Rai, Vigilanza dice sì al contratto di servizio con modifiche

Rai, Vigilanza dice sì al contratto di servizio con modifiche

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Fonte: Ansa

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Economia
  mercoledì, 20 dicembre 2017
 06:00

Rai, Vigilanza dice sì al contratto di servizio con modificheParere favorevole, sia pure con la richiesta di diversi aggiustamenti. Questa la posizione della Commissione di Vigilanza che si è pronunciata sul contratto di servizio 2018-2022 tra il Ministero dello Sviluppo Economico e la Rai, il primo con durata quinquennale dopo la riforma della tv pubblica. Non sono però stati approvati gli emendamenti più discussi: quello presentato da Maurizio Gasparri, che avrebbe spinto la Rai ad un intervento sugli affollamenti pubblicitari, riducendo in particolare quelli di Rai1 con un conseguente calo dei ricavi; oppure quelli presentati dal Movimento 5 Stelle, che miravano, tra l'altro, ad escludere i programmi di infotainment, come Porta a Porta o Che tempo che fa, dalla prossima campagna elettorale. Tra gli impegni contenuti nello schema del nuovo Contratto di servizio: la missione di servizio pubblico estesa anche al multimediale, la diffusione del segnale al 100% della popolazione, il sostegno alla produzione indipendente, un canale tutto in lingua inglese e uno dedicato alle istituzioni, una più ampia tutela delle minoranze linguistiche, lo stop alla pubblicità in tutti i canali per bambini.

Il parere, obbligatorio ma non vincolante, messo a punto dai relatori Maurizio Lupi (AP-CpE-NCD) e Dalila Nesci (M5S), suggerisce alcune modifiche relative a: misure contro i conflitti di interesse degli agenti; la valorizzazione delle professionalità interne; la pubblicazione sul sito della raccolta pubblicitaria di ciascun programma; un maggior spazio per le produzioni europee e italiane; una maggiore attenzione al ruolo delle donne nella società; la tutela dei precari, dei vincitori di concorso e degli idonei; interventi che garantiranno maggiore accesso ai contenuti a persone con disabilita; la presentazione del piano industriale ed editoriale non più entro sei mesi dalla pubblicazione del contratto in Gazzetta Ufficiale, ma entro dodici mesi. Ora toccherà alle parti valutare le proposte della Commissione, anche in relazione ad eventuali aggravi di spesa.

Poi il testo dovrà tornare all'attenzione del cda Rai per l'approvazione definitiva. Tra gli emendamenti annunciati dal Movimento 5 Stelle, che avevano fatto più discutere, quello sull'esclusione dalla campagna elettorale dei programmi con conduttori con un contratto di natura artistica (quindi fuori dall'applicazione del tetto ai compensi di 240 mila euro), come Bruno Vespa e Fabio Fazio. L'emendamento, che escluderebbe tali programmi da quelli riconducibili sotto una testata durante la fase preelettorale e quindi impedirebbe loro di ospitare politici, sarà comunque riproposto nella delibera sulla par condicio, che verrà discussa dalla bicamerale a partire da gennaio.

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