Lorena Bianchetti: 'Sono una donna, non sono una santa'
Le vere dive sono avvolte in nubi di profumo, lei odora solo di saponetta... Sembra uscita da un film di Almodovar.
«Grazie, è il mio regista preferito ».
Come ha fatto a lavorare in tv e contemporaneamente a prendersi una laurea in lingue?
«E sono diventata anche giornalista ».
Più difficile laurearsi.
«Infatti. Sono diventata miope per questo, di giorno lavoravo e la sera studiavo, sono andata fuori corso, ma alla fine ho preso 110 e lode. Ho iniziato a lavorare nel '92, avevo diciassette anni e facevo la ballerina a Piacere RaiUno. Anzi, guardi, non lo racconto mai a nessuno, ma la mia prima esperienza è stata la pubblicità dei succhi di frutta».
Ne ha fatti una trentina di spot.
«Sì, uno anche con Spike Lee».
Assieme?
«Sì, lui faceva la parte del mio fidanzato e guidava una macchina, io ero seduta accanto a lui. Poi ho girato anche la pubblicità del prosciutto».
Ma già allora sapeva dove voleva arrivare. Che cosa la appassiona?
«Soprattutto l'arte».
Ed è finita in televisione?
«La televisione può anche permettere di esprimersi artisticamente, io amavo proprio il palcoscenico, ma in senso gratuito. Non avrei mai pensato di fare questo lavoro per il guadagno o la popolarità, ma proprio per un mio piacere, per sentire l'odore delle poltrone di velluto in un teatro. Poi posso soddisfare anche un'altra delle mie passioni, che è quella di vedere e conoscere gente».
Torniamo alla sua passione per la danza. Ha studiato con Carmen Russo?
«Ma dai, sarà venuta un paio di volte, è vero che ho frequentato la scuola di Enzo Paolo Turchi, guardi che da lì è uscita la Cuccarini, c'era una disciplina molto rigorosa. Grazie a quello che ho imparato in quegli anni sono stata scelta per quel primo spot. Ballavo e bevevo succo di frutta e il mio partner era un ballerino del primo spettacolo di Madonna. La danza è la passione più grande della mia vita, ho studiato per vent'anni, ho anche insegnato. Sono cresciuta con la danza, ho iniziato a 4 anni, è una dimensione dello spirito, mi dà allegria, mi ha sempre aiutato, anche nei momenti di solitudine. Pensi che in camera mia ho una collezione di statuine di ballerine».
Dalle statuine all'abbigliamento ammiccante tipo il bustino delle foto ufficiali...
«Ma dove l'ha visto questo bustino? Era un top di scena. Guardi che io ho mantenuto la mia femminilità anche a Sua Immagine, non ho maimesso i mocassini. E' chiaro che uno si veste adeguatamente al contesto in cui si trova. I valori di Lorena restano gli stessi, sia che faccia una rubrica religiosa sia un programma d'intrattenimento. Credo di non aver mai strumentalizzato la mia fede, ho questo dono, con tutti i dubbi, tutti i silenzi, tutti i miei difetti. L'equazione non può essere rubrica religiosa uguale suora, fuori da quel contesto uguale sado-maso».
Mi sarò sbagliato: nella campagna di lancio della Bianchetti fase due mi sembrava aver visto alcune similitudini con la prima metamorfosi della Pivetti.
«Non mi piacciono i paragoni. Penso che Irene Pivetti sia una brava professionista, ma abbiamo storie diverse. Io, per anni, d'estate sono andata a cantare per le fiere di paese».
Aveva un gruppo?
«Sì, ci chiamavamo "Lorena e gli Uba Uba". Dal '93 al '98 ci siamo girati tutti i paesini del Lazio per cinquantamila lire a testa a serata».
Poi il grande salto.
«Sì, nel '98, quando mi presero alla Corrida per affiancare Corrado. Fu l'anno in cui Canale 5 riuscì a battere il sabato di Raiuno che, per la prima volta, aveva la Lotteria».
Che ricordi ha di Corrado?
«Ecco, Corrado è stato uno che ha creduto molto in me, mi ha dato via via sempre più spazio e, alla fine, mi ha detto: "Guarda che tu prima o poi farai una trasmissione tipo Domenica in"».
Una profezia?
«Glielo giuro su quello che vuole, disse pure che per andare avanti avrei dovuto imparare a dire dei no».
A che cosa ha dovuto dire no?
«A una fiction. Mi sono trovata senza lavoro, ho fatto diversi provini e alla fine dovevo scegliere tra due offerte: le rubriche religiose e il ruolo di protagonista di una fiction».
E lei ha scelto i preti.
«Tutti mi dicevano che ero matta, che era una cosa barbosa, che nessuno mi avrebbe visto. Io sentivo che dovevo fare questa scelta. Era Natale del '99, il periodo del Giubileo, e c'era quel Papa, una figura che mi attraeva moltissimo. Credo di aver contribuito alla nuova identità di quella trasmissione. Il Vangelo è un libro con l'happy end alla fine, c'è la gioia della resurrezione, i temi religiosi possono anche essere affrontati attraverso la bellezza».
Quando la sua bellezza dovesse appassirsi ricorrerebbe al chirurgo plastico?
«Sono contraria all'uso consumistico del bisturi,ma se non mi trovassi a mio agio con una parte del mio corpo non so come reagirei. Credo nella veridicità dei tratti, però non mi sento di giudicare chi si rifà. Il corpo racconta sempre qualcosa di sé. Per esempio, di ogni persona io guardo sempre gli occhi».
Forse in televisione di lei non guardano proprio gli occhi, di questo è consapevole?
«Beh, lo spero anche. Sono lusingata se mi fanno dei complimenti ».
Per neutralizzarla a Buona Domenica le schiereranno contro persino la Gregoraci.
«Davvero? Non lo sapevo. Non credo l'abbiano presa solo per farmi la concorrenza in termini di bellezza. L'avranno presa per le sue doti artistiche. Qualcosa saprà pur fare questa ragazza».
E' pronta al confronto?
«Studiare mi è costato fatica, ma mi è servito. Io in diretta traducevo il Papa in tre lingue. Continuerò ad applicarmi, come ho sempre fatto».