Ultimo - L'occhio del falco, la miniserie evento su Canale 5 con Raoul Bova

Ultimo - L'occhio del falco, la miniserie evento su Canale 5 con Raoul Bova

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Fonte: Digital-Sat / Ansa

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Sky Italia
  lunedì, 07 gennaio 2013
 06:00

Ultimo - L'occhio del falco, la miniserie evento su Canale 5 con Raoul BovaSu Canale 5, lunedì 7 e martedì 8 gennaio in prima serata al via la miniserie evento prodotta da Pietro Valsecchi per Taodue, "Ultimo - L'occhio del falco".

Protagonista Raoul Bova, che ancora una volta veste i panni del leggendario Capitano dei Carabinieri che arrestò Totò Riina. Con la regia di Michele Soavi e una colonna sonora che vanta la firma di Ennio Morricone,  questo quarto capitolo parte dalle recenti vicende processuali, che si sono concluse con un'assoluzione, racconta del trasferimento e del lavoro di Ultimo al reparto del Noe, e dell'attività della sua associazione che aiuta ragazzi e giovani donne in difficoltà, che lo vede ancora una volta schierato in prima linea per difendere i più deboli e i valori della legalità.

«Abbiamo cercato di raccontare la storia vera di un uomo - spiega Soavi, che ha già diretto le due precedenti serie - prima portato in auge da un evento storico come l'arresto di Riina, poi in qualche modo infangato da un processo che ha vissuto come un'enorme ingiustizia e che lo ha reso quasi inerme, poi passato a lottare contro l'ecomafia, con la stessa spinta e lo stesso entusiasmo di sempre. Ci siamo sforzati di coniugare gli eventi processuali, che fanno da cornice alla fiction e che abbiamo riportato in modo fedele, con la vicenda di isolamento e di riscatto del protagonista».

Un personaggio che ha in qualche modo segnato la vita di Bova e dello stesso regista: «In questi anni siamo diventati amici», sottolinea Soavi, che ha girato la fiction anche nella casa famiglia voluta da Ultimo al Parco della Mistica a Roma, dove si pratica la pet therapy ai bambini difficili con i rapaci. «Il titolo, L'occhio del falco, è un omaggio a Giovanni Falcone, ma anche un riferimento a un falco vero, che nella storia viene trovato da un bambino». «Questo film - dice lo stesso colonnello Ultimo - parla della lotta alla mafia fatta da gente semplice, come sono i nostri carabinieri, sulla strada. Spero che i ragazzi lo vedano e capiscano il vero valore delle istituzioni e della giustizia».

Con 'Ultimo - L'occhio del falco' la Taodue porta avanti il suo racconto della realtà, che da venerdì 11 gennaio vedrà in campo su Canale 5 anche un'altra serie molto attesa, Il clan dei camorristi, con Stefano Accorsi magistrato. «Abbiamo fatto della tv civile il nostro cavallo di battaglia raccontando tante storie, dalla Uno Bianca a Soffiantini - commenta soddisfatto Valsecchi - e sono molto contento del fatto che anche la Rai sia venuta su questo terreno e Sky guardi con attenzione alle nostre produzioni. Siamo contenti di aver creato un 'modello Taoduè, ben venga la concorrenza». 

Le precedenti serie, la prima nel 98, la seconda nel 99 e la terza nel 2004, sempre trasmesse da Canale 5,  hanno ottenuto ascolti record (Ultimo media di 8.943.000 telespettatori e share del 31,6% - Ultimo-La sfida media di 9.002.000 telespettatori e una share del 32.9% - Ultimo-L'infiltrato con una media di 8.391.000 telespettatori e una share del 30.4%).

Dopo tanti successi (per citare solo i precedenti capitoli di Ultimo, la media di ascolto va dagli 8,3 e i 9 milioni di spettatori, sempre sopra il 30% di share), al produttore piacerebbe ora «raccontare di nuovo la storia del giudice Borsellino, alla luce degli ultimi sviluppi, ma anche approfondire la trattativa tra Stato e mafia: siamo al lavoro con Claudio Fava, Giovanni Bianconi, Attilio Bolzoni, ma si tratta un argomento molto complesso, ogni giorno si aggiunge un nuovo tassello».

Intanto il settore fiction deve fare i conti con la crisi di budget e investimenti: «È ora di ritoccare i compensi di registi e star e di alzare piuttosto i cachet minimi degli attori. Solo distribuendo meglio le nostre risorse - conclude il produttore, talent scout di Checco Zalone e dei Soliti Idioti - potremo continuare a raccontare il paese e insieme far emergere i giovani bravi, scovando il nuovo Troisi, il nuovo Benigni».

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