Mediaset, Corte giustizia Europea rinvia al Consiglio di Stato su Europa7

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Fonte: Reuters

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Televisione
  mercoledì, 12 settembre 2007
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La Corte di giustizia Ue ha oggi di fatto rinviato al Consiglio di Stato la giurisdizione sull'annosa questione dell'assegnazione a Centro Europa 7 (una emittente privata italiana che ha ormai cessato le trasmissioni) di frequenze televisive occupate da Rete 4 di Mediaset.

Come atteso, oggi l'Avvocato generale della Corte di giustizia delle Comunità europee ha dato il suo responso ribadendo che concessioni per la trasmissione tv devono essere assegnate a operatori privati e che deve essere "data piena attuazione" all'esito di tali gare di assegnazione e che spetta ai giudici nazionali esaminare tali questioni.

Nelle conclusioni si legge infatti che "i giudici nazionali devono esaminare attentamente le ragioni addotte da uno Stato membro per ritardare l'assegnazione di frequenze ad un operatore che così ha ottenuto diritti di radiodiffusione televisiva in ambito nazionale e, se necessario, ordinare rimedi appropriati per garantire che tali diritti non rimangano illusorio".

Attorno alla questione di Centro Europa 7 ruota gran parte della legislazione italiana in materia di questi anni.

L'emittente si vide assegnare nel 1999 frequenze per la trasmissione analogica in chiaro sull'intero territorio nazionale, frequenze al tempo occupate da Rete 4. Autorizzazioni ministeriali permisero però deroghe a Rete 4 per la cessione delle frequenze.

Sulla questione sono intervenuti vari gradi della giustizia amministrativa e nel 2002 interviene anche la Corte Costituzionale che ribadisce (come già aveva fatto nel 1994) che Mediaset non può possedere più di due reti e che Rete 4 deve quindi cessare le trasmissioni analogiche.

A questo punto si rimette in moto il legislatore con la legge Gasparri che in un primo momento viene rinviata dal Capo dello Stato alle Camere proprio per eccezione di costituzionalità in base alla sentenza del 2002 (ma Rete 4 continuerà a trasmettere ugualmente grazie ad un decreto legge del governo Berlusconi), ma che poi viene reiterata dal Parlamento nell'aprile 2004.

Nel frattempo il proprietario di Centro Europa 7 si appella al Consiglio di Stato e chiede un risarcimento di 3 miliardi allo Stato per la mancata attività televisiva.

Il Consiglio di Stato aveva chiesto alla Corte di giustizia Ue di pronunciarsi nel merito, risposta che è giunta oggi rinviando al massimo giudice amministrativo italiano la competenza di giudizio.

Nota: come ci segnala un nostro lettore, Europa 7 non ha - di fatto - cessato di trasmettere, contrariamente a quanto sostenuto dall'agenzia Reuters sopra riportata.

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