Ecco la Tv 3.0, con i palinsesti decisi dalle community della rete

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Fonte: Corriere Economia

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Internet e Tv
  lunedì, 04 febbraio 2008
 00:00
Nasce la Tv 3.0. E' tempo di integrazione spinta fra televisione e Rete. Ma soprattutto: nuovi e vecchi media, più che contendersi spettatori, finiranno per mescolarsi e per ridisegnare le abitudini di consumo. E' questo il quadro disegnato dagli operatori dei media americani riuniti a New York per il «Future Tv Show 2008», uno degli appuntamenti imperdibili per chi voglia capire cosa accadrà alla televisione nel prossimo avvenire.
 
Tv 3.0: è la nuova missione degli operatori. Lo dice Elizabeth Schimel,  vice-presidente Entertainment di Comcast, che con 25 milioni di utenti per il solo cavo, è il più grande operatore convergente negli Usa: «La prima fase, nella quale la tv via cavo ha svolto un ruolo fondamentale, è stata quella della scelta. Offrire una scelta più abbondante e variegata. Poi si è passati alla fase del controllo da parte del consumatore, soprattutto grazie all'introduzione del video on demand. Ora puntiamo alla terza fase, alla Tv 3.0: dal controllo passiamo alla partecipazione dello spettatore».
 
Ma cosa significa «partecipazione» per un mezzo di comunicazione che, per i suoi primi cinquant'anni di esistenza, è stato considerato il più passivo? «La televisione ha ora l'opportunità di integrarsi e di fondersi con i social networks che stanno proliferando  in Rete — spiega Schimel — è esattamente questo su cui stiamo puntando nel costruire prodotti multi-piattaforma. I nuovi set-top box digitali permettono di integrare pienamente tv e Rete, e di costruire perciò ambienti aperti e partecipativi».
 
Due gli esempi sviluppati da Comcast: il primo si chiama «Fancast», un portale dell'intrattenimento multi-piattaforma che, grazie ad accordi, con numerosi produttori di contenuti (Nbc, Fox, Mtv, Bbc, solo per citare alcuni dei brand più noti), permette di raccogliere, fruire e condividere contenuti audiovisivi, e di mescolare prodotti professionali con prodotti «user generated» alla YouTube. «I consumatori capiscono poco il sistema delle finestre distributive: quale contenuto è distribuito su quale piattaforma o su quale supporto? Fancast mira a semplificare le cose, a rendere disponibile ciò che ciascuno vuol vedere nel momento in cui lo vuol vedere».
 
Il secondo progetto si chiama «Facebook Diaries», ed è il primo tentativo di trasformare la massiccia comunità di utenti Facebook in produttori di video per un grande «reality» interattivo. E' questa una delle possibilità della nuova partecipazione mediatica: «Guardare, condividere e parlare di ciò che si sta guardando nel proprio social network, creare liste condivise di "preferiti", che anziché essere costituita di siti web è fatta di contenuti audiovisivi. Ma anche produrre contenuti». La tv si riarticola così attorno a comunità di gusto, nicchie più o meno ampie di appassionati di questo o quel programma, di questa o quella celebrità...
 
Roba da ragazzini smanettoni? Le evidenze che vengono dalle ricerche sembrano smontare molti luoghi comuni. A proposito di Facebook, per esempio, è vero che gli «early adopters» sono stati gli adolescenti, ma ora è un fenomeno diffuso e trasversale alle varie fasce d'età. La sorpresa più grossa, a questo proposito, viene da una ricerca presentata dagli uomini di Nbc: «E' vero — spiega Horst Stipp, vice-presidente "Insight and Innovation" di Nbc Universal — che c'è stata un'enorme crescita delle nuove tecnologie per la comunicazione, e come broadcaster inizialmente eravamo preoccupati. Ma i dati mostrano che queste nuove tecnologie, che si stanno diffondendo fra tutte le fasce della popolazione non intaccano affatto la centralità della televisione».
 
Più che una minaccia, allora, i nuovi media sono una risorsa: la crescita del consumo on-line di show televisivi lo dimostra. Ad ascoltare, in platea, c'è Yves Confalonieri, Direttore Rti Interactive Media. Per Mediaset c'è un futuro da editore multi-piattaforma, e dagli Usa si guarda e si impara.
 
Massimo Scaglioni
per "Corriere Economia"

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