Ddl Gentiloni, dopo un anno esce da commissioni ma rischia lo stop

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Fonte: Apcom

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Digitale Terrestre
  martedì, 09 ottobre 2007
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GentiloniIl prossimo 12 ottobre il ddl Gentiloni compirà un anno, dal momento del varo da parte del Consiglio dei ministri, e proprio oggi ha sostanzialmente chiuso il primo passaggio del suo iter parlamentare: il via libera da parte delle commissioni Cultura e Trasporti di Montecitorio. Un lungo esame, che rischia di allungarsi ulteriormente se, come sembra ormai probabile, il provvedimento per sbarcare nell'Aula della Camera dovra' attendere la seconda meta' di gennaio, con la ripresa dei lavori dopo le festivita' natalizie.

Il ddl esce dalle commissioni "con una struttura principale sostanzialemnte confermata" come sottolinea il sottosegretario alle Comunicazioni, Luigi Vimercati, che ha seguito l'esame parlamentare.

Confermato il tetto del 45% alla raccolta pubblicitaria, che se superato fa superare 'riduzioni' degli spot per le emittenti. Le telepromozioni entrano nel computo della raccolta pubblicitaria, mentre le televendite sono vietate alle tv nazionali e diventano strumento di ricavi solo per le 'locali'. Si conferma il tetto del 20% di programmi trasmessi da ciascun operatore, e nel computo entrano anche i programmi pay.

Si velocizza la redistribuzione delle frequenze analogiche che risultano "ridondanti" per le esigenze dei singoli broadcaster. Entro sei mesi dall' approvazione della legge saranno redistribuite, cosi' come si dimezza da 12 a 6 mesi il termine per il passaggio di un canale Rai e uno Mediaset (probabilmente Rai2 e Rete4, se saranno confermate indicazioni delle regioni 'all digital') dall'analogico al digitale a cui pero' vanno aggiunti 3 mesi di tempo per presentare il piano di 'trasferimento' all' Autorita' per le Comunicazioni. In sostanza i due canali dovrebbero 'migrare' sulla nuova tecnologia dopo 9 mesi dall' approvazione della legge.

Le frequenze liberate saranno redistribuite con procedure 'competitive' come previsto nel testo originario, ma sono state introdotte in commissione delle modifiche che riconoscono i 'diritti acquisiti' e quindi una sorta di prelazione sulle frequenze a Europa7, Mtv e ReteA. La prima non ha mai ricevuto frequenze nonostante abbia una licenza per trasmettere, mentre le altre due non hanno frequenze a sufficienza per coprire l'80% della popolazione come previsto dai capitolati delle licenze. Il resto degli articoli hanno subito modifiche limitate, e escono sostanzialemnte confermati, come la riforma dell' Auditel, i poteri di controllo e sanzionatori dell' Agcom(rafforzati).

"Si tratta di un provvedimento che risponde alle obiezioni sollevate in sede Ue sulla normativa italiana in materia televisiva" sottolinea Vimercati, ma come detto il ddl rischia di fermarsi per oltre tre mesi prima di poter essere esaminato dall' Assemblea di Montecitorio. Domani e' prevista una Conferenza dei capigruppo della Camera, e potrebbe essere l'ultima occasione per calendarizzare il ddl per l'Aula prima dell'arrivo della sessione di Bilancio.

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