Gero Caldarelli: ''Sono io la vera anima del Gabbibo di Striscia''

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Fonte: Diva e Donna

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Televisione
  sabato, 11 ottobre 2008
 00:00
Gabbibo"Il Gabibbo è come Babbo Natale: non puoi rovinarne la favola. Nel 1991, in studio, un bambino di tre anni e mezzo, tra il pubblico, ha visto la mia faccia, che dall'interno, senza pensarci, avevo scoperto: "Mamma, guarda, il Gabibbo ha mangiato un signore"".

È uno dei personaggi più popolari della tv, ma nella realtà il Gabibbo è poco conosciuto. Buddista, è dotato di un entusiamo incontenibile nonostante due anche di titanio, e due interventi al cuore: "dopo 78 puntate accanto a Eva Henger, mi è venuto un infarto"; è stato pure operato di cataratta a entrambi gli occhi.

Tante ne ha viste e passate Gero Caldarelli, una delle due anime, quella fisica, del pupazzone rosso di Striscia la notizia. Nato al terzo anno del tg satirico di Canale 5, infatti, il Gabibbo ha da 18 anni come "ripieno" questo simpatico mimo.

L'altra metà del Gabibbo, invece, la voce, le parole sono di Lorenzo Beccati, uno degli autori di Striscia: "Tra le tante cose in comune tra me e Lorenzo c'è che sia la mia che la sua nipotina hanno paura del Gabibbo, una disdetta", racconta con un dolcissimo sorriso Gero.

Nome che sta per?
"Giorgio, con la "o" chiusa come la pronuncia un attore di teatro. La prima volta che ho messo piede sul palcoscenico era il 1953".

Anno di nascita?
"1942. Ma c'è gente che a 40 anni è già vecchia. Nel 1960 mi sono iscritto alla scuola di mimo. Sono uscito come Mimo Gero. Nel 1974 ho fondato anche la scuola di mimo Quelli di Grok, assieme a Maurizio Nichetti".

Poi è arrivato il Gabibbo.
"Che è un'idea di Ricci. Lo ha costruito su di me la scenografa Lalla Cheli. La sarta era mia moglie Katia. Me lo ha cucito in casa. Io non volevo la gommapiuma. Katia ha avuto l'idea di mettere due cerchi di ferro".

Perché non gommapiuma?
"Ho animato molti pupazzi in vita mia, compreso Topolino davanti a Walt Disney nel 1965; la gommapiuma è sempre un grosso impedimento. Io volevo qualcosa di agile. Inoltre non volevo guardare dagli occhi finti. Allora ho avuto l'idea di avere una larga apertura della bocca per poter vedere tutto intorno a me. Io sono alto 1 metro e 53, con il Gabibbo arrivo a 1 e 65".

Com'è il mondo visto da lì dentro?
"Io dal Gabibbo vedo il futuro perché, guardando dalla bocca, vedo gli occhi dei bambini che, toccando il pupazzo, sono felici".

E quando arriva da sindaci e politici vari?
"Molti dicono: "Finalmente è arrivato lei, signor Gabibbo"".

Non vedono Gero che entra dentro il pupazzo, vedono direttamente il Gabibbo.
"Certo. Io parto da Milano, per i servizi, già nel costume. Mi è capitato di chiamare un taxi come Gabibbo, di mangiare nei ristoranti dentro il costume. Perché, se ci sono bambini intorno, non possono vedere che c'è un uomo dentro".

Oltre a fare il Gabibbo, di che cosa si occupa?
"In teatro ho fatto di tutto: attore, autore, regista, macchinista, elettricista, truccatore. Ho fatto persino un fotoromanzo negli Anni ?80. Fino al 2002, per 14 anni ho fatto spettacoli per bambini con i pupazzi di gommapiuma. E, visto che lavoro questo materiale, ho fatto anche dei quadri di gommapiuma. Vanno piuttosto bene. Me ne ha comprati quattro anche Ricci. E in ognuno c'è un gabibbino piccolissimo come firma".

