L'agnizione al Grande Fratello: da Aristotele al reality il passo è breve

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Fonte: Il Corriere della Sera

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Televisione
  mercoledì, 15 aprile 2009
 00:00
Foto tratta da Tvblog.itIl «Grande Fratello» ha un cuore antico. Nelle sue vene scorre uno dei topos della drammaturgia classica, l'agnizione. Da Aristotele in poi, l'agnizione («anagnórisis», riconoscimento) ha due sbocchi, uno più pratico (l'improvviso e inaspettato riconoscimento dell'identità di un personaggio, esaltato dalla tv) e uno più psicologico (un personaggio si riconosce nella sua vera identità, e magari si autovota).
 
Il procedimento dell'agnizione si basa su un colpo di scena: Ferdi, il concorrente che ha accumulato più bonus sociali per la vittoria finale, riceve un videomessaggio di sua sorella Elfia, che il giovane rom non vede da quando aveva otto anni: «Ciao Ferdi - ha piagnucolato la ragazza - spero che tu mi riconosca, lo sai quanto mi piacerebbe stare insieme a te, ci hanno separato quando eravamo troppo piccoli, poi nostro padre ti ha portato via e io sono rimasta con nostra zia. Ti vedo tutti i giorni su internet, ho finito la scuola, abito con il mio compagno, lavoro e mi sono rifatta una vita. Vorrei rivederti con tutto il cuore e un giorno lo farò. Ti amo sopra ogni cosa, tu per me significhi tutto».
 
Senza la tv, senza la notorietà del GF, senza il premio finale in ballo il «povero zingaro» avrebbe ricevuto tanti attestati di affetto? È quanto ha insinuato pesantemente l'insinuante Gianluca (scatenando un'altra scena madre): a suo dire, Francesca si sarebbe messa con Ferdi solo per ragioni strategiche, di notorietà, appunto. Ecco entrare in gioco il secondo significato di agnizione: la coazione della casa, le tattiche per vincere, la presenza delle telecamere, il numero ristretto delle persone con cui relazionarsi mettono a nudo l'animo vero dei protagonisti: i quali si rivelano, volenti o nolenti, per quello che sono (o credono di essere), lo spettatore scopre (o si illude di scoprire) la loro vera identità. E spesso la crisi d'identità diventa un valore aggiunto.
   
Aldo Grasso
per "Il Corriere della Sera"
 
Foto tratta da Tvblog.it

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