Francia: al via rete France24, Chirac in visita
Le prime 24 ore di trasmissione saranno visibili solo dal sito internet (trilingue) della rete (www.france24.com), poi il canale verrà diffuso via cavo e via satellite. La rete potrà essere vista da circa 190 milioni di persone un più di 90 paesi.
Non è il primo canale all news satellitare francese: esiste anche la privata LCI, che però si occupa poco di politica internazionale. Ma quello che fa la differenza è che France24 dovrà essere multilingue. In un primo momento trasmetterà su due canali, uno in francese e l'altro in inglese, ma, quando sarà entrata a regime, verso la metà dell'anno prossimo, manderà in onda sul canale inglese anche quattro ore di trasmissioni quotidiane in arabo. In futuro, dovrebbe trasmettere anche programmi in spagnolo. Un modo per Parigi per essere presente in una regione û il Medio Oriente e il Maghreb û strategica dal punto di vista diplomatico.
France 24 ha la sede a Issy-les-Moulineaux, nella "banlieue" sudovest di Parigi. Vi lavorano 170 giornalisti di 28 nazionalità diverse e la cui età media si aggira sui 30 anni.
La rete ha peraltro firmato degli accordi con l'agenzia France-Presse e Radio France International e potrà trasmettere servizi realizzati dalle équipe di France Televisions e di TF1.
Il direttore della nuova rete, Alain de Pouzilhac, ha dichiarato che France24 dovrà "mettere l'accento sull'approfondimento, i dibattiti, la cultura e lo stile di vita. Sarà", ha aggiunto, "la terza via, dopo le reti anglosassoni e arabe".
Fortemente voluta dal presidente della Repubblica Jacques Chirac (lanciò l'idea già nel 1995, pochi mesi dopo la sua prima elezione all'Eliseo) che puntava a opporsi al predominio assoluto delle reti all-news anglosassoni e - da alcuni anni - arabe e "far sentire la voce della Francia nel mondo", France24 è rimasta a lungo allo stadio di progetto, a causa della difficoltà a mettere in piedi il partenariato tra France Televisions e TF1 e dell'ostilità di alcuni sindacati. Dispone di 86 miliondi di euro di finanziamento pubblico per il 2007, una somma definita "ridicola" da numerosi professionisti, se paragonata ai bilanci miliardari delle "corazzate" dell'informazione internazionale.
La rete è anche stata criticata per il suo carattere troppo istituzionale: secondo i critici sarà infatti "la voce del Quai d'Orsay", sede del ministero degli Esteri.