A Sanremo lo spot batte i cantanti

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Fonte: Il Sole 24 ore

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Televisione
  martedì, 06 marzo 2007
 00:00

A chi porta guadagno il Festival di Sanremo? Di sicuro alla Rai che incassa dalla pubblicità 42 milioni di euro circa; certo agli organizzatori, ai conduttori e agli ospiti i compensi per l'edizione appena conclusa partono dal milione di euro di Michelle Hunziker in giù, passando dai 600-700mila euro di Pippo Bando, fino alle apparizioni da circa 200mila euro di Joss Stone (scalza) o della porto-canadese Nelly Furtado.

Per i cantanti in gara a volte il Festival è necessario come il pane, senza non si vive: si può trasformare in un lancio eccezionale o restare un serraglio.

Le case discografiche, poi, dicono in coro che Sanremo è una straordinaria opportunità promozionale: per le piccole con ritorni economici interessanti, per le major spesso con risultati marginali.

Baudo quest'anno ha riportato la kermesse su ottimi livelli, con una media di 9,3 milioni di telespettatori e il 48,39% di share: negli ultimi cinque anni solo Paolo Bonolis ha fatto meglio.

Dimenticato il flop di Panariello nel 2006, la Rai può quindi sorridere assieme alle aziende che hanno investito in pubblicità anche i 190mila euro per uno spot da 30 secondi e oltre un milione per una televendita da 90 secondi: attenendo in cambio una platea ineguagliabile sul piccolo schermo.

Ad azzeccare il momento dell'inserzione (secondo i dati dello Studio Frasi) sono stati Lidl, Wind, il promo del film Spiderman 3, BnL, Pai, Visa, Ferrero e Fabbri, tutti da un minimo di 11 a un massimo di 13 milioni di audience.

Nelle quattro televendite, una per serata, Wind ha ottenuto 12,1 milioni di audience media (seguita da Toyota, Msc Crociere e Beghelli). La Rai ha fatto soffrire la concorrenza e ha sfruttato Sanremo anche al di fuori della diretta con programmi che parlano di canzonette o del Baudo contro tutti (da Bonolis a Del Noce, fino al premier e addirittura al Papa).

Domenica In, il giorno dopo la chiusura, ha quasirad-doppiato gli ascolti; nel quarto d'ora dedicato da Luciana Littizzetto al Festival in Che tempo che fa, Rài3 è stata la prima rete in onda con 8,4 milioni di spettatori.

Ma i dischi poi si vendono? «Il mercato discografico italiano vale (tra supporti tradizionali e digitali) meno di 400 milioni di euro — dice Federico Kujawska responsabile della comunicazione di Emi—e la musica legata a Sanremo se va bene raggiunge il 2% del totale. Sanremo è comunque un'opportunità, capita che metta in luce artisti da sviluppare: a noi è successo con Sergio Cammariere che nel 2003 sul palco dell'Ariston venne apprezzato anche dal grande pubblico».

«Questo Sanremo — spiega Maurizio Bonelli direttore generale di Sony Music —è ben riuscito e può dare la sveglia al mercato. In ogni caso ci evita di fare il pellegrinaggio tra programmi per lanciare un brano o un artista».

Sony-Bmg ha sotto contratto il vincitore Cristicchi, ma per Bonelli più che la presenza o il successo in gara è comunque l'artista a fare la differenza: «Alcuni cantanti si fermano lì, altri trovano nel Festival la spinta per sfondare: pensiamo a Ramazzotti».

«Sanremo è una grande vetrina per tutti, ed è ancora più importante per le case indipendenti, più piccole e innovative rispetto alle major — sottolinea Luca Barone, segretario generale di Pmi (Produttori musicali indipendenti) —. Negli anni passati Povia ha ottenuto un ritorno strepitoso per una casa di produzione come Target, e con Elisa portata al Festival dalla Sugar, abbiamo trovato una grande artista».

Per tutti gli altri, quelli che si dimenticano quasi subito o che sono ormai al tramonto, Sanremo serve solo ad aumentare i cachet delle serate in giro per l'Italia o delle comparsale in tv.

Per Sanremo c'è in Italia una sorte di passione travolgente, ma passeggera e tutta televisiva: a ben vedere la compilation del Festival 2006 (sono dati Fimi) ha superato di poco in classifica le voci bianche dello Zecchino d'Oro. E per trovare Povia tra gli artisti in classifica nell'intero anno bisogna scendere fino al 78°posto.

Luca Veronese
per "Il Sole 24 Ore"

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