Rai, la nomina di un esterno a capo del personale scatena polemiche

Rai, la nomina di un esterno a capo del personale scatena polemiche

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Fonte: Ansa / Adnkronos

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Televisione
  giovedì, 19 maggio 2016
 21:35

Rai, la nomina di un esterno a capo del personale scatena polemicheUna nuova nomina esterna, di peso, in Rai scatena nuove proteste bipartisan, dal Pd a Forza Italia. È Paolo Galletti, cremonese, 49 anni, un passato in società di consulenza come Deloitte, Ernst&Young e Accenture, il nuovo direttore delle risorse umane. Prende il posto di Valerio Fiorespino, che da tempo non era in sintonia con il vertice aziendale e pare sia stato ritenuto responsabile anche della cattiva gestione del caso Francesco Merlo, annunciato come vicedirettore nella squadra di Carlo Verdelli per il coordinamento dell'offerta informativa, ma impossibilitato a ricoprire quel ruolo in quanto pensionato.

Fiorespino è ora alle dirette dipendenze del dg Antonio Campo Dall'Orto per i progetti speciali, ma starebbe valutando l'uscita dalla tv pubblica. L'azienda assicura che Galletti «è stato scelto dopo una attenta analisi delle risorse interne e la valutazione di una serie di candidati esterni all'azienda», ma la precisazione non basta. Le assunzioni esterne nell'attuale gestione hanno già provocato un esposto all'Autorità Anticorruzione e alla Corte dei Conti da parte dell'Usigrai, perché ritenute oltre il numero consentito dalla normativa. «Dopo l'ennesima nomina esterna continuo a pensare che due o tre dirigenti bravi ci siano anche in Rai - afferma il senatore Pd Salvatore Margiotta -. Sono convinto che prima o poi anche il dg se ne renderà conto». «Ora azienda dimostri trasparenza e renda pubblica procedura job posting», aggiunge su twitter il deputato Pd, Michele Anzaldi.

Lascia, invece, Viale Mazzini l'amministratore delegato di Raicom Luigi De Siervo, che, dato la scorsa estate in corsa per la direzione generale anche in virtù del suo rapporto con Matteo Renzi, avrebbe già in mano un nuovo incarico. «Dopo tanti anni - spiega - sento il bisogno di cercare nuove sfide». Fa ancora discutere anche la cancellazione di Virus su Rai2, che Matteo Salvini e Renato Brunetta ritengono frutto dell'epurazione renziana. A prendere la decisione - accusa il giornalista a La Zanzara - «é stato Campo Dall'Orto, che è stato nominato da Renzi non da Babbo Natale, dunque chiedetelo a Renzi se mette bocca nei palinsesti Rai».

Clima teso, intanto nella redazione di RaiSport, dove, all'indomani dell'infuocata assemblea in cui è scappata un 'vaffa...' al direttore Gabriele Romagnoli, si vota il piano editoriale, contestato da una parte dei giornalisti. «È opportuno che sul caos di Raisport l'azienda dia dei chiarimenti non soltanto al parlamento e alla Vigilanza, ma a tutti gli appassionati di sport che seguono il servizio pubblico e pagano il canone». Lo dice Michele Anzaldi, del Pd. «Quanto sta accadendo a Raisport fa pensare che in Rai ancora molto lavoro sia da fare e, a quasi un anno dall'insediamento della nuova dirigenza, molti risultati siano ancora di là da venire, così come non tutte le innovazioni sembrano produrre cambiamenti in positivo», spiega il segretario della Vigilanza Rai aggiungendo: «È difficile comprendere come un nuovo direttore, che arriva dall'esterno per dirigere una redazione di 120 giornalisti, pensi di rilanciare l'informazione sportiva del servizio pubblico a botte di insulti e dissidi con i suoi redattori. È notizia di queste ore che un membro del Cdr, Cristiano Piccinelli, avrebbe annunciato le sue dimissioni».

«La presentazione del piano editoriale, poche pagine secondo quanto lamentato dagli stessi giornalisti, è arrivata peraltro fuori dai termini stabiliti, con una polemica che ha coinvolto anche il Consiglio di amministrazione, il cui parere sarebbe stato 'dimenticato'», prosegue Anzaldi aggiungendo: «Appare sorprendente anche la decisione di nominare ben 5 vicedirettori: Raisport ha chiuso uno dei suoi due canali, eppure il numero dei vice è rimasto lo stesso di prima, ma mentre prima uno era di stanza a Milano, ora sono collocati tutti a Roma. Non era possibile effettuare dei risparmi di spesa su questo? Il confronto con le reti concorrenti è disarmante: Sky Sport e Sport Mediaset hanno un solo vice, BeIN Sports di Al Jazeera non ne ha nessuno».

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