«Prude? Parlane al tuo medico»: la campagna è troppo osè per la tv svizzera

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Fonte: corriere.it

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Televisione
  venerdì, 25 marzo 2011
 19:44

Volevano informare usando l'ironia, ma i loro spot sono stati giudicati troppo osé e perciò saranno trasmessi in orari notturni. La radiotelevisione svizzera (RTS) ha deciso di mandare in onda solo in tarda serata tre delle quattro pubblicità ideate dall'Ufficio generale della salute pubblica (OFSP) che hanno come tema i pericoli delle malattie sessualmente trasmissibili.

PRURITO LI' - Le pubblicità incriminate non solo sono state giudicate troppo hot dai dirigenti della radiotelevisione svizzera, ma secondo questi ultimi il loro messaggio resta debole e poco chiaro. Nel primo spot si vede una professoressa di biologia che tiene una lezione davanti a numerosi alunni. A un certo punto volta le spalle alla platea e si avvicina allo scheletro che normalmente compare nei laboratori scientifici e usa uno dei suoi arti per grattarsi le parti intime. Una voce fuori campo avverte: «Se avete prurito lì, consultate un dottore». Lo stesso tipo di prurito affligge la discepola di yoga, il fattorino e l'operaio, protagonisti delle altre pubblicità. Tutti e tre cominciano a grattarsi in modo goffo e tentano di trattenere l'imbarazzo. Alla fine si risente la voce fuori campo che con un tono fermo ripete il consiglio già annunciato nel primo spot.

DIFESA E CRITICHE - Le réclame dovevano essere trasmesse prima e dopo il telegiornale che va in onda sulla rete pubblica, ma poi la dirigenza di RTS ci ha ripensato e adesso solo lo spot che ha per protagonista l'operaio dovrebbe essere durante la giornata. Gli altri tre andranno in onda dopo le 22. La RTS non vuol sentir parlare di censura: «Abbiamo semplicemente adattato gli orari in funzione del pubblico che è davanti alla televisione», ha confermato Jean-Louis Zurcher, portavoce di RTS al quotidiano elvetico Le Matin. Meno diplomatica Barbara Stutz, caposervizio di RTS che rivela: «Alcune immagini rischiano di urtare il nostro pubblico, formato per lo più da famiglie e da persone anziane. Abbiamo semplicemente scelto orario più adeguati». La fondazione PIANeS, che promuove la salute sessuale e riproduttiva e che ha lavorato assieme all'OFSP per produrre gli spot critica «la censura» della televisione pubblica: «Gli spot sono stati ideati per far ridere e attirare l'attenzione su un problema serio» - spiega la portavoce Anita Cotting - Dello stesso avviso Jean Louis Zurcher, membro dell'OFSP che al sito web 20minutes rivela: «Lo scopo degli spot non è scioccare, ma far passare un messaggio salutista».

ASSOCIAZIONI - Tuttavia le critiche arrivano anche da altre associazione che hanno partecipato alla recente campagna Love Life che ha come tema principale «la prevenzione e le malattie veneree»: «Dal punto di vista della prevenzione, l'idea è sbagliata» - dichiara Harry Witzthum, membro dell'Unione svizzera contro l'Aids che sottolinea come le pubblicità che trattano simili temi non debbano essere ironiche, ma molto realistiche. Infine aggiunge: «La campagna ha come target soprattutto i giovani, ma se gli spot sono trasmessi dopo le 22, toccano un pubblico troppo esiguo. Così il messaggio di prevenzione è molto indebolito».

Francesco Tortora
per "Corriere.it"

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