Ettore Andenna: 'Mi spiace non essere più in tv'

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Fonte: Libero

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Televisione
  domenica, 04 marzo 2007
 00:00

Ettore Andenna, lei sta ai giochi come Mike Bongiorno ai quiz e Pippo Baudo al varietà. Subito una curiosità, allora: il gioco con cui si diverte di più?
«Sono un appassionato di video­game di strategia al pc: ho appena ordinato "Command & Conquer 3", a casa faccio sfide interminabili con i miei figli perdendo regolar­mente. Di tempo libero ne ho...».

Già, basta tv. Come mai?

«Noooo!».

Che c'è, scusi?
«È la domanda che mi perseguita da 10 anni e non so mai cosa ri­spondere».

Ci provi.
«Non faccio parte dei potentati politici ed economici e non sono un leccaculo aziendale. Basta?».

Ci fosse altro da aggiungere...

Ettore Andenna«Sono innamorato del mio lavoro, ritengo di saperlo fare bene e pro­babilmente dò fastidio sul piano professionale: certi funzionari non sanno come gestirmi e hanno paura a confrontarsi. In tv c'è stato un pauroso livellamento verso il basso: nessuno lo dice, ma negli ultimi 4 anni gli spettatori sono diminuiti di 5 milioni.

Evidente­mente la gente ne ha pieni i coglio­ni di questa televisione fatta di precotti e reality e poi...».

Forse ora può bastare.A proposito, nessuno l'ha chiamata ai reality?
«Mi volevano alla prima "Isola dei famosi"  e ci hanno riprova­to per l'ultima edizione. Ho ri­fiutato,   sarei andato solo per condurre».

E ha preferito riproporre "La Bustarella" su Antenna 3 a di­stanza di 22 an­ni
«Andava bene, il pubblico si di­vertiva. Ma a di­cembre ho det­to basta dopo 13 puntate: gli autori volevano impormi giochi in cui obbligare la gente a spogliar­si...».

Andenna lontano dalla tv: ci sono un rimpianto o una perplessità che le tengono compagnia?
«Mi stupisce non essere mai stato invitato al "Maurizio Costanzo Show": in Italia ci sono andati tut­ti. Eppure Costanzo mi stima, lo so per certo. Non ci soffro, però è molto strano...».

La chiamasse ora?
«Beh, potrei rifiutare: non esserci mai stato è un record, sarebbe figo mantenerlo, no? Ahahaha».

Che c'è, Andenna? Cosa altro la in­fastidisce?
«Secondo me qualcuno crede che sia molto costoso».

Invece?
«Professionalmente varrò mezzo Bonolis, diciamo pure un quarto? Eppure ho fatto il conto: nel 2006 ho guadagnato un duecentocin­quantesimo di Paolo: o lui è so­pravvalutato,  oppure  io  sono mooooolto sottovalutato».

In attesa della tv gestisce un'azien­da agricola nel Monferrato. Però lei è di Milano, vero? Perché quel sorriseti»?

«Uè, milanese da 13 generazioni! Nasco e cresco a Milano, e dopo il liceo frequento i corsi di avvia­mento allaregia al Filodrammatici finché...».

...nel 1967 la chiama Radio Monte­carlo.
«A 20 anni mi trasferisco nel Prin­cipato e immagini l'ambiente: fre­quento gli stessi locali di Grace Kelly e Onassis, intervisto Sinatra...».

Racconti di 'The Voice".
«Salvo in un incidente il figlio del Pirata e...».

Scusi, chi è il Pirata?
«Il gestore del locale più bello di Montecarlo. Diventiamo amici e mi fa entrare nell'e­sclusivo club di 276 soci al mondo il cui presidente è Sinatra. Una sera c'è ospite pro­prio Frank, chiedo al Pirata di farmelo in­tervistare e al suo cenno mi faccio largo tra i gorilla. Allungo il microfono e Sinatra dice "Un saluto a tutti gli italianiiiii" e poi mi fa un gesto con la mano tipo ora però vattene via. Torno in radio esaltato e per un mese mando in onda il saluto: scoop e aumento di stipendio».

Feste e vip a Montecarlo. E il Casi­nò? Ha vinto molti soldi?
«La faccio ridere. Io, re dei giochi, detesto l'azzardo: mi annoia da morire. L'unica volta che sono an­dato al Casinò, nel 1988 in Portogallo, ho vinto 4 milioni con una fiches prestatami da un'interprete parlamentare. Ma poi...».

Li ha persi tutti?
«Mia nonna ripeteva che i soldi vinti al gioco portano sfiga. Allora li ho spesi tutti all'aeroporto. Il guaio è che ho trovato solo zaffera­no e cammei...».

Buona questa. Dopo la radio, la tv. Quando il salto?
«Nel 72 Febo Conti litiga con la Rai, decidono di sostituirlo e mi chiamano per un provino in com­pagnia di Christian De Sica, Sor­rentino e Bonucci. Scelgono me e mi danno da condurre "Scacco al Re", programma per ragazzi del sabato pomeriggio».

Poi "Dirodorlando" e il grande boom.
«Barabitte e barabitti, strangu­gliotti e maddezzuppi, valdomirie ponterbi benvenuti alla grande   lovertanga carnascialesca..».

Scusi, che dice?
«Era la filastrocca iniziale. Avevamo inventa­to uno strano linguaggio pre­so da un libro celtico, erano 97 termini:  chiedeva­mo di decifrare frasi ap­parentemente incomprensibili e i ragazzi non se ne perdevano una. Ancora oggi incontro 40enni che mi abbracciano».

Nel frattempo, nel 1973, si sposa con Diana Scapolan, ex miss Euro­pa e miss Cinema Italia e...

