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L'ira di Salemme: 'Ero più visto di Morandi, la Rai mi ha segato'

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Fonte: Libero

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Televisione
  martedì, 06 febbraio 2007

«Sono deluso dalla tv. Nessuno mi ha più chiamato dopo le prime serate Rai dell'anno scorso. Eppure non sono andato male...». Vincenzo Salemme porta al Teatro Manzoni di Milano "Bello di papà", la sua commedia un po' comica, un po' surreale, terzo incasso teatrale della stagione 2006, insomma un successone. Ma ha voglia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Perché il piccolo schermo le ha voltato le spalle?
«Che ne so. "Famiglia Salemme", prodotto da Ballandi, aveva certo mille difetti, forse peccava di una certa provincialità, aveva mille angoli da smussare, eppure non era andato male. Abbiamo tenuto una media del 21% di share. Che dire allora delle prime serate di Gianni Morandi o di Massimo Ranieri.. .Eppure quest'anno nessuno s'è fatto vivo nessuno. Non lo capisco davvero».

Forse perché non ha la faccia da successo?
«Può darsi. C'è una strana discrasia tra chi mi vuole bene chi mi ignora totalmente. Mi sento ignorato da una gran parte di chi ha voce. Eppure, al di là di qualche pecca dello show televisivo, c'è il teatro pieno, i miei film hanno sempre fatto incassi rispettabili, come ad esempio, "Baciami piccina" che aveva incassato tre milioni di euro a Pasqua in un periodo terribile, per la morte di Papa Giovanni Paolo II. Ma per quelli della tv non funziono».

Confessi, Salemme: "Ole" con Massimo Boldi non è andato bene...
«Abbiamo incassato diecimilioni di euro. Al Sud la gente ha mostrato di apprezzarlo tantissimo. Forse non era un film di Natale, nel senso più tradizionale del termine. Forse l'ambientazione estiva in contrapposizione con la data d'uscita nelle sale ha finito col nuocergli Ma se nonfosse andato bene, la Medusa non mi avrebbe chiamato di nuovo».

Che cosa farà?
«Un altro film tutto mio, scritto con l'autore e sceneggiatore Ugo Chiti, uno che sa tirar fuori quello che ho dentro. Lo gireremo la prossima estate e verrà distribuito nelle sale in inverno. Sarà una commedia, con forti tinte comiche e non solo».

Torniamo al teatro.
«Da stasera sono per un mese al Manzoni di Milano. "Bello di papà" ha una marcia, un ritmo, un modo di raccontare che è surreale, ma tocca argomenti reali. Io sono un uomo, un po' egoista, un po' arrivista di cinquant'anni che ha una fidanzata di dodici anni più giovane. Sono l'uomo di oggi, il maschio di oggi, insomma Voglio risposarmi e avere figli ma a casa mia arriva un amico che ha una grave crisi depressiva. Il medico lo convince a tornare bambino con l'ipnosi. E cosi mi reinvento nel ruolo di padre. A Genova certe scene le recitavamo in mezzo al pubblico e le signore davano le caramelle al "bambino". Anche questa reazione collettiva e spontanea credo simbolizzi la cifra del successo».

Detta così "Bello di papà" ci starebbe in tv.
«Ad aprile la registrerò all'Auditorium di Napoli, nello studio della "Famiglia Salemme" . Andrà in onda nel 2008. Mentre l'altra mia commedia "La gente vuole ridere" verrà trasmessa quest'anno».

Beh, allora in tv ci va?
«Ci va il mio teatro».

Fabio Santini
per "Libero"

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