Schemi di compressione per film in HD

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Fonte: Digital-sat (original)

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HDTV e 3D
  giovedì, 29 gennaio 2009
 00:00

Si può mettere un film di un’ ora, in alta definizione, in 8 kilobytes di memoria?  Impossibile ! Qualcuno crede però il contrario, facendo ricorso ad una tecnologia di compressione rivoluzionaria, con un fattore di compressione di uno a un milione.

All'inizio degli anni 90, l’ ingegnere della TV olandese Jan Sloot ha inventato e brevettato un nuovo metodo di source coding, mantenendo il massimo riserbo sugli sviluppi della sua scoperta, che solo lui ha saputo se veramente funzionava.

Sloot ha potuto mantenere questo alto livello di segretezza portandosi appresso quello che sembrava un dispositivo di archiviazione di massa inferiore al megabyte di memoria e che non abbandonava mai, nemmeno con lo sguardo.

 

Investitori di alto livello hanno considerato la tecnologia di Sloot come una manna dal cielo che poteva cambiare radicalmente il panorama per i supporti di archiviazione e distribuzione, cercando in tutti i modi di puntare su questa scoperta, sebbene Sloot si fosse opposto di offrire loro l’ accesso a questa tecnologia. Gli investitori più avidi erano convinti delle potenzialità di questa tecnologia mentre altri affermavano che era solo fumo negli occhi. Ma tutto sembrava funzionare davvero.  Testimoni hanno visto l' inventore mentre inseriva il dispositivo in un' altra unità e le immagini video che scorrevano malgrado la memoria fosse limitata.

 

Nel 1999 Sloot muore, portandosi appresso i suoi segreti. Il suo brevetto ha lasciato però alcuni indizi. In un articolo della rivista olandese  “De Ingenieur" (L' Ingegnere) del 15 agosto 2008, un' analisi approfondita descrive come il suo metodo potrebbe funzionare. L'autore spiega che il metodo funziona con una tabella di riferimento e una memoria delle immagini, ciascuna formata da una piccola serie di pixel. Ogni elemento nella tabella di riferimento si riferisce ad una precisa parte di immagine della memoria.

 

Un'immagine tv è dunque codificata da una corrispondente tabella di riferimento con una serie di numeri che si riferiscono ad un insieme degli elementi che formano l’immagine in quella memoria. L'immagine originale può essere ricostruita dalla combinazione della tabella di riferimento e dei corrispondenti elementi che formano l’ immagine.

La tabella di riferimento può essere racchiusa in pochi kilobytes. E’ stato ipotizzato che alcuni abbiano ritenuto quella tabella come misura per il rapporto di compressione. Se ciò fosse vero si potrebbe concludere che è stato raggiunto il rapporto di compressione di uno a un milione. L'articolo sostiene che in realtà il metodo di compressione è paragonabile ad un metodo simile all’ MPEG2, anche se ci sono differenze nella maniera in cui si giunge alla compressione.

 

Per ulteriori approfondimenti

 

 

 

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