Ha già le idee chiare?
«Subito un nuovo direttore. Mimun ha le carte per farlo, lo sport è una cosa grossa, ma non ho ancora capito se accetta o meno.Penso anche a nomi autorevolissimi della carta stampata, personaggi puliti, non compromessi. Due su tutti: Candido Cannavò e Mario Sconcerti. Sì, Cannavò: ma vogliamo pensare che vetrina sarebbe con lui alla guida di Rai Sport? Si parla anche di Marco Franzelli: un professionista serio, una buona categoria. Importante è decidersi».
Un'urgenza allarmante.
«Non si può andare avanti così. Francia-Italia è gestita malissimo. I giornali francesi danno grande risalto, qui mi dicono che si comprimeranno gli spazi per far posto a Porta a Porta. Si continua a non capire che è lo sport che tira, i grandi ascolti si fanno con il calcio, che determinano il successo della Rai. Invece c'è la corsa a peggiorare la televisione. Lo scandalo maggiore? Domenica a Quelli che il calcio... Apro la tv e sento che la Lazio batte il Milan. Al momento non ci penso, poi mi accorgo che è uno scherzo. Ma come si permettono? Invece di fare un bel servizio occupandosi una volta tanto di serie C, la dorsale calcistica del Paese, o proporre una bella inchiesta, si mettono a scherzare. Ma che servizio pubblico è questo».
All'interno di RaiSport il clima è infuocato.
«Peggio di così: il vertice sfiduciato, tutti contro tutti, una situazione insostenibile. E un bagaglio di occasioni perse da rimuovere. Torniamo ai Mondiali? Una programmazione vecchia, scontata. Avevo praticamente chiuso con Ilaria D'Amico. Un anno fa a luglio c'è stata una cena mirata con il direttore generale, sembrava fatta, sarebbe stata una carta vincente come poi si è dimostrato. Invece, fermi tutti e la riproposta di persone inutili. Ennesima occasione persa da RaiSport che avrebbe potuto fare cose straordinarie. Se ci penso, mi mangio le mani. No, non c'è più tempo. Il campionato è al via e dovremmo aspettare ancora una settimana per capire chi dirigerà lo sport? Ma questi sono matti».