E' caccia grossa all'Iptv: gli investimenti di Fastweb

News inserita da:

Fonte: Economy

I
Internet e Tv
  sabato, 30 giugno 2007
 00:00

E' una guerra commerciale a bassa intensità. Si combatte a suon di investimenti miliardari, alleanze strategiche e innovazioni tecnologiche. Sul campo dei servizi di telecomunicazione su rete fissa, Telecom Italia e Fastweb, i due principali contendenti del mercato multimediale, si danno battaglia sull'ultimo fronte aperto: la televisione via internet.

Le prime scaramucce sono andate in onda a colpi di spot pubblicitari nei primi mesi dell'anno e si ora si stanno intensificando, anche perché il bersaglio è sempre più grande. In palio c'è, infatti, il popolo della paytv e quello del digitale terrestre che insieme formano un esercito di quasi 9 milioni di utenti, destinati comunque a moltiplicarsi nei prossimi anni.

Se poi si considera che in Italia 8 milioni di famiglie hanno in casa un pc con una connessione veloce a internet, per i big player italiani l'Iptv (l'Internet protocol television) è qualcosa di più di una semplice scommessa tecnologica: rappresenta piuttosto il nuovo epicentro di un modello di business ancora tutto da verificare.

L'interrogativo che gira tra i principali gestori è uno solo: riuscirà l'Iptv a diventare la nuova piattaforma d'elezione per il ricco mercato della pay tv tradizionale e del digitale terrestre?

A sentire i diretti interessati la risposta è ovvia, sì; se non altro per i massicci investimenti nelle infrastrutture di rete (in questo ambito, la sola Fastweb ha speso più di 3 miliardi di euro dalla sua fondazione nel 1999). Meno scontato, invece, è il percorso che porta l'Iptv nelle case di circa 200 mila italiani. E qui la battaglia è accesissima.

FastwebL'accessorio del web. Dopo il recente lancio commerciale di Alice Tv da parte dell'ex monopolista, Fastweb, che con la televisione via internet è in pista dal 2001, sta preparando una controffensiva su più fronti. «A settembre saremo pronti per un altro passo avanti nel mondo della Iptv con il lancio di un nuovo terminale di rete (Cpe) in grado di portare in modo ancora più semplice tutti i servizi a larga banda nelle case degli italiani, in primis la Iptv» dice a Economy Andrea Conte, direttore residential and business del Gruppo.

«Questo nuovo approccio al mercato ci consentirà di vendere la televisione non solo come accessorio di internet, ma come la piattaforma tv più completa del mercato: i canali nazionali, tutta l'offerta Sky, il digitale terrestre, la replay tv, cioè tutti i programmi degli ultimi tre giorni dei canali Rai e Mediaset. E poi tutta la nostra offerta di titoli on demand».

In pratica, il nuovo sistema ruota intomo a una sorta di modem, il Cpe (Customer premise equipment), che crea una copertura wi-fi in casa. La rete senza fili, attraverso un set top box (un decoder sviluppato in casa Fastweb), collega alla rete fissa la video station, il pc e il telefono dual mode alla rete fissa e tra di loro.

«Sarà l'Iptv a trainare in Italia lo sviluppo della banda larga» afferma Conte «laddove il pc stenta a entrare nelle case degli italiani. La nuova televisione sarà il driver per diffondere la banda larga. E mettere a profitto i nostri investimenti».

Dietro l'offerta commerciale e tecnologica, infatti, si nasconde la caccia ai risultati. «Ogni nuovo servizio» dice Conte «deve avere un tempo di ritorno adeguato e un margine del 70%. E la televisione non può essere differente».

Ma da dove vengono i guadagni per chi fa Iptv?

Oltre al canone di abbonamento mensile, visto che su questi schermi non si fanno soldi con la pubblicità, il modello si basa sul pagamento a consumo: il Vod, video on demand. Che permette ai clienti Fastweb di vedere quello che vogliono, quando vogliono, scegliendo tra più di 5 mila titoli. I clienti hanno la loro libertà di visione e le major, che a Fastweb vendono i contenuti, riconoscono il crescente peso contrattuale dell'operatore on demand.

Giovanni Francavilla
per "Economy"

Ultimi Video

Palinsesti TV