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​La TV satellitare in Italia cresce ancora: il pubblico sale a 8,4 milioni di case

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Fonte: Digital-News (com.stampa)

Satellite / Estero

​La TV satellitare in Italia cresce ancora: il pubblico sale a 8,4 milioni di caseEutelsat Communications ha presentato oggi i nuovi dati sulle tendenze del panorama televisivo in Italia, dove la visione dei contenuti lineari risulta la più alta dell’Europa occidentale, con una media di visione di 4 ore e 40 minuti per utente al giorno*. L’Osservatorio TV 2016, realizzato per Eutelsat dall’istituto di ricerca Kantar TNS, rileva che la ricezione satellitare continua a consolidare il suo ruolo in Italia raggiungendo 8,4 milioni di case, con una crescita del 3% rispetto all’ultimo sondaggio pubblicato da Eutelsat nel 2013.

I satelliti HOTBIRD, colonne portanti della pay-TV e dei canali in chiaro in Italia, servono 7,4 milioni di case. Altre 763.000 sono equipaggiate per ricevere canali internazionali attraverso altre posizioni Eutelsat, principalmente da EUTELSAT 16A, EUTELSAT 9B ed EUTELSAT 7 West A. Il 95% delle abitazioni satellitari in Italia è servito da un satellite Eutelsat.

HOTBIRD: hub italiano per i canali in Alta Definizione e prima piattaforma per l’Ultra HD - I satelliti Eutelsat HOTBIRD, già sede di 345 canali italiani, si confermano la piattaforma preferita per i canali premium free-to-air e pay. Si configurano inoltre come il principale hub in Italia per la diffusione dell’HD, con un centinaio di canali, e la prima infrastruttura per i contenuti Ultra HD. La piattaforma Sky Italia conta una base di 4,76 milioni di abbonati su HOTBIRD e sta guidando la transizione all’HD, con 3 utenti su 4 in grado di ricevere 65 canali HD. Sono oltre 2,8 milioni le abitazioni attrezzate per la ricezione DTH della piattaforma satellitare gratuita Tivùsat che oggi offre ai telespettatori 14 canali HD e Rai 4K, il primo canale Ultra HD in Italia che in questi giorni trasmette la prestigiosa fiction 'I Medici: Masters of Florence'.

Il Satellite: un’infrastruttura digitale chiave - Nel complesso, l’universo della TV satellitare in Italia continua ad espandersi. Attualmente risulta la seconda piattaformaper la ricezione televisiva multi-canale. In particolare, su una base nazionale di 25 milioni di abitazioni TV, una su tre ha optato per la ricezione satellitare. Le abitazioni che ricevono la TV esclusivamente tramite la rete terrestre sono 16 milioni, mentre la base IPTV nei distretti urbani è lentamente avanzata fino a 430.000 case rispetto alle 240.000 del 2013.

Renato Farina, Amministratore Delegato di Eutelsat Italia, ha così commentato i dati:

“Il Satellite continua a farsi strada nel panorama delle trasmissioni digitali in Italia, un dato che riflette le aspettative degli utenti per la varietà dell’offerta e la chiara tendenza verso una migliore qualità dell'immagine. Il nostro nuovo Studio rivela che la flotta satellitare Eutelsat, le nostre tecnologie e i nostri modelli di partnership garantiscono alle emittenti la flessibilità necessaria per migliorare continuamente l’esperienza visiva puntando sul vantaggio della scelta e della qualità".

L’Osservatorio TV Eutelsat 2016 è un’analisi su larga scala realizzata su più paesi che misura le modalità e le tendenze di ricezione televisiva. La ricerca di mercato in Italia è stata condotta da marzo ad aprile 2016 attraverso 2000 interviste faccia a faccia e integrata con dati secondari.

La posizione Eutelsat HOTBIRD - L’insieme dei 3 satelliti HOTBIRD ad alte prestazioni, situati a 13°EST, fornisce copertura premium in Europa, Medio Oriente e Nord Africa, offrendo più di 1000 canali (di cui il 22% in HD) in 40 lingue differenti ricevuti da oltre 135 milioni di case in modalità DTH, via cavo, IP e DTT.

INTERVISTA A RENATO FARINA, AD DI EUTELSAT ITALIA.

