Più inchieste e meno cronaca rosa. La vita in diretta cambia pelle e torna, sempre condotta da Michele Cucuzza, dal 18 settembre su Raiuno con una formula rinnovata. Il programma se la dovrà vedere fin dal primo giorno con Maurizio Costanzo, su Canale 5 con Buon pomeriggio. "Il suo arrivo - dice Cucuzza - è uno stimolo. Costanzo è un maestro del giornalismo televisivo, ha cambiato molte cose nel modo di fare tv. Gli faccio un in bocca al lupo".
Entusiasta di questa nuova sfida professionale, che definisce "da servizio pubblico", il giornalista-conduttore, per la nona stagione alla guida del programma, aggiunge: "Abbiamo assecondato una richiesta di cambiamento che viene dal pubblico. Mentre vanno ancora in onda i nostri speciali, leggeri e scanzonati, di 'E la chiamano estate' siamo al lavoro sulla nuova Vita in diretta, che si occuperà di immigrazione, precariato, giovani, sicurezza, lavoro, caro vita, ma anche della missione italiana in Libano e, di volta in volta, degli argomenti più interessanti". Anche la scenografia cambia look, con una nuova grafica.
Il ritmo incalzante dei sevizi chiusi sarà intervallato da interviste in studio, ma non ci sarà più la protagonista di spettacolo ospite sullo sgabello di fonte al conduttore. Se gli orizzonti tematici si ampliano e privilegiano l'approfondimento di temi "impegnati", lo stile resta quello popolare. "Usiamo un linguaggio franco che però non nasconde la complessità delle cose", spiega Cucuzza, ricordando che comunque la cronaca dello spettacolo e della televisione avrà un suo spazio "ma con un taglio più critico e distaccato", precisa.
"Anche una squadra che vince - aggiunge - qualche volta cambia. E' il nostro caso, anche se le persone che realizzano la Vita in diretta sono più o meno le stesse: uno staff molto duttile e numeroso (che include oltre una cinquantina di giornalisti tra redattori e inviati) che lavora per realizzare cinque giorni a settimana un programma di due ore e mezza per nove mesi". La sinergia con il Tg1, una costante della Vita in diretta, potrebbe essere potenziata. "Ci piacerebbe intensificare - conclude Cucuzza - la collaborazione con i colleghi delle sedi regionali, che rappresentano un'importante risorsa della Rai".