Scrivo questo articolo subito dopo la conclusione di Annozero e, a caldo, non posso che dire 'Wow!'. Una puntata magistrale, aperta da un'anteprima insolita (nessun monologo ma due pezzi da Raiperunanotte e L'Ultima Parola) e conclusa con l'appello di Saviano ad una tregua con Masi affinché prevalga l'interesse del pubblico. Davvero un colpo di teatro...
Probabilmente non sarà l'ultimo capitolo, dato che già durante la diretta la Direzione Generale precisava che «non esistono e non sono mai esistite difficoltà amministrative relative al programma "Vieni via con me"» e «che le affermazioni del signor Roberto Saviano sulla presunta consegna delle scalette e su banali questioni logistiche riguardanti gli ospiti sono completamente prive di ogni fondamento». Un braccio di ferro che continuerà ad alimentarsi sui giornali e in tv? Chissà... Vedremo.
Di sicuro c'è la tempistica di questioni con al centro la Rai, puntualissime da un mese a questa parte, che non fanno altro che riportare l'attenzione dei media (e di conseguenza anche del pubblico) sui programmi della stessa Rai che di questo si occupano, risultando però alquanto auto-referenziali. Già la scorsa settimana parlavo di una singolare iniziativa di marketing e più passa il tempo e più si rafforza in me questa ipotesi: se prima era Annozero (che ricordiamo porta un bel po' di soldini nelle casse della Sipra), oggi è Vieni via con me, che avrà l'onore (o forse meglio dire l'onere) di battagliare ad armi impari con il Grande Fratello, in uno scontro fratricida che sicuramente la stessa Endemol avrebbe preferito evitare (e chissà che il prossimo "problema" non sia proprio la collocazione in palinsesto).
Una sorta di promozione virale, fatta anche ad esempio di video censurati (come nel caso di Parla con me), che la gente ricerca su internet proprio perché non mostrati in tv. E non parliamo dei talk show sul tema, da Paragone a Vespa, ma anche Mentana che nel suo Tg La7 ha ospitato per venti minuti Roberto Saviano (ottenendo anche qui ascolti record), senza dimenticare le tantissime pagine sui giornali, sui siti web, in radio e su tutti gli altri mezzi di comunicazione. Se non è marketing questo...
Un programma, quello di Fazio e Saviano, che rischiava di venire oscurato non tanto per la "mancata consegna delle scalette" ma perché troppo di nicchia, relegato sulla 'solita' Raitre e in un giorno scomodo. Così invece la gente viene già informata dell'esistenza del programma e magari, solidarizzando con i due conduttori, diventa più propensa a seguirlo in tv.
È curioso però notare che sia dovuto scendere in campo addirittura Mauro Masi in persona, il direttore generale, una figura che - come ha ricordato mercoledì Fiorello durante la lezione all'Università Cattolica di Milano - fino a qualche anno fa non si sapeva neppure che faccia avesse... Oggi invece lo vediamo intervenire in prima persona ospite del principale talk show della sua rete principale. E pensare che appena insediato aveva annunciato di non voler farsi vedere troppo in giro...
Ad ogni modo, in contemporanea con questo nuovo modo di fare, c'è una vecchia proposta che ritorna in auge: privatizzare una o più reti Rai. A portarla avanti è la nuova corrente politica di Gianfranco Fini, ma sono in tanti ad essersi già schierati tra i favorevoli e i contrari. Di sicuro sarà un'altra questione che farà rimanere la Rai nell'agenda setting dell'informazione italiana ancora per un po' di tempo. E guarda caso tra qualche settimana inizierà l'annuale campagna pubblicitaria per il pagamento del canone 2011. E che caso...
Giorgio Scorsone
per "Digital-Sat.it"
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