​La TV satellitare in Italia cresce ancora: il pubblico sale a 8,4 milioni di caseLo studio fotografa la ricezione della TV via satellite in Italia. Qual è il suo commento alla luce dei principali risultati emersi?
«Lo studio afferma che la piattaforma satellitare in Italia consolida la sua base di mercato proiettandosi al futuro con rinnovato vigore. Nonostante sia poco dibattuto, questo è un trend significativo per le sorti comparto broadcast. Siamo alle prese con uno straordinario fermento tecnologico e i punti di forza del satellite restano fondamentali: copertura uniforme del territorio e potenza necessaria per la trasmissione di segnali esigenti come quelli in Ultra HD. Inoltre, da sempre, la Tv satellitare è sinonimo di innovazione. E in Italia parlare di Tv satellitare significa parlare di HOTBIRD, a 13 gradi Est. Una piattaforma che ha introdotto il fenomeno della Tv tematica e che proprio in virtù di una vasta offerta di canali, molti dei quali in HD, ha permesso nuove prospettive di business per il broadcast arrivando a conquistare ben 7,4 milioni di famiglie. Una fetta consistente di audience che ha una spiccata propensione nei confronti dell’HD e dell’Ultra HD.»

Quanto pesano in questo processo i recenti traguardi raggiunti sul fronte dell’Ultra HD?
«Pesano tantissimo. Non solo hanno sancito concretamente l’arrivo delle primissime forme regolari di Tv del futuro nelle case degli italiani, ma soprattutto hanno permesso di incrementare la conoscenza di questa eccezionale esperienza di visione presso il pubblico. Siamo passati dalle iniziative pionieristiche in Ultra HD realizzate in Vaticano - che ripeteremo presto in occasione della chiusura della Porta Santa il prossimo 20 novembre - fino alle sette partite di Euro 2016 live trasmesse la scorsa estate. A distanza di qualche mese, oggi siamo in grado parlare della prima fiction della storia della televisione italiana trasmessa in 4K grazie una produzione di grandissimo livello come ‘I Medici’. Insomma un crono programma davvero fitto, vissuto e sostenuto dai satelliti Eutelsat e in particolar modo da HOTBIRD.»

HOTBIRD compie 21 anni. Qual è lo stato di salute della flotta?
«HOTBIRD gode di ottima salute. E continuerà a muoversi nel solco dell’innovazione. Basti vedere l’esempio dei canali demo in Ultra HD - K41 e 4K2 – che sono diventati un territorio di sperimentazione costantemente aperto a chiunque voglia testare la filiera di produzione nel nuovo ecosistema. Detto diversamente, siamo riusciti a mettere in piedi un modello di azione per andare incontro al futuro al fianco di tutti i player del comparto. Un percorso che arriva nell’ambito di una solida tradizione segnata da tante tappe come per esempio il lancio dell’Alta Definizione, nel 2005; oppure, in precedenza, sul finire degli anni Novanta, il passaggio dall’analogico al digitale.»

Guardando ai player italiani, chi farà per primo il grande salto nella dimensione dell’Ultra HD?
«Possiamo dire che dalla Rai a Sky passando per Tivusat tutti i player del settore stanno mostrando un interesse sempre più concreto sull’argomento. Il 2017 sarà certamente un anno ricco di soprese, con due aspetti da tenere ben presenti. Il primo riguarda il fatto che, ragionevolmente, questa transizione avverrà su HOTBIRD di Eutelsat. Il secondo è che cresce la consapevolezza del pubblico nei confronti dei benefici permessi dall’Ultra HD. E il nostro studio ha evidenziato che ci sono molti italiani – la stima è di 2 milioni di famiglie – pronti a dotarsi di apparati compatibili con questo standard nell’arco dei prossimi 12 mesi.»

In conclusione, il futuro del broadcast in Italia sarà sempre più ‘satellitare’ oppure c’è qualche timore soprattutto per quanto sta avvenendo sul fronte Web?
«Non siamo affatto intimoriti. Anzi, guardiamo al futuro con grande entusiasmo nella convinzione di capitalizzare i risultati raggiunti fino ad ora. Risultati che sono arrivati mettendo al centro del nostro impegno il valore dell’alta qualità tecnica delle immagini televisive. In questo contesto crediamo sia riduttivo ragionare in termini di esclusività o di competizione. La parola d’ordine è complementarietà, cioè il giusto mix di tutte le piattaforme trasmissive per portare contenuti audiovisivi all’utente nei diversi contesti in cui si trova. Quindi una sorta grande alleanza tra Digitale Terrestre, Web e Satellite senza alcun compromesso sulla qualità. Dal nostro punto di vista abbiamo sempre supportato l’avanzamento delle reti terrestri. E ora stiamo studiano prodotti e servizi capaci di ibridarsi con il broadband. Una di queste soluzioni si chiama SmartBEAM e consente di sfruttare la potenza del satellite per la ricezione di contenuti audiovisivi basati su protocollo IP attraverso dispositivi mobili, come smartphone e tablet.»

