Diritti Tv Serie A 2018 - 2021. Udienza Sky - MediaPro: discussione animata, decisione rapida.

Diritti Tv Serie A 2018 - 2021. Udienza Sky - MediaPro: discussione animata, decisione rapida.

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Fonte: Adnkronos / Ansa

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  venerdì, 04 maggio 2018
 13:05

Diritti Tv Serie A 2018 - 2021. Udienza Sky - MediaPro: discussione animata, decisione rapida.Arriverà a breve, probabilmente nel giro di pochi giorni, la decisione del Tribunale di Milano sulla conferma (con o senza modifiche) o sulla revoca del provvedimento di sospensione d'urgenza, ottenuto da Sky il 16 aprile, del bando con cui l'intermediario Mediapro ha messo in vendita i diritti tv della Serie A per il triennio 2018-2021. È quanto è emerso al termine dell'udienza di discussione tra le parti, durata circa due ore, che si è tenuta stamani nell'ufficio del presidente della Sezione impresa Claudio Marangoni.

Davanti al giudice si sono confrontati, in un'udienza definita «animata» da chi era presente, i legali della società spagnola (che chiede la revoca dell'ordinanza cautelare) e quelli dell'emittente satellitare (che ha presentato il ricorso d'urgenza ottenendo la sospensione). Marangoni si è riservato e i tempi di decisione si prevedono «rapidi», stando a fonti legali, anche se probabilmente servirà qualche giorno. Da quanto si è saputo, dunque, il giudice Marangoni potrebbe depositare il provvedimento a inizio della prossima settimana. In linea teorica, anche già domani mattina, anche se pare poco probabile. Tre le strade di decisione in questa fase cautelare: la conferma totale del provvedimento di metà aprile di sospensione d'urgenza, la conferma ma con alcune modifiche specifiche dell'ordinanza e che potrebbe spingere Mediapro a ritoccare alcuni punti del bando o, infine, la revoca dell'ordinanza che renderebbe di nuovo valido l'invito a offrire del gruppo spagnolo.

 In quest'ultimo caso bisognerebbe solo individuare un altro termine per la presentazione delle offerte. In ogni caso, dopo il deposito della decisione, la parte 'sconfittà avrà 15 giorni di tempo per presentare reclamo e la palla passerà a un collegio di giudici. Si tratta sempre della fase cautelare, mentre solo in linea teorica si potrebbe arrivare anche ad un procedimento più lungo nel merito. Stamani di fronte al giudice erano presenti una ventina tra legali e consulenti: per Sky, tra gli altri, gli avvocati Luca Sanfilippo, general counsel, e Marco D'Ostuni dello studio Cleary Gottlieb Steen&Hamilton e per Mediapro, tra gli altri, Luca Ferrari dello studio Withers.

Le ipotesi possibili sono la revoca del provvedimento di sospensione del bando, già ottenuta da Sky lo scorso 16 aprile, con la conseguenza che esso proseguirebbe nei termini già posti da Mediapro; la conferma della sospensione che inibirebbe la gara fatta in quel modo. Le motivazioni contenute nella decisione del giudice, in questo caso, evidenzierebbero gli elementi di criticità del bando, che evidentemente andranno tenuti in considerazione laddove si procedesse con la modifica del bando.  In tutti i casi, avverso alla decisione del giudice, è possibile per la parte perdente, presentare reclamo entro 15 giorni. Dopodiché andrà fissata l'udienza e questo comporterebbe una ulteriore dilatazione del tempi di «almeno un mese».  Nell'arco della giornata verranno verbalizzati i diversi punti contestati da Sky nel corso dell'udienza, come richiesto da Mediapro. Nessun intervento da parte della Lega di Serie A, che avrebbe potuto portare in udienza le sue considerazioni.

Il presidente della Sezione impresa Claudio Marangoni potrà decidere di confermare il provvedimento già preso di sospensione o di annullarlo. È chiaro che se decidesse di confermarlo, ritenendo fondate le istanze di Sky ribadite anche oggi dai legali in udienza, dovrà indicare nelle motivazioni quali punti del bando risultano critici e illegittimi e in quel caso il gruppo spagnolo, poi, dovrà tenerne conto nell'eventualità di un nuovo bando. Oggi il confronto tra le due parti in udienza ha avuto anche una coda polemica, tanto che è stata necessaria una verbalizzazione di una parte della discussione. Sky ha ottenuto dal giudice l'ordinanza cautelare di sospensione, il 16 aprile, contestando, tra le altre cose, i minimi d'asta tenuti segreti e i pacchetti con eventi da 270 minuti, con telecronaca della partita, interviste e raccolta pubblicitaria a cura della società spagnola che così - questa è la tesi dell'emittente - agirebbe non da intermediario indipendente, ma da vero e proprio attore nel mercato degli operatori della comunicazione. Secondo Sky, va verificata dal punto di vista della legittimità l'aderenza del bando del gruppo spagnolo alle leggi italiane: in particolare, la legge Melandri e le recenti indicazioni dell'Antitrust. Tra l'altro, in pratica non c'è giurisprudenza nel settore civile sulla compravendita dei diritti tv del calcio. L'unico precedente risale al 2010 quando fu lo stesso giudice Marangoni a respingere il ricorso cautelare di Conto Tv che chiedeva la sospensione degli effetti del contratto tra la Lega calcio e Sky per la trasmissione delle partite di Serie A.

«L'unica cosa che veramente mi preoccupa è se non si trova una soluzione definitiva, nel giro di pochissimi giorni, alla questione dei diritti tv perché è qualcosa che non rientra nelle mie possibilità di soluzione, salvo l'opera di mediazione». Lo ha detto il presidente del Coni e commissario della Lega A, Giovanni Malagò, a margine della Giunta. «Oggi il tribunale sta analizzando il ricorso di Sky e già questa potrebbe essere una risposta. È chiaro che se si riconosce che quei pacchetti sono assolutamente leciti e ineccepibili giuridicamente, cadrebbe in automatico la motivazione che ha dato Mediapro per non dare la fideiussione. L'auspicio è che prima dell'assemblea di lunedì pomeriggio si abbia la sentenza», ha aggiunto Malagò

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