La Lega Nord lancia l'assalto e vuole mettere le mani sulla Rai. In modo deciso, entrando proprio nella gestione diretta e nelle scelte strategiche della tv pubblica. La notizia è di quelle clamorose. Soprattutto perché non si tratta di una delle tante indiscrezioni che circolano nei Palazzi romani. Secondo quanto confermato ad Affaritaliani.it da una fonte interna all'azienda interna a Viale Mazzini, Umberto Bossi in persona spinge con forza per avere Antonio Marano, attuale direttore della seconda rete, alla vicedirezione generale con deleghe. Chi andrà alla guida della Rai Due importa poco al Senatùr, perché l'operazione - se andrà in porto - è di quelle dirompenti, destinate nel tempo a cambiare il volto della Rai.
Le deleghe in mano a Marano - secondo quanto Affaritaliani.it è in grado di anticipare - saranno "editoriali". In sostanza una figura di coordinamento tra le varie reti e tutti i canali tematici (dagli approfondimenti culturali a quelli politici, dallo Sport alla musica passando per le fiction. Tutto insomma). Le funzioni di Marano sarebbero anche quelle di intervenire direttamente sui palinsesti delle tre reti. Decidere quindi, ad esempio, a che ora e su quale canale deve andare lo Sport, che cosa fare con i talk show, come programmare le fiction, ma anche tutte le trasmissioni di approfondimento. Di qualunque genere. In quest'ottica rientra anche il progetto che partirà a ottobre su Rai Tre, ovvero trenta minuti di 'Morning News' regionali e affidate alle singole sedi locali della tv statale.
E' il primo passo verso la trasformazione della Rai in senso federalista. Con Marano alla vicedirezione generale, in prospettiva, sulla terza rete aumenteranno sempre più le trasmissioni gestite dalle singole sedi e differenziate regione per regione.
Complessivamente, poi, anche su Rai Uno e Rai Due - come previsto dal piano del Senatùr e della consigliera leghista Bianchi Clerici (l'unica sicura di essere riconfermata nel cda) - ci sarà un incremento di programmi dedicati ai singoli territori. Sempre meno Roma, quindi, e sempre più autonomia alle varie sedi. Da Milano a Palermo...
Articolo tratto
da "Affaritaliani.it"