«Errore. Diana è la mia seconda moglie. Nel 73 metto incinta una donna, la sposo e nasce Thèa, una ragazza portatrice di handicap».

Ha voglia di parlarne?
«Certo. Thèa ha una lesione cere­brale, cammina ma non parla, ha 32 anni ma è come se ne avesse 3. Vive in un centro Don Gnocchi a Salice Tenne, ma ogni week end viene da noi. La mia attuale moglie e i 4 figli la adorano, è la loro sorellona».

Scusi, e la sua ex moglie?
«Non vede più Thèa dall'81».

Andenna,  parla di Thèa e le bril­lano gli occhi.
«Sono  felice. Quando vado a Salice e mi fa ve­dere la cameret­ta, i poster e le fo­tografie impazzisco di gioia, mi conquista. L'ho mandata nei centri migliori del mondo: a Zurigo, dove nel 1983 pagavo 7 milioni al mese, a Filadelfia e in Israele. Alla fine mi hanno detto che i più bravi siamo noi italiani ed è vero».

Pensa a sua figlia e...?

«Spero nelle cellule staminali, ho fiducia. Sa cosa le dico? Che alla fi­ne mi spiace non essere più in tv soprattutto per lei: quando mi ve­deva in video era orgogliosa».

Come ha conosciuto, invece, la sua attuale moglie Diana Scapolan?
«Ugnano, 1977. Presento una se­rata e vedo una gnocca clamorosa era lei, attacco bottone, mi scarica e rimedio solo un numero di tele­fono, che penso sia falso. Dopo 6 mesi serve una valletta per "La Bustarella", chiamo e risponde: "Ma allora il numero è vero!". Ride, ci diamo appuntamento: era il 29 lu­glio 1977. Data da brividi...».

Perché?

«Sempre il 29 luglio, ma del 1968, avevo conosciuto una donna che è stata molto importante nella mia vita, figlia di una nobil donna e fi­danzata con l'erede al trono di Francia. Aveva 18 anni, la famiglia mio odiava e la parola più affettuosa per me era "bastardo". Mi vietava­no di vederla, mi hanno denun­ciato al tribuna­le dei minori e l'hanno man­data in Madagascar. Siamo stati insieme 3 anni e mezzo, è morta in un in­cidente».

Torniamo a sua moglie.
«Viene a fare la valletta, poi liti­ghiamo finché ad una cena ci mettono allo stesso tavolo e scocca la scin­tilla. Qualche giorno dopo va­do a Parigi per lavoro con un aereo privato e al ri­torno, prima di partire, compro dei croissant freschi. Atterro alle 9 e mipresento da lei con croissant e una rosa. Conquistata. Da quel giorno non ci siamo più divisi».

Intanto Andenna conduce "La Bu­starella", programma su Antenna 3.
«Giochi a squadre con i paesi e grande successo. Nel 1982 Berlusconi in persona mi confesserà: "Cribbio, Andenna. Per combat­tere La Bustarella ho mandato in onda le migliori soap opera e i pri­mi James Bond, vincevo in tutta Italia, ma in Lombardia non sono riuscito a levarle nemmeno 1000 telespettatori"».

Giochi, ma anche le prime tette nude.
«Capita per caso: durante un gioco una ragazzina di 16 anni salta e perde il reggiseno. Lei si vergogna, ma i genitori in prima fila urlano: "Daiiii, daiiiii". Capisce? Tutto ca­suale, non organizzato».

Però la gente sie salta proprio per il "si vede non si vede".
«La più bella è questa Gioco delle ombre cinesi e la squadra dell'O­spedale di Rho in settimana, per allenarsi, mette l'infermiera più carina dietro un séparée in sala operatoria, accende i riflettori e fa le prove. Lo scopre un giornalista ed è il caos: prima pagina sul Cor­riere della sera!».

Dalla tv alla politica. Nel 1984, do­po essere stato direttore generale di Telemontecarlo, si candida alle Europee e sfrutta il video per fare campagna elettorale.
«Non lo vietavano. Lo propongo a Crari, risponde che è un'america­nata; lo propongo allaDc e ai libe­rali, rispondono che non funzio­nerà Deluso, mi rivolgo ai Social ­democratici. Accettano: "Però ti candidi tu". Organizzo spot, gio­chi e quiz, prendo 18.200 voti e vengo eletto. Tuttora c'è una mia legge in vigore che regola le tv eu­ropee».

A proposito di Europa. Nel 1991 ri­prende a condurre "Giochi senza frontiere".
«Ne presenterò in totale 103 pun­tate, esperienza incredibile. Nel 1996, però, la Ra ifa altre scelte...».

Andenna, lei ha presentato serate e programmi, incontri e convention. Il ricordo più forte?
«Vaticano, 1998, conduco una mondovi­sione con Papa Giovanni Paolo II. A fine tra­smissione mi riceve nella sa­letta privata, mi inchino, bacio l'anello e ri­mango folgora­to dall'espressi­vità dei suoi oc­chi. Chiede: "Chi è questo bambino?". "Mio figlio Ga­briele". Passa la mano sopra la sua testa come per togliere qualcosa e lo benedi­ce. Beh, Gabriele è il genio di fami­glia: primo della classe in tutto...».

Ultime domande veloci

1) Miglior presentatore di sempre? «Enzo Tortora».

2) Di adesso? «Fiorello è molto bravo».

3)  Le piacerebbe andare a cena con... «Vittorio Feltri».

4) Condurrebbe Sanremo? «Volentieri, ma so che non mi prenderanno mai in considera­zione: non sono sufficientemente protetto».

5) Non si può finire che con un gio­chino: le offrissero la possibilità di ideare e condurre un nuovo pro­gramma, che farebbe? «Una trasmissione interattiva con Intemet, in cui la gente può gioca­re e partecipare da casa. Una sorta di giochi globali.

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