Perché questo feeling con il mondo dei bambini?
"Perché sono alti come me, li posso guardare negli occhi. Se vogliamo cambiare il mondo dobbiamo partire da loro, non ci sono alternative. Gli spettacoli che facevo per loro avevano sempre un messaggio, ma raccontato con parole adatte ai più piccoli".

Che nonno stupendo per Aurora.
"Spero. Bisogna rimanere bambini. Il Gabibbo è un adulto bambino. Se ognuno di noi rimanesse un po' fanciullo ci sarebbe meno odio verso gli altri".

Sua moglie apprezza questo lato fanciullesco?
"Festeggiamo 40 anni di matrimonio, felice, quest'anno. Basta accettare i proprio errori e smettere di dare la colpa sempre e solo agli altri".

Come vi coordinate con Beccati, la voce del Gabibbo?
"Raramente leggo i testi prima. Io devo essere uno strumento bene accordato. Come un musicista, lui suona e io devo muovermi a tempo. Faccio il mimo da 47 anni. Con i gesti faccio esprimere il Gabibbo. E ogni anno invento dei movimenti nuovi".

Quanto suda lì dentro?
"Tantissimo. Ma io dico sempre: che c'è gente che paga per sudare, c'è gente che suda di più e guadagna di meno e, se ti lamenti, sudi di più e rompi le balle agli altri".

Parla con il Gabibbo?
"Certo! Esco dal camerino e lo saluto. Ma è maleducato: non mi risponde mai. Ma ormai siamo una stessa cosa. Il primo lo ha costruito Cheli, gli altri, ne ho sette, li ho fatti io con mia moglie. Uno lo uso per fare Veline e le altre cose importanti, uno per le telepromozioni, un altro per i servizi. ha 18 anni e lo tengo con molta glcura in camerino".

Incontri che hanno colpito il Gabibbo?
"Vittorio Gassman mi ha detto: "Signor Gabibbo, è un onore essere intervistato da lei!". E anche Roman Polanski si è divertito moltissimo. Poi ci sono anche gli antipatici: Marzullo è scappato, non si è fermato nemmeno. Le persone intelligenti giocano con il Gabibbo, gli altri lo snobbano".

Il Gabibbo si è mai innamorato di una velina?
"È innamorato di tutte. Ma guai se le tocca: arrivano certi schiaffoni...".

Nessuna frustrazione per il fatto di essere davanti agli occhi di tutti, ma di non essere riconosciuto da nessuno?
"È più importante essere che apparire. All'interno del Gabibbo sono un privilegiato: porto felicità alle persone, ho un lavoro fisso mentre un attore, di norma, è un precario tutta la vita. È stato più importante far crescere il personaggio che farmi vedere. Ho lottato fino in fondo per essere sempre io il Gabibbo. Antonio ha cercato di affiancarmi un sostituto, anche per dividere la fatica. Ma io l'ho vissuto male e alla fine l'altro è sparito. Il Gabibbo si muove come mi muovo io nella vita. Non potrebbe farlo nessun altro, anche a costo di andare a Palermo a fare un servizio e tornare la sera per la diretta in studio. Ho un sostituto che è il ballerino solo per il balletto finale. Anche quando ho avuto tutti i miei guai fisici sono stato determinato a tornare più forte di prima. La mia filosofia mi spinge a superare qualsiasi ostacolo".

Quale filosofia?
"Sono buddista, da ben 22 anni. Il Buddismo ti insegna che la forza dell'universo è dentro di te: se hai un ostacolo davanti, tiri fuori le tue risorse e lo superi. Ti insegna a rimboccarti le maniche anche per aiutare gli altri a essere felici. Questo vuol dire tolleranza, vivere bene nel rispetto di tutte le altre religioni. Mia moglie è cattolica, ma rispetta il mio pensiero, e io il suo. Sul mio pianerottolo vivono peruviani, musulmani e stiamo benissimo. Tutti i colori diversi, insieme, formano l'arcobaleno".

Betta Carbone
per "Diva e Donna"

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