A viale Mazzini si avvicina il momento della verità, l´attesa tornata di nomine per i direttori di rete e telegiornali: l´Unione avrebbe infatti trovato l´accordo al suo interno sulle direzioni. Per la casella più importante, quella del Tg1, il nome più forte è quello di Gianni Riotta, attuale vicedirettore del Corriere della sera, ben visto sia da Prodi (rimasto scottato dalla nomina di Cappon) che dai Ds. Paolo Ruffini verrebbe invece promosso da Rai 3 a Rai 1, lasciando la direzione della terza rete a Giovanni Minoli.
E la Cdl? All´opposizione dovrebbe restare la "riserva" della Rete 2, ma a quel punto la direzione del Tg2 passerebbe da An (Mazza) a Forza Italia (Del Noce?). A Clemente Minum, in uscita dal Tg1, verrebbe affidata la direzione di Rai Sport.
«Il governo si prepara ad occupare la Rai», denuncia il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti. Replica il ministro per le Comunicazioni, Paolo Gentiloni: «Francamente non vedo nessuna occupazione. Anche perché l´orientamento della maggioranza del CdA è diverso da quello del Parlamento». Ovvero, vince il Polo (5 a 4) grazie al consigliere Angelo Maria Petroni, designato dal ministro dell´Economia, all´epoca Tremonti.
Tiene inchiodato il consiglio di amministrazione, e Gentiloni torna a chiedere discretamente l´intervento di Padoa Schioppa, «tocca al ministro dell´Economia stabilire se c´è ancora o è venuto meno un rapporto di fiducia con quel consigliere, e noi guardiamo alle sue decisioni con rispetto».