcuni analisti finanziari decisamente più contenuta, sui 40-50. Ciò non basta a placare le proteste a partire da quelle interne nel servizio pubblico dove il Cdr di Raisport proclama lo stato di agitazione e minaccia lo sciopero. Per Usigrai e CdR Raisport l'assenza dei mondiali dalle reti Rai è «un fatto gravissimo e inaccettabile sia a livello di immagine (non era mai accaduto nella storia del servizio pubblico) e sia nei confronti di tutti i cittadini».

«Sulla stampa nazionale si rincorrono voci rispetto all'acquisizione di diritti sportivi che meritano chiarezza da parte di Rai. A quanto si legge Rai non parteciperebbe al rialzo per l'acquisizione dei diritti del mondiale di calcio in Russia al momento nelle mani di Mediaset affermando che sono troppi 85 milioni senza gli azzurri e con un tetto pubblicitario che porterebbe una notevole perdita di bilancio. Si punterebbe sulla Champions League, senza la certezza di prevalere nella gara, partendo dal giusto presupposto che vi sono 4 squadre italiane. Si cederebbe però a Sky sulla Formula 1, che continua ad assicurare buoni ascolti alla Rai, per di più in un campionato che vede il ritorno in pista di un altro marchio storico italiano». È quanto si legge in una nota dell'esecutivo Usigrai che aggiunge: «Il mondiale di calcio per la prima volta sarebbe fuori dalla Rai. Una decisione che reputiamo densa di rischi. Il primo è quello dell'erosione del ruolo di servizo pubblico con scelte che cominciano a sembrare frutto di una strategia mirata alla delegittimazione della Rai come patrimonio dei cittadini. Ci chiediamo se vi sia consapevolezza di questo nei vertici aziendali e anche nell'azionista. Ci chiediamo e vi chiediamo se il ruolo del servizio pubblico possa essere esclusivamente quello di ragionare sui costi senza immaginare la propria funzione. Magari si potrebbe dire si al mondiale recuperando gli sprechi dovuti ad appalti esterni, al ruolo prevalente delle società esterne per produzioni che la Rai potrebbe gestire direttamente grazie alle professionalità che ha al proprio interno».

«Il nostro è un Paese che vive di pallone - scrive su facebook il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi - l'attenzione sarà in ogni caso massima: davvero la Rai non è riuscita a mettere in campo un'offerta che permettesse di ripagare il costo della produzione e lasciasse al servizio pubblico un suo programma storico? Se ha trovato convenienza una tv commerciale come Mediaset, a maggior ragione avrebbe dovuto farlo la Rai. Invece ancora una volta è stata presa una decisione suicida, che aiuta la concorrenza. E ora molti cittadini si chiederanno: a che serve allora pagare il canone?».

Ma mentre Sky rimane per scelta completamente fuori dal gioco dei mondiali puntando invece ai diritti della Formula Uno, la Rai da parte sua avrebbe concentrato tutta l'attenzione sulla Champions e la sua «finestra free» con la migliore gara del mercoledì visibile in chiaro e poi sempre una partita a settimana anche nella seconda fase, in tutto 15 gare fino alla finale come non accadeva da sei anni.

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