Moige e Pdl contro il nuovo spot Tim, mentre Toscani lo difende

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Fonte: panorama.it / Il Mattino

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Televisione
  giovedì, 17 luglio 2008
 00:00
Da qualche giorno fa discutere i telespettatori, allarma i genitori e ora fa muovere anche i politici. In onda sulle reti nazionali, il nuovo spot della Tim ha per protagonista una ragazza che, dopo aver fatto un test di gravidanza, scopre di essere in dolce attesa e manda via sms la notizia non a un solo partner ma a un’intera community di ragazzi e di uomini. Per tutti i presunti padri, lo stesso messaggio: “Avremo un bambino”.
 
Trenta secondi non graditi a tutti. Prima il Moige ha denuncia allo Iap, l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, lo spot - noto come “Diventerò padre” - reputandolo “indecente” perché “vanifica anni e anni di campagne sulla sicurezza dal punto di vista dei comportamenti sessuali” dice il Movimento Italiano Genitori in una nota. Nello spot, continua il Moige, “un comportamento sessuale completamente disinibito e privo di accortezza e sicurezza viene presentato in una luce positiva, e gli adolescenti, oggetto giustamente di anni di campagne sulla sicurezza sessuale contro malattie come l’aids, vedono crollare tutti insieme una serie di punti di riferimento: questo non è ammissibile”.
 
Poi ci si è messa anche la politica. Con l’onorevole Alessandra Mussolini, Presidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia, l’onorevole Gabriella Carlucci e l’onorevole Manuela Di Centa, che hanno annunciato un’interpellanza urgente in Commissione Cultura della Camera contro lo spot della compagnia telefonica. “Rappresenta” dicono in un comunicato “un’immagine fuorviante, mortificante e superficiale della maternità, contribuendo a diffondere in tal modo messaggi negativi al largo pubblico, specialmente adolescenziale, tendenti a sostenere costumi sessuali promiscui e irresponsabili”.
“Nella pubblicità” proseguono “si evidenza chiaramente come non vi sia la certezza della paternità di un nascituro, che viene ridotto, quindi, al prodotto del gioco di una notte, che peraltro rispolvera un concetto della sessualità tipico degli anni ‘70 oramai superato. Mettere al mondo un figlio è un atto di amore e di responsabilità che non può essere svilito e offeso per mere speculazioni commerciali”.
 
Al dibattito è intervenuto quest'oggi anche Oliviero Toscani, il fotografo famoso per i suoi scatti provocatori, che boccia sul nascere le polemiche con un'intervista pubblicata oggi da "Il Mattino".

Toscani, ha visto lo spot della Tim? Cosa ne pensa?
«L'ho visto e lo trovo semplicemente divertente, non c'è niente di offensivo».
 
Eppure ha scatenato molte polemiche. Il Moige sostiene che ridicolizza il valore della paternità. Ne sono convinte anche la Carlucci, la Di Centa e la Mussolini che annunciano un'interpellanza sul caso.
«Che esagerazione. La Carlucci e le sue colleghe farebbero meglio ad occuparsi dei veri problemi del Paese».

Le tre parlamentari sostengono che lo spot diffonde un messaggio negativo per i minori.
«Ma per favore. C'è molta ipocrisia in queste lacrime di coccodrillo. Lo spot ironizza solo su un determinato periodo storico e sulla nostra società che non è perfetta».
 
C'è chi invoca limiti alle creatività per la tutela dei più piccoli, lei cosa ne pensa?
«La creatività o è libera o non esiste».
 
La pubblicità italiana è in salute?
«I creativi hanno ceduto al marketing e oggi siamo gli ultimi in Europa, superati da portoghesi e greci».
 

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