La7 batte la Rai sugli impianti e frequenze digitali

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Digitale Terrestre
  domenica, 18 febbraio 2007
 00:00

La Rai ha meno impianti digitali de La 7 e di Tre. Il dato emerge dalla fotografia sul' utilizzo delle frequenze, allegata da Proft/Odeon Tv alla propria audizione alla Camera sul Ddl Gentiloni.

Un altro fenomeno è quello degli impianti assegnati a enti pubblici nei piccoli centri, che ritrasmettono il segnale delle tv nazionali.

Secondo il gruppo guidato da Raimondo Lagostena sono operative in Italia più di 24mila frequenze, fra analogiche e digitali.

Di queste, 8.269 fanno capo a Rai e società collegate, 5.727 a Mediaset, 1.547 a Telecom Italia Media, 783 ad altre Iv nazionali (Rete A-All Music e Rete Capri) per un totale di 16.325 utilizzate da tv nazionali.

Ci sono poi 462 frequenze in uso da televisioni estere, in prossimità dei confini. Le tv locali operano su 7.845 frequenze, un terzo del totale. Quelle assegnate all'Italia dalla Conferenza di Ginevra del giugno 2006 sono sei volte di meno.

È una fotografia parziale, in attesa che il Catasto delle frequenze del ministero e dell'Autorità per le comunicazioni scatti quella definitiva. Non si limiterà a elencare le frequenze ma a verifìcarne la qualità in termini di copertura della popolazione.

Questi dati, infatti, vanno valutati alla luce di quanto sostenuto da Luca Montrone, proprietario di TeleNorba, nella sua audizione alla Camera: le frequenze nonpossono essere quantificate aritmeticamente. Una che copre un milione di abitanti non va considerata alla pari di una che necopre poche centinaia.

Le frequenze vanno calcolate in modo ponderato, considerandone la potenza complessiva: secondo calcoli di Montrone, le tv locali avrebbero solo il 18% della capacità disponibile e non il 30% previsto dalla legge, confermato dal dato "aritmetico". La concentrazione sarebbe, insomma, ancora più elevata.

I dati Profit si possono confrontare con quelli elaborati per conto dell'Antitrust in occasione dell'ole dato all'acquisizione delle frequenze analogiche di Europa Tv (Tarak Ben Ammar) da parte di Mediaset, relativi al 2005..Il totale delle frequenze risulta notevolmente inferiore, pari a oltre i 19 mila.

La differenza con Profit sta nel maggior numero di impianti attribuiti a Rai e tv locali.

Nei primi, Profit include i 462 della Radiotelevisione azienda speciale, società dalla Provincia autonoma di Bolzano che trasmette sei canali in lingua tedesca. E i 125 che ripetono i canali francesi in Val d'Aosta.

Ci sono ben 1.525 impianti che trasmettono il segnale di una rete Rai assegnatia Comuni e Comunità montane, esclusi dall'Antitrust, in quanto non attribuibili allagai Le due cifre, a questo punto, sono più vicine ma non concordanti.

Spicca, in ogni caso, la differenza nella digitalizzazione del segnale. Mediaset ha 837 impianti-frequenza da cui trasmette tre reti (multiplex) digitali, di cui una in tecnologia Dvb-h. Rai solo 147 impianti-frequenza in digitale, divisi tra due reti.

Al primo multiplex de La7 vengono attribuite da Profit 277 frequenze. D-Free, la rete digitale controllata da Tarak Ben Ammar, utilizza 255 frequenze in digitale. La 3, che ha acquisito licenza e frequenze proprio da Profit, 204.

Ciascuna di queste reti, insomma, utilizza più frequenze che le due reti digitali della Rai.

Marco Mele
per "Il Sole 24 ore"

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