"Dopo 7 anni di combattimento le truppe americane lasciano l'Iraq. Stasera vi raccontiamo la vera storia di questa guerra e occupazione militare che l'esercito USA non vuole farvi conoscere, ma che è scritta i migliaia di documenti segreti".

Così comincia il documentario
I segreti svelati di Wikileaks in onda stasera su
Current alle ore 21.10 (
canale 130 Sky).
Prodotto nell'ottobre 2010, I segreti svelati di Wikileaks - titolo originale Iraq's secret war files - è un'inchiesta esclusiva per la TV sui 391.832 file segreti relativi alla guerra in Iraq recentemente pubblicati da Wikileaks e trasmessa dalla televisione britannica Channel 4, la prima tv ad aver avuto accesso ai documenti segreti.
Current TV decide di trasmetterla in anteprima per l'Italia, non per entrare nel merito delle rivelazioni diffuse dal sito di Julian Assange, ma nel tentativo di capire meglio con il pubblico il nuovo quadro internazionale all'interno di quell'universo di comunicazione libera e sociale che passa per internet, sempre al limite della divulgazione d'informazioni top secret. Wikileaks è oggetto controverso di critiche e plausi ma in ogni caso protagonista di quella tensione nel mondo media verso l'informazione indipendente che richiama l'utopia moderna della "società trasparente": un sogno che anche Current TV ampiamente condivide.
SINOSSI: Il governo americano ha sempre negato di aver tenuto un registro delle vittime civili durante il conflitto iracheno.
Wikileaks ha rivelato che dall'inizio dell'operazione Iraqi Freedom (ora ribattezzata Operazione New Dawn) più del 60% delle vittime sono state civili innocenti: 66.081 su un totale di 109.032 mila uccisi.
Il registro esiste ed è noto alle autorità militari statunitensi. Si tratta infatti dei rapporti compilati dai militari americani in relazione ad ogni incidente verificatosi nell'implementazione delle procedure di "Escalation of Force". Cioè quelle procedure messe in atto dai militari incaricati della sorveglianza e difesa dei convogli e dei check-point.
Cinque bambini inermi feriti ed uno ucciso ad un checkpoint a bordo di un'automobile crivellata di colpi, una famiglia di ristoratori attaccata mentre si stava recando al lavoro, un dottore che stava portando con urgenza all'ospedale una donna incinta, entrambi uccisi.
I sopravvissuti concordano tutti su un punto: i militari sparano a vista, colpiscono senza alcun segnale di avvertimento preventivo.
Ancor più preoccupante è l'analisi dei dati a partire dal gennaio 2007, da quando cioè il governo americano ha deciso di affidare il controllo del territorio iracheno soprattutto ai mezzi aerei armati. Come documentato dal filmato diffuso da Wikileaks nell'aprile scorso - il raid aereo su Baghdad del 12 luglio 2007 da parte di un elicottero che fece 12 vittime civili tra cui due giornalisti della Reuters - gli elicotteri statunitensi attaccano qualsiasi assembramento sospetto, senza attenersi a regole di ingaggio.
Nell'inchiesta viene riportato anche il caso di un attacco aereo contro 3 bambini in una località a 3 ore da Baghdad. Si trattava in realtà di innocui pastori.
I file rivelano poi l'intollerabile sistema del terrore esercitato mediante la tortura: i militari americani hanno perpetrato abusi e violenze contro cittadini iracheni e hanno assistito, senza muovere un dito, a casi quotidiani di tortura commessi da concittadini iracheni. I documenti mostrano infatti come i militari americani abbiano ricevuto precise istruzioni: non intervenire qualunque fosse la gravità delle violazioni dei diritti umani cui avessero dovuto assistere.
Infine, il capitolo Al Qaeda: all'inizio del 2003 le segnalazioni relative alla presenza sul territorio iracheno erano scarsissime. Nel 2008 sono salite ad 8.000. Civili innocenti uccisi al ritmo di 500 al mese, torture continue, non un angolo di Baghdad che non sia stato bombardato, Al Qaeda più forte che mai. Un bagno di sangue.