Un calendario dettagliato per aree geografiche della digitalizzazione del Belpaese. Lo ha promesso - con un emendamento al decreto "salva-infrazioni" - il governo Berlusconi.
E in particolare il fiocco al fazzoletto se l'è fatto il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, che ha indicato martedì 9 settembre 2008 come data entro cui il suo dicastero - in accordo con l'AgCom - dovrà presentare la tanto attesa road map.
Un calendario per definire date e luoghi (le cosidette aree all-digital), ma anche per individuare gli organismi (a partire dal resuscitato comitato "Italia Digitale") che dovranno gestire tale complessa fase di transizione e per determinare le risorse finanziarie (incentivi per aziende e consumatori) che da qui ai prossimi anni lo Stato dovrà impiegare per accompagnare il processo di spegnimento. E soprattutto un calendario per cercare di accelerare i tempi.
Sì, perché la parola d'ordine di Romani, già sottoscritta anche dal presidente dell'AgCom Corrado Calabrò, è giocare d'anticipo sullo switch off analogico-digitale fissato dal governo Prodi al novembre del 2012. "Abbiamo scelto il 2012 - va ripetendo Romani - e se la data sarà rispettata arriveremo buoni ultimi in Europa, speriamo invece di fare un pochino prima".
La data possibile? Il 2010. "Gli spagnoli, che ci battono non solo nel calcio - è il Romani pensiero - hanno fissato lo switch off ad aprile 2010". "Se il 2006 era una data illusoria - gli ha fatto eco Calabrò - e il 2008 era ancora troppo ravvicinato, il 2012 è troppo lontano".
In attesa che il governo scopra le carte, non è difficile immaginare da dove (ri)partirà il calendario del digitale di Romani e Calabrò: dai protocolli d'intesa già sottoscritti con le regioni.
La Sardegna e la Valle d'Aosta saranno in cima alla lista: nell'isola - dove il processo sembra vada a gonfie vele - la vecchia tv sarà spenta definitivamente tra il primo settembre e il 30 ottobre 2008; in Valle d'Aosta si schiaccerà l'interruttore il primo ottobre 2008.
Poi in agenda ci sono il Piemonte che ultimerà la transizione, ma si cercherà di accelerare, entro il 17 marzo 2011: le province di Torino e Cuneo entro il 17 marzo 2009.
E infine il Trentino Alto Adige: la provincia autonoma di Trento dirà addio all'analogico entro il primo ottobre 2009. Ma non finisce qui, per giocare realmente d'anticipo sul 2012, Romani&Co dovranno puntare forte sulle grandi aree metropolitane.
Entro il 2009 la Lombardia, il Veneto e il Lazio cominceranno a fare sul serio col digitale. E mettere ordine nella giungla delle frequenze milanesi e romane, senza contare i problemi di interferenze con altre regioni (per esempio in Padania) o con altri Paesi (come la Svizzera e la Corsica), non sarà uno scherzo.
Gianluca Vacchio
per "Il Velino.it"