L'appello di Marziale: 'Salviamo i bambini dalla teledipendenza'

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Fonte: Avanti

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Televisione
  mercoledì, 14 febbraio 2007
 00:00

Auspica la fatidica svolta nel solco della qualità, soprattutto per tutelare i bambini dai rischi di una eccessiva influenza che può venire in particolare dalla televisione e ribadisce che il "patto etico" sottoscritto da alcune emittenti televisive non è stato rispettato: con la determinazione che lo contraddistingue, Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio per i minori, analizza alcuni temi di stretta attualità, peraltro al centro del suo nuovo libro, uscito in questi giorni, "L'Onnipotenza dei Media: Sua Maestà la Tv".

"Una panoramica che affronta il delicatissimo aspetto dell'influenza psicosociale dei mezzi di comunicazione di massa - ci anticipa Marziale in questo colloquio -, soprattutto sui soggetti in età evolutiva, con un'ampia prospettiva sulle ricadute patologiche: disturbi della sfera sessuale, come la pubertà precoce, e anche della sfera alimentare, quali la bulimia e l'anoressia, la teledipendenza e la cyberpornodipendenza".

Quale obiettivo si propone di raggiungere con questa nuova pubblicazione?
"Voglio far comprendere a tutti quelli abitualmente pronti a criticarci e ad etichettarci come 'moralisti e bacchettoni', che le ragioni del nostro rivendicare il ricentraggio qualitativo dell'offerta mediatica ha basi molto diverse e soprattutto scientifiche".

Quanto peso hanno i mass media sulla nostra società? È vero che condizionano troppo soprattutto i bambini?
"I media riescono anche ad influenzare il voto degli elettori (la par condicio ne è una riprova); figuriamoci, in termini di condizionamento, quanto possono incidere sulla testa di soggetti così fragili come i più piccoli. La cronaca è ricca di episodi di lesionismo ed autolesionismo determinato dall'effetto emulazione della televisione".

Quali strategie ci sono secondo lei per tutelare i minori da tali rischi?
"Occorre innanzitutto porre attenzione sul ruolo dei genitori e poi lavorare perchè la 'Media Education' diventi materia d'insegnamento organica e non sporadica, lasciata solo ad occasioni pubbliche come convegni e tavole rotonde. L'Osservatorio sui diritti dei minori, per esempio, ha varato da tre anni la 'Scuola on line di Educazione ai media."

Sono sufficienti secondo lei le leggi esistenti?
"Se gli organi chiamati ad applicarle le attuassero, sicuramente sì, ma purtroppo questo non avviene".

Benedetto XVI recentemente ha richiamato il ruolo importante dei mezzi di comunicazione nell'educazione dei bambini. Come considera questo intervento ?
"Le parole autorevoli del Pontefice sono quanto mai opportune e dovrebbero essere valutate da tutti attentamente".

È vero che nel nostro Paese alcune emittenti hanno sottoscritto un patto etico, il cosiddetto "Codice Gasparri"?
"È vero, ma purtroppo sono le stesse che lo trasgrediscono. Comunque va detto, per onestà intellettuale, che dopo l'ex ministro Gasparri c'è stato il vuoto, nel senso che nessun altro esponente politico, ha tanto preso a cuore il rapporto tra i mezzi di comunicazione e i minori, E i risultati sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto in termini di sensibilizzazione di massa verso il fenomeno. Mi auguro comunque che le cose possano cambiare".

Sabrina Trombetti
per "Avanti"

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