INTERVISTA CON CLAUDIA VACCARONE, DIRETTRICE RICERCHE DI EUTELSAT

​La TV satellitare in Italia cresce ancora: il pubblico sale a 8,4 milioni di caseQual è il dato principale dello studio?
«L'Osservatorio conferma che la platea satellitare in Italia è in crescita: si tratta di 8,4 milioni di famiglie, che rappresentano il 34% dell’audience complessiva italiana stimata in 25 milioni. Un dato in aumento del 3% rispetto alla nostra ultima rilevazione del 2013 quando erano 8,1 milioni gli utenti che avevano scelto il satellite come piattaforma principale per vedere la TV.»

Cosa dire a proposito degli altri trend?
«Segnaliamo la tenuta di Eutelsat HOTBIRD, la flotta lanciata nel 1995, che oggi raggiunge 7,4 milioni di abitazioni cioè l’83% della platea satellitare in Italia. Tre anni fa erano 7,1 milioni, dunque anche in questo caso c’è un incremento. Inoltre è evidente il consolidamento dell’utenza.»

In che senso?
«Da un lato esiste uno zoccolo duro rappresentato dall’utenza pay, identificabile con gli abbonati Sky che da anni pesano oltre il 60% su HOTBIRD. E poi c’è una quota molto dinamica rappresentata dagli utenti della piattaforma satellitare gratuita Tivùsat, che nell’ultimo triennio ha guadagnato sempre maggiore seguito. In particolare riteniamo che abbia conquistato soprattutto quelle famiglie abituate alla ricezione esclusivamente in chiaro del satellite, verosimilmente o cittadini stranieri desiderosi di mantenere un legame con il proprio paese d’origine oppure italiani interessati ad una programmazione estera, che hanno trovato in Tivùsat un’offerta appetibile. Infatti, sono ormai in netta diminuzione le famiglie che ricevono esclusivamente l’offerta in chiaro via HOTBIRD.»

La ricerca ha puntato molto sul parametro dell’offerta di canali in alta definizione. Perché?
«Perché crediamo che questo costituisca il driver dello sviluppo di HOTBIRD. Oggi la piattaforma diffonde un centinaio di canali in alta definizione a disposizione del pubblico italiano. Un numero più che raddoppiato in confronto alla situazione del 2010 quando questi canali erano solo una quarantina. HOTBIRD è diventato l’hub privilegiato per un’esperienza televisiva di qualità. Guardando al prossimo futuro, riteniamo che il passaggio all’HD rappresenti una direzione quasi obbligata per tutti i soggetti della filiera. Anche perché il pubblico mostra una sensibilità sempre più spiccata nei confronti dell’alta qualità tecnica delle immagini televisive.»

Da cosa lo si evince? Lo studio analizza anche questo aspetto?
«Lo studio rileva che l’81% delle famiglie televisive italiane ha già in casa uno schermo di ultima generazione, quindi compatibile con l’HD. Il dato può sembrare privo di valore, ma a ben vedere dice che in Italia esiste una quota molto significativa di utenti ancora in possesso di apparati catodici. Grosso modo parliamo di 5 milioni di abitazioni. Ed è chiaro che anche questa fetta di audience avrà un peso rilevante nel cammino verso l’alta definizione.»

In che modo, invece, avete misurato l’incidenza dell’Ultra Alta Definizione?
«Siamo partiti ancora dagli schermi, con i dati di GFK che parlano di circa mezzo milione di pezzi Ultra HD venduti in Italia solo tra il 2014 e il 2015, quindi agli albori di questa nuova tecnologia. Tuttavia, sull’argomento abbiamo rivolto delle domande specifiche ai nostri intervistati che ci consentono di affermare due cose. La prima è che il 50% degli italiani già conosce l’Ultra HD. E la seconda riguarda il fatto che nel nostro paese ci sono 2 milioni di famiglie pronte a dotarsi di apparati compatibili con l’innovativo standard nell’arco dei prossimi 12 mesi.  »

​La TV satellitare in Italia cresce ancora: il pubblico sale a 8,4 milioni di case

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