Tivù ad alta definizione: i clienti ci sono i canali no

News inserita da:

Fonte: Il Corriere della Sera Economia

H
HDTV e 3D
  domenica, 16 settembre 2007
 00:00

Gode di buona salute il mercato dell’elettronica di consumo. Secondo le ultime rilevazioni Gfk, vale a livello mondiale l’iperbolica cifra di 575 miliardi di dollari.

Parliamo di un comparto, il cosiddetto consumer electronics , che comprende le grandi famiglie di Pc e telefonini, gli apparecchi audio-video e i navigatori satellitari. In particolare nell’ultimo anno, a segnare il maggiore tasso di crescita, sono i televisori ultrapiatti Lcd e plasma. Inclusi i monitor a colori. Di ogni tipo e dimensione: ormai la nostra vita quotidiana è diventata «videocentrica», visto che lavoro e intrattenimento ruotano attorno alle immagini digitali.

Nel 2006 sono stati venduti 12 milioni di televisori Lcd in Europa e 2 milioni in Italia: il doppio in un anno. È il 70 per cento dell’intero mercato degli apparecchi televisivi. Un panorama di quanto ci riserva il futuro è stato offerto dalla recentissima Ifa di Berlino, la più importante manifestazione europea dedicata all’elettronica di consumo, che ha visto convergere nella capitale tedesca i produttori del settore.

È il caso di Philips che ha lanciato la nuova serie Aurea, frutto di una ricerca approfondita su ciò che desiderano i consumatori quando si trovano davanti al piccolo schermo: dai film agli eventi sportivi in modalità Hd, ad alta definizione.

A caratterizzare Aurea è la speciale cornice esterna, che illumina in modo diffuso le pareti circostanti. L’obiettivo di questo «effetto speciale» è offrire allo spettatore la sensazione essere in presenza di uno schermo allargato.

Spiega Rudy Provoost , amministratore delegato del consumer elettronico di Philips: «È un modo nuovo di stimolare le sensazioni visive. Lo spettatore non gradisce l’effetto stanza buia: l’abbiamo eliminato, grazie a un miriade di colori irradiati sulle pareti, con tonalità che riprendono le scene sullo schermo».

Per mettere a punto questa tecnologia, l’azienda olandese ha investito oltre un anno di lavoro. E conta di glissare il successo dei precedenti modelli «Lcd ambilight », quelli con sola diffusione laterale della luce, già venduti in Europa in oltre un milione di esemplari. Ma alla kermesse video-digitale di Berlino anche gli altri produttori hanno mostrato il meglio della tecnologia.

La coreana Samsung, leader nel mercato mondiale degli Lcd-Tv con il 35 per cento del mercato in Italia, ha proposto la nuova famiglia di monitor «full Hd», un passo avanti in termine di risoluzione dei punti luminosi.

E i giapponesi della Jvc hanno voluto stupire con un megaschermo da 110 pollici, per ora il più grande al mondo: è progettato nel rispetto del basso consumo energetico (soltanto 200 watt), come due lampadine domestiche. Sharp, che da sempre punta a distinguersi per il design, propone un 42 pollici dallo spessore di soli 2,5 centimetri: di fatto, largo come un quadro da appendere alla parete.

A chiudere il tripudio high-tech c’è la serie «Connect» di Loewe, marchio storico.  Spiega Paolo Pozzi, marketing manager della Loewe a Verona: «In questo Lcd-Tv abbiamo predisposto l’elettronica per rendere visibili sulla tivù i contenuti multimediali degli apparecchi digitali presenti tra le mura domestiche». Così, ad esempio, si potrà inserire un Dvd nel computer della stanza dei figli e guardarlo in salotto. La trasmissione del segnale avviene wireless, senza fili di collegamento. Dagli stand dell’Ifa sono emerse novità anche per i cosiddetti marchi «no brand».
Per la prima volta hanno fatto la loro comparsa televisori ultrapiatti made in China, con modelli di fascia media, sotto i 42 pollici. Si va dagli Lcd di Haier, azienda già nota nel nostro Paese per gli elettrodomestici bianchi, agli sconosciuti Hisense e Changhong. Il prezzo è inferiore del 20 per cento ai marchi blasonati. Anche nel nostro Paese la Tv in alta definizione ha successo. Peccato che manchino le trasmissioni adatte.

Spiega Antonio Besana, direttore commerciale di Gfk Marketing Services: «Negli ultimi 12 mesi, tra schermi Lcd e plasma, abbiamo superato la ragguardevole cifra di 1,8 miliardi di euro di fatturato». Ma sui contenuti da fruire in modalità Hd siamo indietro rispetto agli altri Paesi europei. Rai e Mediaset, infatti, non trasmettono ancora programmi in alta definizione.

Rimangono i cinque canali satellitari di Sky, che però l’utente paga extra a Mr. Murdoch: 7 euro in più al mese rispetto al normale abbonamento. Conviene comperare adesso un Lcd-full Hd, ad altissima definizione? Meglio aspettare.

Spiega Paolo Sandri, vicepresidente audio e video di Samsung Italia: «Il meglio dell’alta definizione è fornito dai nuovi lettori di dischi, Blu-Ray o Hd-Dvd, capaci di sfruttare tutte le potenzialità cromatiche di film ed eventi sportivi». Insomma, bisogna sostituire anche il vecchio lettore di Dvd. E nel caso dei videogame, aggiungiamo noi, anche le vecchie console, con le nuove Sony Ps3 e Xbox 360 di Microsoft.

Con l’esborso aggiuntivo di parecchie centinaia di euro. Ma le vere vittime della televisioni Hd sono le videocassette Vhs, da considerare reperti di antiquariato: con i televisori ad alta risoluzione si vedono male. Mai come oggi vale la dura legge del consumer elettronico: «Quello che compri oggi è già vecchio domani».

Umberto Torelli
per "Il Corriere della Sera Economia"
(10/09/07)

Ultimi Video

Palinsesti TV